In pochi sanno che Mosè era affetto da balbuzie, ma quasi nessuno sa che era un menzognero.
Ma facciamo un passo indietro, vi va?
Prima del mio delirio verso i Virus, parecchi anni orsono ho dedicato parte della mia vita alla lettura dei testi sacri.
Prima del mio delirio verso i Virus, parecchi anni orsono ho dedicato parte della mia vita alla lettura dei testi sacri.
Leggevo soprattutto saggi storici a tema scientifico religioso.
Alla lettura della Bibbia non mi sono mai appassionato realmente, ma l’ho percorsa in lungo e in largo per capirla sotto il profilo storico/scientifico, tralasciando quello legato alla fede.
Il motivo del mio interesse nasce dal fatto che ho sempre odiato aver paura, e anche se non provengo da una famiglia particolarmente religiosa, fin da piccolo ho sempre avuto paura del Diavolo.
Temo che l’essere cresciuto nel periodo in cui è uscito il film l’Esorcista, abbia influito su questa mia bizzarria.
Come ho precedentemente detto, odiando la paura, ho cercato di sapere tutto su quella figura perché mi era stato insegnato che “affrontare le paure è l’unico modo per superarle.”
Mi accorsi che più conoscevo il male e meno lo temevo, fino a quando ho ritenuto di sapere tutto su Satana e, d'improvviso, ha smesso di farmi paura.
Essendo onnipresente nel nuovo testamento, con qualche piccolo cameo nel vecchio, non ho potuto fare a meno che apprendere anche altro; Mosè compreso.
Prima o poi vi spiegherò tutto sul Satan storico, ma ora torniamo al buon vecchio Mosè.
Mosè nacque in Egitto nel XIII secolo a.C. da una famiglia israelita.
Ve la farò breve, tranquilli. Dunque: a quel tempo regnava Seti I il padre di Ramsete II (il famoso Ramses per intenderci).
Ve la farò breve, tranquilli. Dunque: a quel tempo regnava Seti I il padre di Ramsete II (il famoso Ramses per intenderci).
Vedendo che gli israeliti aumentavano sempre più e avendo paura di rivolte, decise di dare l’ordine di far uccidere tutti i neonati che nascevano maschi. La madre di Mosè, come ci insegna la storia, per cercare di salvarlo lo mise in una cesta in balia delle correnti del Nilo. La sorella del Faraone la vide, accolse il piccolo Mosè e con il benestare del padre lo prese con sé nel regno.
Mosè crebbe alla corte, alla stregua del fratellastro Ramses, divenendo a tutti gli effetti una figura di spicco. Ovviamente, non avendo un legame di sangue, non poté mai aspirare al trono; però visse come un nobile, fratello del futuro regnante, con tutti i pregi e gli agi che il suo ruolo gli concedeva.
Fece gli stessi studi del fratello e ricevette gli stessi insegnamenti, dividendo, con Ramses, ogni cosa e ogni istante.
Quello che successe in seguito è noto a tutti: le sue radici, il suo popolo, l’incontro con Dio e il desiderio di liberazione. Le piaghe, la vittoria, la fuga, la separazione delle acque e il peregrinaggio nel deserto.
Fino a quando, dopo anni di peregrinare, con un popolo stanco e dubbioso, che stava perdendo la fiducia e la fede e il rigore morale, Mosè raggiunse il monte Sinai e dopo 40 giorni e 40 notti di digiuno ricevette da Dio stesso i comandamenti e la Torah.
Ve lo avevo detto che sarei stato breve, vero?!
Immaginate Mosè, sfinito, in ginocchio, al cospetto di Dio, con un popolo malandato che lo attendeva alla base del monte, ricevere queste regole.
Io sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio fuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d'altri.
10. Non desiderare la roba d'altri.
Quello che ignorate, il motivo per cui vi ho condotti fino a qui, è che i casi sono due: O Mosè era davvero stremato e in una sorta di catalessi (forse sovrappensiero, un po’ come me quando cerco per tutta casa il cellulare che ho in tasca) e ha preso atto di tutto senza accorgersi di nulla; oppure Mosè era un gran menzognero e ci ha fregato tutti quanti.
Ve lo avevo detto che sarei stato breve, vero?!
Immaginate Mosè, sfinito, in ginocchio, al cospetto di Dio, con un popolo malandato che lo attendeva alla base del monte, ricevere queste regole.
Io sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio fuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d'altri.
10. Non desiderare la roba d'altri.
Quello che ignorate, il motivo per cui vi ho condotti fino a qui, è che i casi sono due: O Mosè era davvero stremato e in una sorta di catalessi (forse sovrappensiero, un po’ come me quando cerco per tutta casa il cellulare che ho in tasca) e ha preso atto di tutto senza accorgersi di nulla; oppure Mosè era un gran menzognero e ci ha fregato tutti quanti.
Perché vi ho raccontato della sua infanzia?
Perché la fede è solo uno dei modi per conoscere le cose. La fede è uno dei modi, ed è incontestabile: o l’hai oppure no. Ma la conoscenza storica è l’altro.
Non vanno a braccetto loro, sapete? Perché parlano della stessa cosa, ma in modo differente.
La storia dice che la civiltà Egizia, 1500 anni prima della nascita di Gesù, quindi circa duecento anni prima della nascita di Mosè, adottò una serie di regole; regole raccolte per intero nel Libro dei Morti.
Uno dei capitoli parla delle regole a cui il popolo Egizio doveva obbedire; eccolo.
O corridore, che vieni da Eliopoli, non ho commesso iniquità.
O splendente, che vieni dalle sorgenti del Nilo, non ho rubato.
O faccia tremenda, che vieni da Rosetau, non ho ucciso.
O spezzatore di ossa, che vieni da Eracleopoli, non ho detto falsa testimonianza.
O malvagio, che vieni da Busiri, non ho desiderato la roba d'altri.
O vedente, che vieni dal macello, non ho fornicato con la donna d'altri.
O comandante, che vieni da Nu, non ho bestemmiato.
Ma ho dato pane agli affamati, acqua agli assetati, vestiti agli ignudi.
Mosè, figlio del Faraone, fratello di Ramses, era stato allevato con questo credo. Era parte di lui.
O corridore, che vieni da Eliopoli, non ho commesso iniquità.
O splendente, che vieni dalle sorgenti del Nilo, non ho rubato.
O faccia tremenda, che vieni da Rosetau, non ho ucciso.
O spezzatore di ossa, che vieni da Eracleopoli, non ho detto falsa testimonianza.
O malvagio, che vieni da Busiri, non ho desiderato la roba d'altri.
O vedente, che vieni dal macello, non ho fornicato con la donna d'altri.
O comandante, che vieni da Nu, non ho bestemmiato.
Ma ho dato pane agli affamati, acqua agli assetati, vestiti agli ignudi.
Mosè, figlio del Faraone, fratello di Ramses, era stato allevato con questo credo. Era parte di lui.
Dopo anni di stenti, con un popolo alla deriva, doveva dettare delle regole eque, profonde, incontestabili.
Decise che le regole che il popolo eletto avrebbe dovuto seguire, sarebbero dovute essere le più belle e profonde che popolo avesse mai udito, e optò per quelle che lo avevano fatto crescere nel migliore dei modi, ma estranee agli israeliti.
Ovviamente essendo gli Egizi un popolo politeista e gli israeliti un popolo monoteista, dovette modificare il concetto alla base; ma non la sostanza.
Menzognero sì, ma voi, sinceramente, avreste fatto di meglio?
Io no...
Menzognero sì, ma voi, sinceramente, avreste fatto di meglio?
Io no...

Nessun commento:
Posta un commento