giovedì 25 aprile 2019

Il Centenario






In questi giorni ricorre il centenario della fine della prima guerra mondiale. Anche se non è facile determinare i morti che questa guerra causò, gli esperti, gli storici, calcolano che il numero sia stimabile tra 15 e i 17 milioni di vittime.
Un numero esorbitante, immenso, che dovrebbe farci riflettere.
In questi giorni però ricorre anche un altro anniversario centenario, quello della pandemia del primo virus influenzale A/H1N1, più comunemente noto come l’influenza Spagnola.
Arrivò alla fine della prima guerra e si protrasse per un paio d’anni, infettando circa 500 milioni di persone.

500 MILIONI DI PERSONE.

Questo virus influenzale uccise dai 50 ai 100 milioni di individui, senza il minimo riguardo verso le atrocità che il globo aveva appena dovuto sostenere.
L’influenza stagionale “classica” ammazza, in media, circa 650 mila persone all’anno. Arriva da noi, in Italia, verso l’autunno; ma vi siete mai chiesti come mai arrivi proprio in questo periodo?
I virus sono delle entità biologiche elementari: cioè non sono in grado di riprodursi autonomamente. Per farlo necessitano sempre e comunque di una cellula. Umana, animale, vegetale, non importa quale, se un virus si riproduce è sempre e solo grazie a loro.
La cellula è in assoluto l’organismo vivente più piccolo.
Un batterio ad esempio è una cellula, quindi è vivo.
Ora, a me piacciono gli esempi facili, immediati, quelli che non lasciano incognite o dubbi. Immaginiamo che la Statua della Libertà sia un batterio, ok? E’ alta, compresa di basamento, 93 metri. Un uomo di media altezza (cioè non me) paragonato alla statua/batterio sarebbe la dimensione esatta di un virus. Considerando che le cellule sono gli esseri viventi più piccoli, capirete bene che i virus o i virioni non li sono. (Virione è il termine corretto per definire un virus quando si è già replicato all’interno della cellula ed è pronto per infettarne a sua volta altre).
Il virus sono particelle nucloproteiche che mancano di una struttura cellulare. Un “cazzillo non vivo” se mi concedete il termine, che per “sopravvivere” ha bisogno delle giuste condizioni climatiche. L’autunno è il paradiso per il virus. Non fa più troppo caldo e non fa ancora troppo freddo, ma soprattutto non c’è tutta quella umidità fastidiosa che è micidiale per loro. Infatti più gli ambienti sono secchi, più i virus sono in grado di infettare.
Non è che d’estate i virus non ci siano, sia chiaro, ma tutta quell’umidità li rallenta e li blocca, come un giubbetto antiproiettile fa con il proiettile stesso.
Sto parlando, ovviamente, di tutti quei virus che si trasmettono per via aerea come quello stagionale, oppure come la Spagnola, la A/H1N1. Per l’Hiv, che si trasmette per via ematica e sessuale, l’umidità è ininfluente (anche se nei giorni particolarmente umidi e afosi le attività sessuali diminuiscono).
Vi trovate al cinema, immersi dal vostro film, con la giacca tra il sedere e il bracciolo perché fuori fa freddo, ma dentro c’è il riscaldamento acceso. Qualcuno alle vostre spalle starnutisce.
Se siete a meno di 4 o 5 metri verrete inondati da un aerosol che viaggia a circa 160 kmh e il virus influenzale penetrerà in voi grazie al respiro. 
Ma voi siete distanti, è il vostro giorno fortunato. Quasi vi contagerà alla toilette, appena finito il film, ma per una serie di sfortunati eventi (sfortunati per lui) vi mancherà.
Lo prenderete più avanti, in ufficio, con il riscaldamento acceso e gli umidificatori di coccio vuoti (li riempite mai?).
Oppure non lo prenderete, perché il vostro sistema immunitario ha già combattuto contro un ceppo estremamente simile a quello di quest’anno, e sarete risparmiati dal fastidio del raffreddore, dal naso che cola, dalla tosse improvvisa e dalla febbre spossante.

Però un giorno vi potrebbe capitare di mangiare dei lamponi biologici, squisiti, raccolti due anni prima a Dundee, in Scozia, e surgelati da un azienda locale.
Voi non lo potete sapere ma alcuni raccoglitori, per aumentare il peso e quindi gli introiti, erano soliti urinare nelle botti con cui trasportavano i lamponi destinati alle confetture. Quelli, una volta cotti, risultavano perfettamente commestibili, ma quelli raccolti per essere consumati crudi erano rimasti contaminati da uno dei raccoglitori, affetto da epatite A.
Dopo due o tre settimane potreste essere colpiti da ittero e scoprire di aver contratto l’epatite A, anche se il vostro medico vi tranquillizzerebbe perché quel tipo di epatite è estremamente contagioso, ma fortunatamente non letale, e lascia solo di rado strascichi importanti.
Questa non è una supposizione frutto della mia fantasia, ma una storia vera, realmente accaduta ad una cinquantina di medici, su 150, presenti ad un banchetto che comprendeva lamponi come dessert.

Anche se non sono vivi, i virus troveranno il modo di infettarvi, siatene certi.
Le influenze stagionali sono ceppi di virus ad Rna, cioè avvezzi a mutare. Tra questi c’è il Morbillo, l’epatite A appena citata, la Poliomelite, la Rabbia, L’Hiv, la Sars, Ebola, ma anche i Rotavirus (quelli che ci fanno venire il caghetto, per intenderci).
Il temuto Vaiolo invece, definitivamente sconfitto, era un virus a Dna.
I virus sono tutti pericolosi ma, ricordatevelo, quelli a Rna li sono in modo particolare. E’ per questo che il virus influenzale non va preso sotto gamba perché in primo luogo ogni anno muta.
In secondo luogo ogni anno miete circa 650 mila vittime.
In terzo luogo, a lungo andare, queste piccole mutazioni dette shift, possono dar luogo a drift (grandi cambiamenti) dove virus differenti si combinano e possono trasformarsi in pandemie, come fu quella di A/H1N1.
Si calcola che per la A/H5N1 (la Aviaria) occorrano ancora solo delle 4/5 mutazioni per diventare una pandemia estremamente pericolosa. La sola Suina, anch’essa una A/H1N1, si rivelò meno spaventosa di quello che in realtà fu; ma immaginate quanta preoccupazione scatenò nei virologi, quando si accorsero che era nato un nuovo virus della stessa famiglia della Spagnola e con caratteristiche così similari.

E’ un lancio di dadi, continuo, incessante, non lo si può fermare.

Nuovi virus nascono ogni istante; alcuni infettano ma non hanno le caratteristiche per diventare pandemici, altri, per tutta una serie di fattori dettati anche dalla casualità, hanno tutte le carte in regola per attecchire in noi, usarci come vettori e diffondersi senza freni nel mondo.
Un lancio di dadi ha voluto che il West Nile Virus sia diventato endemico, ma scarsamente aggressivo per chi è in buona salute, ma al prossimo lancio chissà...

E’ solo questione di tempo, siatene certi.

Nel frattempo, buon centenario a tutti voi.

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