Qui la Treccani è indispensabile, credetemi.
Allopatia:
In medicina, la terapia classica, che si fonda sul principio d’Ippocrate: contraria contrariis curantur («i contrari si curano con i contrari»); così denominata da S. Hahnemann, in contrapposizione all’omeopatia (similia similibus curantur).
Erboristerìa:
Raccolta di piante, spontanee o coltivate, medicinali e aromatiche, nonché preparazione e commercio delle rispettive droghe: queste sono usate in medicina, in liquoreria, profumeria e industrie dolciarie. Con e. si indica anche il complesso di nozioni (botaniche, farmacologiche ecc.) necessarie per esercitare l'attività di erborista e il negozio stesso.
Omeopatia:
Dottrina medica elaborata da S.F.C. Hahnemann, agli inizi dell’Ottocento, basata sul concetto che la condizione di salute è dovuta a una ‘energia vitale immateriale’ che controlla armonicamente le interazioni tra le varie parti del corpo. L’o. rivolge l’attenzione diagnostica e le strategie terapeutiche essenzialmente sulla sintomatologia, come, del resto, in gran parte avveniva anche in seno alla medicina tradizionale del tempo, da Hahnemann chiamata allopatia. Ma, mentre questa mirava, in base al principio dei contrari, di derivazione galenica, a combattere i fenomeni morbosi con i rimedi rivolti a sopprimerli (contraria contrariis curantur), Hahnemann elaborò una strategia terapeutica opposta, basata sul principio dei simili, sintetizzato nell’aforisma similia similibus curantur. Hahnemann asseriva che i vari medicamenti in uso, somministrati a dosi elevate a persone sane, provocano i sintomi caratteristici di determinate malattie che possono essere curate con dosi infinitesimali del medesimo farmaco. Egli formulò altri due ‘principi’ basilari dell’o.: l’efficacia di un medicamento, attraverso diluizioni progressive, anziché affievolirsi e svanire, man mano aumenta; questo paradossale rinforzo dell’effetto terapeutico sarebbe ulteriormente accresciuto sottoponendo le varie soluzioni a energici scuotimenti manuali (fenomeno indicato come dinamizzazione). Tale tripode concettuale (principio dei simili, principio delle diluizioni infinitesimali, dinamizzazione) si configura come il cardine di ogni indirizzo terapeutico omeopatico.
La medicina ufficiale condivide il principio di base dell’omeopatria, tuttavia, non ne accetta l’applicazione pratica, poiché le diluizioni omeopatiche, almeno quelle più spinte, sono praticamente prive di principio attivo (oltre la diluizione 12 CH – corrispondente a diluire successivamente per 12 volte una soluzione a un centesimo del suo valore – è impossibile secondo le leggi della chimica trovare traccia di sostanza, mentre per l’o. queste sono spesso le diluizioni più attive); la succussione non può potenziare ciò che non esiste, a meno che non le venga attribuita la capacità, finora non dimostrata, di trasferire al diluente le proprietà del principio attivo. Al di là della conoscenza del meccanismo di funzionamento, la critica fondamentale mossa dalla medicina ufficiale all’o., comunque, è che la sua efficacia non è mai stata dimostrata in maniera scientifica e rigorosa applicando i metodi della sperimentazione clinica. Pertanto la medicina ufficiale, pur non escludendo a priori tale efficacia, tende ad attribuirla alla ‘forza di suggestione’, un fenomeno reale, ampiamente documentato, il cui contributo non va sottovalutato particolarmente nelle malattie psicosomatiche.
Perché questa precisazione?
Mentre le prime due sono molto spesso complementari; infatti Allopatia ed Erboristeria figurano entrambe nella medicina tradizionale e sono riconosciute dalla scienza, l’ultima non ne fa parte. Addirittura contraria alla Allopatia (come concetto e filosofia) ma nell’immaginario collettivo viene associata alla Erboristeria.
Ma questo corrisponde al vero?
Innanzitutto le due pratiche non sono similari perché il paradosso sopra citato nelle quantità usate in Omeopatia (maggiore diluizione = maggiore efficacia) l’Erboristeria non lo abbraccia. Ma c’è anche un altro motivo, non trascurabile, che segna una netta divisione tra le due. Mentre in Erboristeria si usano solo sostanze provenienti dal mondo vegetale, in Omeopatia si usano sostanze provenienti dal mondo Minerale, Vegetale e Animale.
Soprattutto negli ultimi anni, aggiungerei per fortuna per certi versi, si è riscontrato un desiderio crescente verso tutto ciò che è vegetale, naturale, "non chimico".
Ampie dosi di farmaci, spesso eccessive e dannose, hanno lasciato il posto a prodotti Erboristici. La frase "curatevi come si curavano i vostri nonni" è sempre più usata e apprezzata. Ma, se è vero che i nostri nonni si curavano con le erbe, è altresì vero che non sapevano neppure cosa fosse l’Omeopatia, che esiste sì da 200 anni, ma non migliaia e si è rafforzata solo nell’ultimo trentennio. Si sente dire sempre più spesso, “io mi curo con le erbe, io mi curo con prodotti naturali, io mi curo con l’Omeopatia” senza però realizzare che solo una parte di questi prodotti hanno componenti provenienti dal mondo vegetale.
In questi medicamenti troviamo tinture provenienti da animali interi, oppure parti di essi, come possiamo trovare anche secrezioni o escrezioni. Formiche, api, vespe, secrezioni delle ghiandole parotidi dei rospi, oppure dalla loro saliva. Alcuni strati delle conchiglie e guscio d’uovo. Secrezioni patologiche di origine animale, vegetale e umane. Dai calcoli renali al angue, al siero e all’urina. Conigli, anatre, ovini, maiali, arterie animali, articolazioni, bronchi, colon, cornea, corteccia cerebrale, corteccia surrenale, dischi vertebrali, duodeno, epididimo, epifisi e ghiandole mammarie.
Non fate i furbi, l’epididimo col cavolo che sapete cos’è!
E’ una parte dell’apparato genitale maschile, se volete proprio saperlo…
Poi usano ormoni naturali e alcuni di sintesi. Alcuni contengono mucillaggini. Ma ci sono anche cortisone, cortisolo, insulina. Serpenti e ragni interi lasciati a macerare dentro all'alcool, ve lo avevo detto?
Ecco, anche questo è Omeopatia e se pensate che io vi stia scrivendo un mucchio di frottole, perché pagato dalle Big Pharma, liberissimi di pensarlo, come siete altrettanto liberi di associare l'Erboristeria alla Omeopatia.
Come precedentemente spiegato nel post nominato Omeopatia, le diluizioni sono talmente alte (sopra il CH12 addirittura non c’è traccia di soluzione madre) che ciò che ingerite difficilmente conterrà grosse quantità delle sopra citate sostanze.
L’omeopatia non è vietata sia chiaro, e non ha controindicazioni se non in rarissimi casi, ed è al vostro servizio; usatela quanto è più vi aggrada, anche se è semplice acqua e zucchero.
Oggi c’è a disposizione dei pazienti addirittura l’Omeopatia quantistica.
Quando lo è venuto a sapere l’astrofisica Margherita Hack le è venuto un malore, credete a me, però giuro che esiste!
C’è pure un ulteriore toccasana, molto amato da chi fa uso di Omeopatia: il metodo RQI del Dr. Marco Fincati.
"Se non lo conoscete vi esorto ad informarvi."
Dottore in scienze statistiche, mica mediche, sia chiaro.
Beh lui la quantistica la sfodera come se fosse… dunque… stavamo dicendo?
Dicevamo, stringi stringi, con il metodo RQI si impara a mettere l’acqua in bottiglie di colore blu. A esporle ai primi raggi del sole e agli ultimi della sera per solarizzarle.
Si impara ad apporvi sopra foglietti con scritto Amore, Pace, Ti Amo o Guarigione, in modo che la solarizzazione passi attraverso a quei messaggi.
Da Lui si impara a "guarirsi" con l’acqua.
Parole sue:
“se a casa vostra trovate tubi idrici esterni ai muri, metteteci sopra questi messaggi perché (e qui ci vorrebbe il Nobel) avrete acqua solarizzata che scaturisce direttamente dal rubinetto di casa!!!”
Genio.
Ora vado perché ne ho l’epididimi pieni!
Allopatia:
In medicina, la terapia classica, che si fonda sul principio d’Ippocrate: contraria contrariis curantur («i contrari si curano con i contrari»); così denominata da S. Hahnemann, in contrapposizione all’omeopatia (similia similibus curantur).
Erboristerìa:
Raccolta di piante, spontanee o coltivate, medicinali e aromatiche, nonché preparazione e commercio delle rispettive droghe: queste sono usate in medicina, in liquoreria, profumeria e industrie dolciarie. Con e. si indica anche il complesso di nozioni (botaniche, farmacologiche ecc.) necessarie per esercitare l'attività di erborista e il negozio stesso.
Omeopatia:
Dottrina medica elaborata da S.F.C. Hahnemann, agli inizi dell’Ottocento, basata sul concetto che la condizione di salute è dovuta a una ‘energia vitale immateriale’ che controlla armonicamente le interazioni tra le varie parti del corpo. L’o. rivolge l’attenzione diagnostica e le strategie terapeutiche essenzialmente sulla sintomatologia, come, del resto, in gran parte avveniva anche in seno alla medicina tradizionale del tempo, da Hahnemann chiamata allopatia. Ma, mentre questa mirava, in base al principio dei contrari, di derivazione galenica, a combattere i fenomeni morbosi con i rimedi rivolti a sopprimerli (contraria contrariis curantur), Hahnemann elaborò una strategia terapeutica opposta, basata sul principio dei simili, sintetizzato nell’aforisma similia similibus curantur. Hahnemann asseriva che i vari medicamenti in uso, somministrati a dosi elevate a persone sane, provocano i sintomi caratteristici di determinate malattie che possono essere curate con dosi infinitesimali del medesimo farmaco. Egli formulò altri due ‘principi’ basilari dell’o.: l’efficacia di un medicamento, attraverso diluizioni progressive, anziché affievolirsi e svanire, man mano aumenta; questo paradossale rinforzo dell’effetto terapeutico sarebbe ulteriormente accresciuto sottoponendo le varie soluzioni a energici scuotimenti manuali (fenomeno indicato come dinamizzazione). Tale tripode concettuale (principio dei simili, principio delle diluizioni infinitesimali, dinamizzazione) si configura come il cardine di ogni indirizzo terapeutico omeopatico.
La medicina ufficiale condivide il principio di base dell’omeopatria, tuttavia, non ne accetta l’applicazione pratica, poiché le diluizioni omeopatiche, almeno quelle più spinte, sono praticamente prive di principio attivo (oltre la diluizione 12 CH – corrispondente a diluire successivamente per 12 volte una soluzione a un centesimo del suo valore – è impossibile secondo le leggi della chimica trovare traccia di sostanza, mentre per l’o. queste sono spesso le diluizioni più attive); la succussione non può potenziare ciò che non esiste, a meno che non le venga attribuita la capacità, finora non dimostrata, di trasferire al diluente le proprietà del principio attivo. Al di là della conoscenza del meccanismo di funzionamento, la critica fondamentale mossa dalla medicina ufficiale all’o., comunque, è che la sua efficacia non è mai stata dimostrata in maniera scientifica e rigorosa applicando i metodi della sperimentazione clinica. Pertanto la medicina ufficiale, pur non escludendo a priori tale efficacia, tende ad attribuirla alla ‘forza di suggestione’, un fenomeno reale, ampiamente documentato, il cui contributo non va sottovalutato particolarmente nelle malattie psicosomatiche.
Perché questa precisazione?
Mentre le prime due sono molto spesso complementari; infatti Allopatia ed Erboristeria figurano entrambe nella medicina tradizionale e sono riconosciute dalla scienza, l’ultima non ne fa parte. Addirittura contraria alla Allopatia (come concetto e filosofia) ma nell’immaginario collettivo viene associata alla Erboristeria.
Ma questo corrisponde al vero?
Innanzitutto le due pratiche non sono similari perché il paradosso sopra citato nelle quantità usate in Omeopatia (maggiore diluizione = maggiore efficacia) l’Erboristeria non lo abbraccia. Ma c’è anche un altro motivo, non trascurabile, che segna una netta divisione tra le due. Mentre in Erboristeria si usano solo sostanze provenienti dal mondo vegetale, in Omeopatia si usano sostanze provenienti dal mondo Minerale, Vegetale e Animale.
Soprattutto negli ultimi anni, aggiungerei per fortuna per certi versi, si è riscontrato un desiderio crescente verso tutto ciò che è vegetale, naturale, "non chimico".
Ampie dosi di farmaci, spesso eccessive e dannose, hanno lasciato il posto a prodotti Erboristici. La frase "curatevi come si curavano i vostri nonni" è sempre più usata e apprezzata. Ma, se è vero che i nostri nonni si curavano con le erbe, è altresì vero che non sapevano neppure cosa fosse l’Omeopatia, che esiste sì da 200 anni, ma non migliaia e si è rafforzata solo nell’ultimo trentennio. Si sente dire sempre più spesso, “io mi curo con le erbe, io mi curo con prodotti naturali, io mi curo con l’Omeopatia” senza però realizzare che solo una parte di questi prodotti hanno componenti provenienti dal mondo vegetale.
In questi medicamenti troviamo tinture provenienti da animali interi, oppure parti di essi, come possiamo trovare anche secrezioni o escrezioni. Formiche, api, vespe, secrezioni delle ghiandole parotidi dei rospi, oppure dalla loro saliva. Alcuni strati delle conchiglie e guscio d’uovo. Secrezioni patologiche di origine animale, vegetale e umane. Dai calcoli renali al angue, al siero e all’urina. Conigli, anatre, ovini, maiali, arterie animali, articolazioni, bronchi, colon, cornea, corteccia cerebrale, corteccia surrenale, dischi vertebrali, duodeno, epididimo, epifisi e ghiandole mammarie.
Non fate i furbi, l’epididimo col cavolo che sapete cos’è!
E’ una parte dell’apparato genitale maschile, se volete proprio saperlo…
Poi usano ormoni naturali e alcuni di sintesi. Alcuni contengono mucillaggini. Ma ci sono anche cortisone, cortisolo, insulina. Serpenti e ragni interi lasciati a macerare dentro all'alcool, ve lo avevo detto?
Ecco, anche questo è Omeopatia e se pensate che io vi stia scrivendo un mucchio di frottole, perché pagato dalle Big Pharma, liberissimi di pensarlo, come siete altrettanto liberi di associare l'Erboristeria alla Omeopatia.
Come precedentemente spiegato nel post nominato Omeopatia, le diluizioni sono talmente alte (sopra il CH12 addirittura non c’è traccia di soluzione madre) che ciò che ingerite difficilmente conterrà grosse quantità delle sopra citate sostanze.
L’omeopatia non è vietata sia chiaro, e non ha controindicazioni se non in rarissimi casi, ed è al vostro servizio; usatela quanto è più vi aggrada, anche se è semplice acqua e zucchero.
Oggi c’è a disposizione dei pazienti addirittura l’Omeopatia quantistica.
Quando lo è venuto a sapere l’astrofisica Margherita Hack le è venuto un malore, credete a me, però giuro che esiste!
C’è pure un ulteriore toccasana, molto amato da chi fa uso di Omeopatia: il metodo RQI del Dr. Marco Fincati.
"Se non lo conoscete vi esorto ad informarvi."
Dottore in scienze statistiche, mica mediche, sia chiaro.
Beh lui la quantistica la sfodera come se fosse… dunque… stavamo dicendo?
Dicevamo, stringi stringi, con il metodo RQI si impara a mettere l’acqua in bottiglie di colore blu. A esporle ai primi raggi del sole e agli ultimi della sera per solarizzarle.
Si impara ad apporvi sopra foglietti con scritto Amore, Pace, Ti Amo o Guarigione, in modo che la solarizzazione passi attraverso a quei messaggi.
Da Lui si impara a "guarirsi" con l’acqua.
Parole sue:
“se a casa vostra trovate tubi idrici esterni ai muri, metteteci sopra questi messaggi perché (e qui ci vorrebbe il Nobel) avrete acqua solarizzata che scaturisce direttamente dal rubinetto di casa!!!”
Genio.
Ora vado perché ne ho l’epididimi pieni!

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