Se siamo tutti d’accordo io proporrei di fare una raccolta firme per abolire l’uso della ghigliottina! E’ una pratica medioevale ed è una atrocità che va assolutamente impedita!
Come? Dite che l’ultima volta che venne usata fu nel 1977?
Ah beh scusate, non sono un boia, ma mi sembra comunque una cosa davvero eccessiva!
Ogni santo giorno leggo frasi che hanno lo stesso spessore intellettivo di questa; fuori dal tempo ed illogiche. Non dovrei stupirmi visto che, anche se siamo nel 2019 si dibatte ancora sulla sfericità o meno del pianeta terra. Eppure mi stupisco e mi arrabbio e sento il peso di questa ignoranza tutto quanto su di me, come se fossi Atlante con il mondo addosso. Così ho deciso di fare questa serie di scritti che poco alla volta aggiornerò, aggiungendovi sempre più nozioni che, se ancora non sono, dovrebbero essere alla portata di tutti.
10 Vaccini sono troppi!
Ad oggi, cioè il due aprile del 2019, i vaccini obbligatori sono 10.
antidifterico
antipoliomelitico
antiepatite virale B
antitetanica
antipertosse
anti Haemophilusinfluenzae tipo B
antimorbillo
antiparotite
antirosolia
antivaricella
Poi abbiamo quelli consigliati ma non obbligatori.
anti-pneumococcica
anti-meningococcica C
anti-meningococcica B
anti-rotavirus
anti-HPV
Concentriamoci solo su quelli obbligatori, perché su questi vertono le maggiori preoccupazioni dei genitori.
La risposta al titolo è NO! Non sono troppi dieci vaccini; perché?
In passato, negli anni 70, il vaccino obbligatorio contro il Vaiolo conteneva migliaia di antigeni. Gli antigeni sono delle sostanze in grado di essere riconosciute dal nostro sistema immunitario come dannose e quindi da combattere e distruggere. Ad ogni tipo di antigene il nostro sistema immunitario creerà soldati più o meno specifici per combattere quel tipo di avversario. Il vaccino, da solo, non è in grado di fare nulla. Non funziona, ad esempio, come un analgesico; perché al suo interno ha solo frammenti specifici del virus da mostrare ai nostri anticorpi, mischiato ad un po’ di conservante e ad un pizzico di adiuvante. Quale conservante e quale adiuvante, e il loro scopo, lo spiegherò tra poco. I virus, quelli che a noi fanno male, hanno sistemi di difesa parecchio ingegnosi, per questo riescono ad entrare indisturbati, passando in mezzo a sentinelle che non se ne ravvedono. Creare un vaccino significa prendere porzioni di esso, del virus, e renderle visibili alle nostre sentinelle; altro segreto non c’è. Il vaccino contro la pertosse, che si usava in passato, possedeva oltre 3000 antigeni; ora, grazie ai passi da gigante che ha fatto la ricerca e la tecnologia, tutti quanti i 10 vaccini messi insieme, ripeto, tutti quanti insieme, contengono circa 200 antigeni. Innanzitutto non si iniettano 10 vaccini tutti in una volta; quando leggete questo, correggete chi lo scrive. Esiste un calendario vaccinale. Ma anche se si iniettassero tutti e 10 in una volta, in un unico punturone, sappiate che non accadrebbe nulla ai vostri figli; perché? Perché hanno stimato che il sistema immunitario di una neonato potrebbe sopportare fino a 10.000 dosi di vaccino inoculate all’unisono. E’ una stima ok? Nessuno farebbe una cosa del genere, però è una stima reale, elaborata da medici e ricercatori che fanno questo di professione, non da ciarlatani. Se vi occorre approfondire eccola qui. Quando un neonato viene punto da una zanzara viene in contatto con alcune migliaia di antigeni, mentre se viene graffiato da un gatto, le alcune migliaia si trasformano in milioni. L’altra obbiezione frequente è: perché non esistono i singoli vaccini? Perché i nostri figli devono subire un iniezione con l’esavalente, ad esempio, che ne contiene addirittura 6? La risposta è: perché no?
Perché fare 6 iniezioni quando se ne può fare una? Perché iniettare 6 dosi di conservante e adiuvante quando ne basta una? Che senso avrebbe richiamare un genitore 10 volte in un mese, per un unica iniezione alla volta; che una volta aggiunta ai richiami supererebbero le 30 iniezioni all’anno. Davvero vorreste andare al centro vaccini 30 volte in dodici mesi, per fa fare 30 iniezioni singole a vostro figlio? Tutto per un eccesso di “sicurezza” immotivato, visto che, mi duole ripeterlo, una singola zanzara è in grado di iniettare migliaia di antigeni. Ma davvero, mi chiedo, ma quando leggete queste teorie che pubblicano i vostri amici, o i vostri conoscenti, quando siete dalla parrucchiera o dal fisioterapista, vi soffermate mai a pensare alle sciocchezze che scrivono o dicono? Gli approfondimenti li trovate qui.
Non mi sono dimenticato: Conservanti e adiuvanti.
Perché i vaccini contengono conservanti, e quali sono?
Nel 1916 in America e in seguito nel 1928 in Australia, si sono verificati due gravi problemi di infezioni. Così, vari paesi si nono riuniti e hanno deciso e imposto che i vaccini dovessero contenere i conservanti, onde evitare proliferazioni batteriche potenzialmente mortali. A quei tempi (stiamo parlando del 1928) non esistevano gli antibiotici; o meglio, erano appena stati scoperti da Alexander Fleming, ma non ancora testati e in commercio. In quel periodo il disinfettante più usato era il Mercurocromo, ve lo ricordate? Dal nome lascia ad intendere, anche ai meno attenti, che ha a che fare con il Mercurio; famoso per essere un potente neurotossico. Decisero di utilizzare un suo derivato, l’etilmercurio (considerato a ragione un conservante efficace e atossico) mischiato con il Tiosalicilato: Insieme formavano il “tristemente famoso” Thiomersale. Scrivo tristemente famoso, tra virgolette, non perché si rivelò in seguito tossico e dannoso, ma semplicemente perché molti anni dopo l’opinione pubblica, incalzata da ciarlatani no-vaxx, riuscì a bloccarne l’utilizzo nei vaccini. Il Thiomersal, ancora oggi, ha la fedina penale pulita proprio come i temuti Parabeni (ma questa è un’altra storia). Stavamo dicendo, il Thiomersal iniziò ad essere usato dagli inizi del 1930, per tutti i vaccini, come disinfettante, ma anche nelle preparazioni di immunoglobuline, sieri anti veleno, soluzioni ad uso oftalmologico e in vari altri ambiti. Prima di essere somministrato agli esseri umani era stato ovviamente testato sugli animali, ma il banco di prova lo superò a pieni voti nel 1929, quando decisero di utilizzarlo per combattere una epidemia di meningite. Si presumeva che il suo utilizzo potesse contenere il contagio, ma fallì. Fallì per quello scopo, ma, pur iniettando ai pazienti dosi 10.000 volte superiori a quelle presenti nei vaccini, non avvelenò con il mercurio neppure un paziente. Il Thiomersal, pur essendo un derivato del mercurio, non ha effetti neurotossici, ma perché? Perché la differenza molecolare, anche se minima, tra il Metilmercurio (Neurotissico) e l’etilmercurio (Atossico) basta per modificare radicalmente i due composti, rendendone uno tossico e l’altro no. Nel libro da cui traggo queste informazioni (I vaccini dell’era globale -Rappuoli/Vuozza-) gli autori paragonano queste sostanze al metanolo e all’etanolo. Anche se la differenza molecolare tra i due è minima, il primo è mortale mentre il secondo no. Pur avendo sempre svolto il suo compito a pieni voti, il Thiomersal agli occhi degli ignoranti resta troppo imparentato con il Mercurio, quindi un veleno da eliminare a tutti i costi, fino a quando, negli anni 2000, perse la battaglia e venne congedato con onore. Tolto di mezzo un improbabile (mai provato) fattore scatenante di sindrome autistica, i no-vaxx iniziarono a scagliarsi anche contro l’adiuvante: I sali d’alluminio.
Perché occorre usare gli adiuvanti e soprattutto, possono scatenare sindromi autistiche?
Gli adiuvanti sono sostanzialmente due: i sali di alluminio e lo MF59 (Squalene). State camminando assorti dai vostri pensieri quando a vostra insaputa una silenziosa zanzara vi punge alle spalle. Non importa quanto siate assorti o quanto siate grossi, prima o poi vi fermerete a grattarvi. Questa metafora, abbondantemente modificata e presa in prestito da una puntata di Star Treck Tng, spiega meglio di tante altre parole quello che accade nel nostro corpo quando ci viene iniettato un adiuvante. Che il vaccino sia composto da virus depotenziato, oppure da soli pochi virioni, poco importa; se venisse iniettato senza un adiuvante finirebbe per passare inosservato, oppure per infettare il paziente, quasi quanto il virus originale. L’adiuvante occorre per scatenare un fastidio e azionare un sistema d’allarme in grado di far accorrere le sentinelle del sistema immunitario, che oltre al fastidioso liquido, incontreranno anche i virioni del vaccino, iniziando tutta una serie di sequenze che indurranno la nostra immunità.
Inducono le sindromi autistiche?
Allora, parliamoci chiaro, o le inducevano il Thiomersal (parente del mercurio) oppure le inducono i sali di alluminio e lo Squalene. Entrambi non vengono usati, entrambi sono stati testati ed utilizzati per miliardi di vaccini, entrambi sono ritenuti sicurissimi dalla medicina e dalla scienza, quindi altro su questo non saprei proprio che cosa aggiungere.
Per approfondimenti sugli adiuvanti cliccate qui e qui.
I metalli pesanti sono presenti nei Vaccini?
Anche se su web continuerete a trovare centinaia di tesi e testimonianze, alla fine si è arresa perfino Corvelva, come si può apprendere dalle ultime ricerche. Siamo giunti al termine di questo immenso mistero, che mistero non è. Con l’avvento dei più sofisticati sistemi di analisi, ogni sostanza viene evidenziata, ogni interazione studiata, ogni effetto collaterale preso in considerazione. Asserire che l’alluminio e il mercurio sono neurotossici non è una falsità, sia chiaro, ma sono le quantità e l’assorbimento di essi a fare la differenza. Se analizziamo un chilogrammo di acqua, scopriamo che in essa sono presenti 888 grammi di ossigeno e 111 grammi di idrogeno (ho arrotondato). E’ noto a tutti che l’idrogeno è piuttosto pericoloso, e se iniettato è sicuramente mortale, eppure una flebo di soluzione salina non uccide, capite? A proposito, il sale e l’alluminio hanno lo stesso grado di tossicità, lo sapevate?
Questa è la differenza sostanziale tra scienza e l’irragionevole terrorismo.
Come? Dite che l’ultima volta che venne usata fu nel 1977?
Ah beh scusate, non sono un boia, ma mi sembra comunque una cosa davvero eccessiva!
Ogni santo giorno leggo frasi che hanno lo stesso spessore intellettivo di questa; fuori dal tempo ed illogiche. Non dovrei stupirmi visto che, anche se siamo nel 2019 si dibatte ancora sulla sfericità o meno del pianeta terra. Eppure mi stupisco e mi arrabbio e sento il peso di questa ignoranza tutto quanto su di me, come se fossi Atlante con il mondo addosso. Così ho deciso di fare questa serie di scritti che poco alla volta aggiornerò, aggiungendovi sempre più nozioni che, se ancora non sono, dovrebbero essere alla portata di tutti.
10 Vaccini sono troppi!
Ad oggi, cioè il due aprile del 2019, i vaccini obbligatori sono 10.
antidifterico
antipoliomelitico
antiepatite virale B
antitetanica
antipertosse
anti Haemophilusinfluenzae tipo B
antimorbillo
antiparotite
antirosolia
antivaricella
Poi abbiamo quelli consigliati ma non obbligatori.
anti-pneumococcica
anti-meningococcica C
anti-meningococcica B
anti-rotavirus
anti-HPV
Concentriamoci solo su quelli obbligatori, perché su questi vertono le maggiori preoccupazioni dei genitori.
La risposta al titolo è NO! Non sono troppi dieci vaccini; perché?
In passato, negli anni 70, il vaccino obbligatorio contro il Vaiolo conteneva migliaia di antigeni. Gli antigeni sono delle sostanze in grado di essere riconosciute dal nostro sistema immunitario come dannose e quindi da combattere e distruggere. Ad ogni tipo di antigene il nostro sistema immunitario creerà soldati più o meno specifici per combattere quel tipo di avversario. Il vaccino, da solo, non è in grado di fare nulla. Non funziona, ad esempio, come un analgesico; perché al suo interno ha solo frammenti specifici del virus da mostrare ai nostri anticorpi, mischiato ad un po’ di conservante e ad un pizzico di adiuvante. Quale conservante e quale adiuvante, e il loro scopo, lo spiegherò tra poco. I virus, quelli che a noi fanno male, hanno sistemi di difesa parecchio ingegnosi, per questo riescono ad entrare indisturbati, passando in mezzo a sentinelle che non se ne ravvedono. Creare un vaccino significa prendere porzioni di esso, del virus, e renderle visibili alle nostre sentinelle; altro segreto non c’è. Il vaccino contro la pertosse, che si usava in passato, possedeva oltre 3000 antigeni; ora, grazie ai passi da gigante che ha fatto la ricerca e la tecnologia, tutti quanti i 10 vaccini messi insieme, ripeto, tutti quanti insieme, contengono circa 200 antigeni. Innanzitutto non si iniettano 10 vaccini tutti in una volta; quando leggete questo, correggete chi lo scrive. Esiste un calendario vaccinale. Ma anche se si iniettassero tutti e 10 in una volta, in un unico punturone, sappiate che non accadrebbe nulla ai vostri figli; perché? Perché hanno stimato che il sistema immunitario di una neonato potrebbe sopportare fino a 10.000 dosi di vaccino inoculate all’unisono. E’ una stima ok? Nessuno farebbe una cosa del genere, però è una stima reale, elaborata da medici e ricercatori che fanno questo di professione, non da ciarlatani. Se vi occorre approfondire eccola qui. Quando un neonato viene punto da una zanzara viene in contatto con alcune migliaia di antigeni, mentre se viene graffiato da un gatto, le alcune migliaia si trasformano in milioni. L’altra obbiezione frequente è: perché non esistono i singoli vaccini? Perché i nostri figli devono subire un iniezione con l’esavalente, ad esempio, che ne contiene addirittura 6? La risposta è: perché no?
Perché fare 6 iniezioni quando se ne può fare una? Perché iniettare 6 dosi di conservante e adiuvante quando ne basta una? Che senso avrebbe richiamare un genitore 10 volte in un mese, per un unica iniezione alla volta; che una volta aggiunta ai richiami supererebbero le 30 iniezioni all’anno. Davvero vorreste andare al centro vaccini 30 volte in dodici mesi, per fa fare 30 iniezioni singole a vostro figlio? Tutto per un eccesso di “sicurezza” immotivato, visto che, mi duole ripeterlo, una singola zanzara è in grado di iniettare migliaia di antigeni. Ma davvero, mi chiedo, ma quando leggete queste teorie che pubblicano i vostri amici, o i vostri conoscenti, quando siete dalla parrucchiera o dal fisioterapista, vi soffermate mai a pensare alle sciocchezze che scrivono o dicono? Gli approfondimenti li trovate qui.
Non mi sono dimenticato: Conservanti e adiuvanti.
Perché i vaccini contengono conservanti, e quali sono?
Nel 1916 in America e in seguito nel 1928 in Australia, si sono verificati due gravi problemi di infezioni. Così, vari paesi si nono riuniti e hanno deciso e imposto che i vaccini dovessero contenere i conservanti, onde evitare proliferazioni batteriche potenzialmente mortali. A quei tempi (stiamo parlando del 1928) non esistevano gli antibiotici; o meglio, erano appena stati scoperti da Alexander Fleming, ma non ancora testati e in commercio. In quel periodo il disinfettante più usato era il Mercurocromo, ve lo ricordate? Dal nome lascia ad intendere, anche ai meno attenti, che ha a che fare con il Mercurio; famoso per essere un potente neurotossico. Decisero di utilizzare un suo derivato, l’etilmercurio (considerato a ragione un conservante efficace e atossico) mischiato con il Tiosalicilato: Insieme formavano il “tristemente famoso” Thiomersale. Scrivo tristemente famoso, tra virgolette, non perché si rivelò in seguito tossico e dannoso, ma semplicemente perché molti anni dopo l’opinione pubblica, incalzata da ciarlatani no-vaxx, riuscì a bloccarne l’utilizzo nei vaccini. Il Thiomersal, ancora oggi, ha la fedina penale pulita proprio come i temuti Parabeni (ma questa è un’altra storia). Stavamo dicendo, il Thiomersal iniziò ad essere usato dagli inizi del 1930, per tutti i vaccini, come disinfettante, ma anche nelle preparazioni di immunoglobuline, sieri anti veleno, soluzioni ad uso oftalmologico e in vari altri ambiti. Prima di essere somministrato agli esseri umani era stato ovviamente testato sugli animali, ma il banco di prova lo superò a pieni voti nel 1929, quando decisero di utilizzarlo per combattere una epidemia di meningite. Si presumeva che il suo utilizzo potesse contenere il contagio, ma fallì. Fallì per quello scopo, ma, pur iniettando ai pazienti dosi 10.000 volte superiori a quelle presenti nei vaccini, non avvelenò con il mercurio neppure un paziente. Il Thiomersal, pur essendo un derivato del mercurio, non ha effetti neurotossici, ma perché? Perché la differenza molecolare, anche se minima, tra il Metilmercurio (Neurotissico) e l’etilmercurio (Atossico) basta per modificare radicalmente i due composti, rendendone uno tossico e l’altro no. Nel libro da cui traggo queste informazioni (I vaccini dell’era globale -Rappuoli/Vuozza-) gli autori paragonano queste sostanze al metanolo e all’etanolo. Anche se la differenza molecolare tra i due è minima, il primo è mortale mentre il secondo no. Pur avendo sempre svolto il suo compito a pieni voti, il Thiomersal agli occhi degli ignoranti resta troppo imparentato con il Mercurio, quindi un veleno da eliminare a tutti i costi, fino a quando, negli anni 2000, perse la battaglia e venne congedato con onore. Tolto di mezzo un improbabile (mai provato) fattore scatenante di sindrome autistica, i no-vaxx iniziarono a scagliarsi anche contro l’adiuvante: I sali d’alluminio.
Perché occorre usare gli adiuvanti e soprattutto, possono scatenare sindromi autistiche?
Gli adiuvanti sono sostanzialmente due: i sali di alluminio e lo MF59 (Squalene). State camminando assorti dai vostri pensieri quando a vostra insaputa una silenziosa zanzara vi punge alle spalle. Non importa quanto siate assorti o quanto siate grossi, prima o poi vi fermerete a grattarvi. Questa metafora, abbondantemente modificata e presa in prestito da una puntata di Star Treck Tng, spiega meglio di tante altre parole quello che accade nel nostro corpo quando ci viene iniettato un adiuvante. Che il vaccino sia composto da virus depotenziato, oppure da soli pochi virioni, poco importa; se venisse iniettato senza un adiuvante finirebbe per passare inosservato, oppure per infettare il paziente, quasi quanto il virus originale. L’adiuvante occorre per scatenare un fastidio e azionare un sistema d’allarme in grado di far accorrere le sentinelle del sistema immunitario, che oltre al fastidioso liquido, incontreranno anche i virioni del vaccino, iniziando tutta una serie di sequenze che indurranno la nostra immunità.
Inducono le sindromi autistiche?
Allora, parliamoci chiaro, o le inducevano il Thiomersal (parente del mercurio) oppure le inducono i sali di alluminio e lo Squalene. Entrambi non vengono usati, entrambi sono stati testati ed utilizzati per miliardi di vaccini, entrambi sono ritenuti sicurissimi dalla medicina e dalla scienza, quindi altro su questo non saprei proprio che cosa aggiungere.
Per approfondimenti sugli adiuvanti cliccate qui e qui.
I metalli pesanti sono presenti nei Vaccini?
Anche se su web continuerete a trovare centinaia di tesi e testimonianze, alla fine si è arresa perfino Corvelva, come si può apprendere dalle ultime ricerche. Siamo giunti al termine di questo immenso mistero, che mistero non è. Con l’avvento dei più sofisticati sistemi di analisi, ogni sostanza viene evidenziata, ogni interazione studiata, ogni effetto collaterale preso in considerazione. Asserire che l’alluminio e il mercurio sono neurotossici non è una falsità, sia chiaro, ma sono le quantità e l’assorbimento di essi a fare la differenza. Se analizziamo un chilogrammo di acqua, scopriamo che in essa sono presenti 888 grammi di ossigeno e 111 grammi di idrogeno (ho arrotondato). E’ noto a tutti che l’idrogeno è piuttosto pericoloso, e se iniettato è sicuramente mortale, eppure una flebo di soluzione salina non uccide, capite? A proposito, il sale e l’alluminio hanno lo stesso grado di tossicità, lo sapevate?
Questa è la differenza sostanziale tra scienza e l’irragionevole terrorismo.

Nessun commento:
Posta un commento