Potrei iniziare a parlarvi del CICAP e tra poche righe avremmo già finito; io di scrivere, voi di leggere, amici come prima e buona notte.
Verso la fine riprenderò questo argomento, basterà scorrere, saltare tutto questo pistolotto inutile, cercare CICAP, che scriverò come pocanzi e peace e love.
Il signore nella fotografia è il famosissimo Dottor Samuel Hahnemann, scopritore/inventore della Omeopatia.
Questo signore si laurea in medicina, con lode, nel 1779.
Tra le varie cose che fece, sicuramente quella più importante fu di avere questa intuizione che lo portò ad inventare questo credo, ancora oggi così in voga.
Personalmente la cosa che mi ha colpito di più è che ebbe undici figli.
Non c’entra proprio nulla con questo scritto, ma ve lo immaginate? Undici figli?
Quando vi sentite stanchi, spossati, esausti, e vi accomodate sul divano e scorrete finalmente la lista dei film su Netflix e ne scegliete uno e dopo poco appare la scritta “Ops! Qualcosa è andato storto… vi è mai capitato?” ecco pensate alla moglie di Samuel Hahnemann...
Samuel, per una serie di circostanze che non vi starò a spiegare perché non le so neppure tutte, arriva a questa conclusione: per curare una malattia ci vuole la malattia.
Omeopatia significa proprio questo (simile alla malattia).
Vi ricordate i Cinesi? I Cinesi e gli Indiani?
Dai ragazzi, ve l’ho scritto sul post chiamato Morbillo, e se non mi seguite da un po’ di tempo, difficilmente riuscirete a trovare un capo e una coda a tutto ciò.
Chi usa i prodotti Omeopatici, al giorno d’oggi, difficilmente abbraccerà con giubilo i vaccini.
Non è scientifica la cosa, ma difficilmente troveremmo un poster di Hitler in camera di un giovane con i dread, e altrettanto difficilmente chi usa prodotti omeopatici sarà favorevole in toto ai vaccini.
Eppure per vaccinare una persona ci vuole il virus, e per curare una determinata malattia con l’omeopatia ci vuole quella malattia, o per meglio dire, gli effetti similari.
Samuel ne era profondamente convinto, tanto che studiò per tutta la vita questi principi, e con così tanta passione che tutt’ora vengono utilizzati.
Se potessimo sederci ad un tavolo, oggi, con Hahnemann, facendo uscire i figli per maggiore tranquillità, e gli spiegassimo che dentro al vaccino del Morbillo c’è "il Morbillo mezzo morto", lo vedremmo illuminarsi di gioia; probabilmente avrebbe anche un erezione, la moglie fuggirebbe dalla stanza, il gatto pure, insomma sarebbe al settimo cielo perché è quello che lui ha sempre asserito; Per curare una malattia ci vuole la malattia!
Christian Friedrich Samuel Hahnemann, che noi chiameremo per il resto di questo scritto Sam, lavorò per tutta la vita a questa sua teoria. Pubblicò parecchi studi, fece innumerevoli esperimenti, fondò scuole, scrisse libri, insegnò, fece dei saggi, teorizzò su varie cose, fu smentito e appoggiato, discriminato e osannato, e non mi va di screditarlo o appoggiarlo perché parliamo della fine del 1700 e inizi del 1800.
Sam scrisse tutti i suoi studi con una piuma d’oca intinta nell’inchiostro, a lume di candela o lanterna.
La medicina tradizionale lo stroncò, ma stiamo parlando del 1800 e l’OMS toglie l’omosessualità dalle malattie mentali nel 1990, capite?
Sam, alla luce di oggi, ebbe intuizioni eccezionali ed altre scadenti. Fece del suo meglio, diluì sempre più le sostanze nocive, che davano effetti simili al male da curare, attivandole tramite la dinamizzazione, cioè scuotendole.
Per tante cose il suo credo è estremamente moderno e brioso anche oggi, ai nostri giorni, che non stento a credere ai numeri della Omeopatia.
No, fermi tutti, non sto dicendo che credo nella Omeopatia.
Sto dicendo che Sam fu sicuramente uno scienziato importante per l'epoca, e che probabilmente merita tutt’ora di essere ricordato e menzionato.
Ma cosa sono e a cosa servono i prodotti Omeopatici?
Innanzitutto non mirano a curare la malattia, mirano a curare l’individuo; sarà lui poi a debellare la malattia.
Come si preparano?
Prendiamo l’Arnica come esempio, ma potremmo prendere il cipresso nano, lo zolfo, il veleno di serpente, la tarantola e via dicendo. Con queste e altre sostanze viene preparata la tintura madre che, come detta la prima legge della Omeopatia, il simile si cura con il simile / la malattia si cura con la malattia, sarà diversa a seconda della malattia che si andrà a curare / sanare.
Poi, seguendo i principi di Sam, si dovrà diluire la sostanza N volte.
Perché diluirla? Perché Sam era convinto che ogni volta che una sostanza viene diluita acquista potenza curativa; questa è la seconda legge della Omeopatia.
Il procedimento è questo per le diluizioni decimali: Prendiamo un ml di tintura madre, lo diluiamo in 99 ml di alcool o acqua distillata e la andremo ad attivare, dinamizzandola, scuotendola almeno cento volte otterremo una sostanza che chiameremo 1 CH.
Da questo contenitore prenderemo 1 ml di liquido, lo andremo a mettere dentro 99 ml di alcool o acqua distillata e dopo averlo dinamizzato otterremo il 2 CH.
Questa procedura complessa andrà ripetuta 30 volte per ottenere, ad esempio, la 30 CH.
La sostanza 30 CH andrà nebulizzata su granuli di saccarosio e lattosio e quelle saranno le pastiglie Omeopatiche che verranno messe in commercio.
Sam arrivò a tutto questo tramite varie intuizioni, stiamo parlando del 1800, ricordate?
Un giorno si accorse che le fiale che trasportava sul calesse, quando si recava dai pazienti, funzionavano meglio.
Iniziò per questo a scuoterle, chiamando il processo Succussione.
Ma il calesse è solo un mezzo, mentre la forza motrice era sempre il cavallo.
Per questo una volta “succussa” la sostanza (ci siamo capiti no?) la batteva dieci volte su dei crini di cavallo appoggiati sopra una Bibbia, inventando di fatto la Dinamizzazione.
Stiamo parlando del 1800 ok?
Avogadro, un Italiano fisico e matematico, sempre in quegli anni scoprì in parole povere che alla 12 CH le molecole di tintura madre presente nelle diluizioni, in qualsiasi diluizione, sono pari a zero.
Su questo dato non è che ci si può dibattere, capite?
Non è che uno può svegliarsi una mattina e dire: ah ma questo lo dici tu! Io ho le prove che invece è il contrario!
La legge di Avogadro è quella, incontestabile, si chiude il sipario e lo spettacolo è finito.
Cosa abbiamo alla diluizione 30 CH? Dipende: se abbiamo utilizzato acqua avremo acqua, se abbiamo utilizzato alcool avremo alcool, ma di molecole di cipresso nano non ne avremo neppure una, neppure un lontano ricordo.
Nulla.
Fermi tutti! Voi mi direte: noi però abbiamo succusso il liquido ad ogni passaggio, e l’acqua è venuta a contatto con quelle sostanze, e tenendo conto che l’acqua ha una memoria perché ci hanno scritto pure dei libri su questa cosa, la 30 CH non solo è potentissima perché lo dice la seconda legge della Omeopatia, ma avendo il liquido una memoria diviene di fatto una cura potentissima!
No! L’acqua non ha una memoria, lo provano le molecole, il doppio cieco e la scienza moderna fatta di persone che dedicano la loro vita unicamente alla scienza e non alla fantascienza.
Lo prova Avogadro stesso, e vi ricordate vero che la sua legge non la si può contestare?
Quando voi entrate in farmacia e prendete un prodotto Omeopatico, tipo L’oscillococcinum "che è famosissimo e un toccasana per l’influenza, la tosse, dolori muscolari ecc ecc" pagate 20 Euro di manodopera che ha come principio attivo l’acqua/alcool.
Non tutti i prodotti omeopatici però hanno diluizioni così abbondanti. Quando entrate in farmacia, accanto a prodotti Ch30 o addirittura Ch200 troverete medicamenti con diluizioni nettamente inferiori.
Come ho precedentemente spiegato, la seconda legge della omeopatia dice che maggiore è la diluizione, maggiore sarà la sua potenza curativa.
Pertanto diluizioni inferiori a CH12 (per gli Omeopata) avranno minor effetto, pur contenendo un quantitativo superiore di tintura madre.
A questo punto ho una bella e una brutta notizia.
La bella è che per la scienza convenzionale i prodotti Omeopatici in questione, cioè con diluizioni inferiori a CH12, contengono il principio attivo; la brutta notizia è che se un individuo adulto facesse pipì nell’oceano Atlantico, ammesso di poter mischiare perfettamente tutto l’oceano, avremmo una diluizione pari a CH10... Capite ora cosa significa diluizione omeopatica?
Nel 1800 aveva un senso, punto.
Il CICAP...
Me lo stavo dimenticando sapete?
Il CICAP è un organizzazione Italiana che nasce, con un altro nome, dall’intelletto di un grande pensatore e studioso che risponde al nome di Piero Angela.
Nasce per combattere il paranormale e tutte quelle truffe perpetrate in anni bui, dove si credeva alla telecinesi, la telepatia, il parlare con i morti ecc ecc.
Persone ridotte sul lastrico da “maghi” e fattucchieri.
Negli anni si trasforma e diventa CICAP il quale scopo è quello di controllare le affermazioni e le pseudo scienze, come l’Omeopatia per dirne una.
Dal 1996 fino al 2015 c’erano in palio 1 milione di dollari a chi avesse superato questo test.
50 boccette di prodotti Omeopatici di almeno 12 CH e 50 boccette di solvente.
Occorreva togliere le etichette, per rendere le boccette anonime, e poi andavano mischiate.
Chiunque fosse stato in grado, attraverso ogni tipo di esame possibile ed immaginabile, a riconoscere con esattezza almeno 40 boccette, avrebbe vinto.
Purtroppo nessuno al mondo è in grado di riconoscere un prodotto Omeopatico dal solvente, neppure chi lo produce, perché sono la stessa cosa e l’Omeopatia è acqua/alcool.
Datela pure ai vostri bimbi, di certo male non farà!
Verso la fine riprenderò questo argomento, basterà scorrere, saltare tutto questo pistolotto inutile, cercare CICAP, che scriverò come pocanzi e peace e love.
Il signore nella fotografia è il famosissimo Dottor Samuel Hahnemann, scopritore/inventore della Omeopatia.
Questo signore si laurea in medicina, con lode, nel 1779.
Tra le varie cose che fece, sicuramente quella più importante fu di avere questa intuizione che lo portò ad inventare questo credo, ancora oggi così in voga.
Personalmente la cosa che mi ha colpito di più è che ebbe undici figli.
Non c’entra proprio nulla con questo scritto, ma ve lo immaginate? Undici figli?
Quando vi sentite stanchi, spossati, esausti, e vi accomodate sul divano e scorrete finalmente la lista dei film su Netflix e ne scegliete uno e dopo poco appare la scritta “Ops! Qualcosa è andato storto… vi è mai capitato?” ecco pensate alla moglie di Samuel Hahnemann...
Samuel, per una serie di circostanze che non vi starò a spiegare perché non le so neppure tutte, arriva a questa conclusione: per curare una malattia ci vuole la malattia.
Omeopatia significa proprio questo (simile alla malattia).
Vi ricordate i Cinesi? I Cinesi e gli Indiani?
Dai ragazzi, ve l’ho scritto sul post chiamato Morbillo, e se non mi seguite da un po’ di tempo, difficilmente riuscirete a trovare un capo e una coda a tutto ciò.
Chi usa i prodotti Omeopatici, al giorno d’oggi, difficilmente abbraccerà con giubilo i vaccini.
Non è scientifica la cosa, ma difficilmente troveremmo un poster di Hitler in camera di un giovane con i dread, e altrettanto difficilmente chi usa prodotti omeopatici sarà favorevole in toto ai vaccini.
Eppure per vaccinare una persona ci vuole il virus, e per curare una determinata malattia con l’omeopatia ci vuole quella malattia, o per meglio dire, gli effetti similari.
Samuel ne era profondamente convinto, tanto che studiò per tutta la vita questi principi, e con così tanta passione che tutt’ora vengono utilizzati.
Se potessimo sederci ad un tavolo, oggi, con Hahnemann, facendo uscire i figli per maggiore tranquillità, e gli spiegassimo che dentro al vaccino del Morbillo c’è "il Morbillo mezzo morto", lo vedremmo illuminarsi di gioia; probabilmente avrebbe anche un erezione, la moglie fuggirebbe dalla stanza, il gatto pure, insomma sarebbe al settimo cielo perché è quello che lui ha sempre asserito; Per curare una malattia ci vuole la malattia!
Christian Friedrich Samuel Hahnemann, che noi chiameremo per il resto di questo scritto Sam, lavorò per tutta la vita a questa sua teoria. Pubblicò parecchi studi, fece innumerevoli esperimenti, fondò scuole, scrisse libri, insegnò, fece dei saggi, teorizzò su varie cose, fu smentito e appoggiato, discriminato e osannato, e non mi va di screditarlo o appoggiarlo perché parliamo della fine del 1700 e inizi del 1800.
Sam scrisse tutti i suoi studi con una piuma d’oca intinta nell’inchiostro, a lume di candela o lanterna.
La medicina tradizionale lo stroncò, ma stiamo parlando del 1800 e l’OMS toglie l’omosessualità dalle malattie mentali nel 1990, capite?
Sam, alla luce di oggi, ebbe intuizioni eccezionali ed altre scadenti. Fece del suo meglio, diluì sempre più le sostanze nocive, che davano effetti simili al male da curare, attivandole tramite la dinamizzazione, cioè scuotendole.
Per tante cose il suo credo è estremamente moderno e brioso anche oggi, ai nostri giorni, che non stento a credere ai numeri della Omeopatia.
No, fermi tutti, non sto dicendo che credo nella Omeopatia.
Sto dicendo che Sam fu sicuramente uno scienziato importante per l'epoca, e che probabilmente merita tutt’ora di essere ricordato e menzionato.
Ma cosa sono e a cosa servono i prodotti Omeopatici?
Innanzitutto non mirano a curare la malattia, mirano a curare l’individuo; sarà lui poi a debellare la malattia.
Come si preparano?
Prendiamo l’Arnica come esempio, ma potremmo prendere il cipresso nano, lo zolfo, il veleno di serpente, la tarantola e via dicendo. Con queste e altre sostanze viene preparata la tintura madre che, come detta la prima legge della Omeopatia, il simile si cura con il simile / la malattia si cura con la malattia, sarà diversa a seconda della malattia che si andrà a curare / sanare.
Poi, seguendo i principi di Sam, si dovrà diluire la sostanza N volte.
Perché diluirla? Perché Sam era convinto che ogni volta che una sostanza viene diluita acquista potenza curativa; questa è la seconda legge della Omeopatia.
Il procedimento è questo per le diluizioni decimali: Prendiamo un ml di tintura madre, lo diluiamo in 99 ml di alcool o acqua distillata e la andremo ad attivare, dinamizzandola, scuotendola almeno cento volte otterremo una sostanza che chiameremo 1 CH.
Da questo contenitore prenderemo 1 ml di liquido, lo andremo a mettere dentro 99 ml di alcool o acqua distillata e dopo averlo dinamizzato otterremo il 2 CH.
Questa procedura complessa andrà ripetuta 30 volte per ottenere, ad esempio, la 30 CH.
La sostanza 30 CH andrà nebulizzata su granuli di saccarosio e lattosio e quelle saranno le pastiglie Omeopatiche che verranno messe in commercio.
Sam arrivò a tutto questo tramite varie intuizioni, stiamo parlando del 1800, ricordate?
Un giorno si accorse che le fiale che trasportava sul calesse, quando si recava dai pazienti, funzionavano meglio.
Iniziò per questo a scuoterle, chiamando il processo Succussione.
Ma il calesse è solo un mezzo, mentre la forza motrice era sempre il cavallo.
Per questo una volta “succussa” la sostanza (ci siamo capiti no?) la batteva dieci volte su dei crini di cavallo appoggiati sopra una Bibbia, inventando di fatto la Dinamizzazione.
Stiamo parlando del 1800 ok?
Avogadro, un Italiano fisico e matematico, sempre in quegli anni scoprì in parole povere che alla 12 CH le molecole di tintura madre presente nelle diluizioni, in qualsiasi diluizione, sono pari a zero.
Su questo dato non è che ci si può dibattere, capite?
Non è che uno può svegliarsi una mattina e dire: ah ma questo lo dici tu! Io ho le prove che invece è il contrario!
La legge di Avogadro è quella, incontestabile, si chiude il sipario e lo spettacolo è finito.
Cosa abbiamo alla diluizione 30 CH? Dipende: se abbiamo utilizzato acqua avremo acqua, se abbiamo utilizzato alcool avremo alcool, ma di molecole di cipresso nano non ne avremo neppure una, neppure un lontano ricordo.
Nulla.
Fermi tutti! Voi mi direte: noi però abbiamo succusso il liquido ad ogni passaggio, e l’acqua è venuta a contatto con quelle sostanze, e tenendo conto che l’acqua ha una memoria perché ci hanno scritto pure dei libri su questa cosa, la 30 CH non solo è potentissima perché lo dice la seconda legge della Omeopatia, ma avendo il liquido una memoria diviene di fatto una cura potentissima!
No! L’acqua non ha una memoria, lo provano le molecole, il doppio cieco e la scienza moderna fatta di persone che dedicano la loro vita unicamente alla scienza e non alla fantascienza.
Lo prova Avogadro stesso, e vi ricordate vero che la sua legge non la si può contestare?
Quando voi entrate in farmacia e prendete un prodotto Omeopatico, tipo L’oscillococcinum "che è famosissimo e un toccasana per l’influenza, la tosse, dolori muscolari ecc ecc" pagate 20 Euro di manodopera che ha come principio attivo l’acqua/alcool.
Non tutti i prodotti omeopatici però hanno diluizioni così abbondanti. Quando entrate in farmacia, accanto a prodotti Ch30 o addirittura Ch200 troverete medicamenti con diluizioni nettamente inferiori.
Come ho precedentemente spiegato, la seconda legge della omeopatia dice che maggiore è la diluizione, maggiore sarà la sua potenza curativa.
Pertanto diluizioni inferiori a CH12 (per gli Omeopata) avranno minor effetto, pur contenendo un quantitativo superiore di tintura madre.
A questo punto ho una bella e una brutta notizia.
La bella è che per la scienza convenzionale i prodotti Omeopatici in questione, cioè con diluizioni inferiori a CH12, contengono il principio attivo; la brutta notizia è che se un individuo adulto facesse pipì nell’oceano Atlantico, ammesso di poter mischiare perfettamente tutto l’oceano, avremmo una diluizione pari a CH10... Capite ora cosa significa diluizione omeopatica?
Nel 1800 aveva un senso, punto.
Il CICAP...
Me lo stavo dimenticando sapete?
Il CICAP è un organizzazione Italiana che nasce, con un altro nome, dall’intelletto di un grande pensatore e studioso che risponde al nome di Piero Angela.
Nasce per combattere il paranormale e tutte quelle truffe perpetrate in anni bui, dove si credeva alla telecinesi, la telepatia, il parlare con i morti ecc ecc.
Persone ridotte sul lastrico da “maghi” e fattucchieri.
Negli anni si trasforma e diventa CICAP il quale scopo è quello di controllare le affermazioni e le pseudo scienze, come l’Omeopatia per dirne una.
Dal 1996 fino al 2015 c’erano in palio 1 milione di dollari a chi avesse superato questo test.
50 boccette di prodotti Omeopatici di almeno 12 CH e 50 boccette di solvente.
Occorreva togliere le etichette, per rendere le boccette anonime, e poi andavano mischiate.
Chiunque fosse stato in grado, attraverso ogni tipo di esame possibile ed immaginabile, a riconoscere con esattezza almeno 40 boccette, avrebbe vinto.
Purtroppo nessuno al mondo è in grado di riconoscere un prodotto Omeopatico dal solvente, neppure chi lo produce, perché sono la stessa cosa e l’Omeopatia è acqua/alcool.
Datela pure ai vostri bimbi, di certo male non farà!
Ah, dimenticavo! 11 figli!

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