L’obbligo vaccinale è tuttora un argomento sensibile che non è destinato a passare di moda.
Da una parte abbiamo Medici e Virologi convinti che sia l’unica soluzione possibile per debellare determinati virus; dall’altra abbiamo Medici e Virologi contrari, o particolarmente scettici, che ritengono questa soluzione sbagliata.
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS, o World Health Organization, WHO in inglese), agenzia speciale dell'ONU per la salute, fondata il 22 luglio 1946 ed entrata in vigore il 7 aprile 1948 con sede a Ginevra, nel 2002 fece un piano d’intervento per debellare il Morbillo e arginare la Rosolia entro il 2010.
Come è noto a tutti, ed è piuttosto superfluo sottolinearlo, il piano è fallito. I motivi sono tanti e andrebbero analizzati a fondo, tenendo presente che le cause imputabili ad un paese possono essere in alcuni casi similari ad un altro, ma in altri totalmente differenti.
In Europa la causa principale risiede nella scarsa fiducia nella scienza e nella medicina.
Questo non significa che noi Europei non abbiamo fiducia nella scienza e nella medicina, significa che, anche se la sfiducia tocca solo una minima parte della popolazione, questa parte ha impedito che il piano volgesse al pieno successo.
Ma occorre un ulteriore precisazione, perché l’insuccesso del piano non può essere attribuito a quella minoranza, additandola di ignoranza, ma solamente alla Scienza e alla Medicina che non è riuscita a stare al passo con i tempi e a far fronte ad una maggiore cultura e necessità di informazione, la quale pretendeva maggiori delucidazioni.
Nella maggior parte dei casi stiamo parlando di una cultura ed una informazione sbagliata, ma pur sempre presente e impossibile da ignorare.
Quando il dottor Montanari parla di 2723 particelle solide ottenute per evaporazione di 20 μL di vaccino Varilrix, ai nostri occhi pare un numero davvero elevato; ma soprattutto appare tale perché è Montanari stesso ad asserire che è un enormità. Invece agli occhi dei chimici sparsi per il mondo risulta una quantità di materia che è assolutamente innocua sotto il profilo farmacologico, ma non solo, quel numero di particelle solide prova che il vaccino esaminato è da considerarsi estremamente puro.
Non sono due scuole di pensiero, capite? Sono dati che per noi sono incomprensibili e così ci fidiamo dell’uno o dell’altro a seconda del nostro grado di fiducia nella scienza, ma ignorandone comunque il concetto.
Ho pronto un altro esempio che ogni tanto mi diverte far uscire dal cilindro del mago, esempio che non c’entra nulla con i Vaccini, ma che è legato comunque alla scienza.
Se noi prendiamo un semplice foglio di carta A4 e lo pieghiamo in due e poi di nuovo su se stesso, è piuttosto lampante che ci troveremmo in mano 4 strati di foglio, ne converrete con me vero? Altrettanto ovvio sarà credere che, ripiegandolo una terza volta, ci troveremmo con 8 strati e ripiegandolo una quarta ne avremmo 16. Piegarlo 8 volte risulta materialmente impossibile, provateci, ma fosse possibile ci troveremmo con 256 strati di carta.
Senza questa piccola spiegazione, utile a portarvi sulla strada del ragionamento, se uno scienziato vi dicesse che: ripiegando su se stesso un foglio di carta A4 42 volte, ci troveremmo con una pila di carta da 4 mila miliardi di strati (circa 400 mila km) che sono più che sufficienti per arrivare sulla luna e superarla, stentereste a credergli. Eppure la matematica dice questo, e anche se ad uno scettico risulterà impossibile, siatene certi, non c’è nessun errore di calcolo.
Ma perché i Vaccini, pur essendo estremamente sicuri e puri, restano inquinati nell’immaginario collettivo?
C’è più ferro negli spinaci o nei fagioli?
Un errore di calcolo decimale portò il valore del ferro negli spinaci da 3,4 a 34 ogni 100 grammi. Il chimico tedesco E. Von Wolf nel 1890 fece, involontariamente, questo errore e solo nel 1937 altri scienziati tedeschi ripeterono l’esperimento, scoprendolo.
Eppure il mito del ferro negli spinaci resiste da allora, e il motivo è semplice, quando una notizia si sparge e diventa di dominio pubblico, poi difficilmente potrà essere cancellata, ed è per questo che asserire che i fagioli contengono più ferro degli spinaci farà storcere, ancora oggi, il naso ai più.
Quando la Medicina dice che il Morbillo è un virus altamente pericoloso, anche se ne siete stati colpiti e siete tutt’ora vivi e in salute, dovreste crederci.
Potrebbe risultarvi strano, ma la OMS lo considera a ragione un enorme problema che andrebbe eradicato; ma come?
Le strade per risolvere questo problema sono sostanzialmente due: l’obbligo vaccinale è quello più immediato ed efficace; porterebbe nel giro di pochi anni al raggiungimento degli obbiettivi prefissati e potremmo chiudere il capitolo Morbillo, e in parte quello della Rosolia, perlomeno in Europa. L’altra strada, quella più impervia e lunga, consisterebbe non nel convincere, perché convincere racchiude nel seme una vittoria di alcuni su una sconfitta di altri, ma ad una persuasione collettiva che porterebbe a risultati sicuramente migliori è più duraturi nel tempo.
Se esiste una sfiducia nel metodo scientifico, le cause vanno ricercate nel metodo scientifico.
Vi faccio un esempio che per qualcuno potrà sembrare banale, ma che non lo è affatto. Tutti noi abbiamo sentito parlare del termine immunità di gregge. Se per la maggior parte delle persone il termine risulta innocuo, per taluni risulta estremamente offensivo. Suona come paragonare le persone ad un gregge di pecore (animali soggiogabili e dall’intelletto sicuramente inferiore, o non equiparabile a quello umano). Per taluni significa che la scienza ci considera pecore, e come tali senza raziocinio o capacità decisionale. Per questo, negli ultimi anni, alcuni medici e scienziati utilizzano, e spingono ad utilizzare, il termine sicuramente più democratico di immunità di gruppo.
Ad alcuni sembrerà assurdo, perché cambia semplicemente il termine, ma la metodica resta invariata, eppure è una forma di rispetto che non va sottovalutata. Come non andrebbe sottovalutato che obbligare non è quasi mai positivo.
Da quando mi sono appassionato a questo argomento, mi sono ritrovato a modificare nel tempo quello che consideravo giusto o sbagliato. Inizialmente, non avendo alternative, il metodo Burioni (definizione scorretta ma comprensibile a tutti) mi sembrava quello più sensato. Se esiste un problema, pensavo, è inutile tentennare e cercare di aggirarlo. L’andare dritti verso la soluzione più veloce ed efficace mi sembrava la cosa più logica. In fondo leggevo che, negli ultimi anni, alcuni obblighi hanno funzionato egregiamente. Basti pensare che fino a pochi anni fa era normale fumare nei luoghi pubblici, guidare senza cinture di sicurezza e usare motocicli senza casco.
L’obbligo ha fatto insorgere tante polemiche ma a conti fatti ciò che allora consideravamo un imposizione, oggi è diventata una routine naturale ed indispensabile.
Purtroppo, o per fortuna, non tutte le metodologie si possono applicare a tutto.
Per quanto riguarda i vaccini è indubbio che basti cercare informazioni sul web per trovare migliaia di siti e documenti allarmanti. Certo, molti spiegano nel dettaglio l’estrema sicurezza dei vaccini, ma tanti altri asseriscono il contrario.
Il bias cognitivo “indica un giudizio (o un pregiudizio) non necessariamente corrispondente all'evidenza, sviluppato sulla base dell'interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio."
Noi tutti abbiamo dei bias cognitivi che ci inducono a ricercare ciò che ci è più affine.
Chi, per indole o una propria cultura personale, è portato a credere nella scienza e nella medicina, ricercherà esclusivamente informazioni medico scientifiche. Mentre chi, per gli stessi identici motivi, è portato ad avere sfiducia in queste cose, cercherà informazioni differenti.
Il metodo scientifico è l’unico punto in comune che i due gruppi hanno, perché, anche se è assodato che i vaccini sono tra i farmaci più sicuri che abbiamo a disposizione, i contrari o gli scettici utilizzano il metodo scientifico per cercare di far crollare questa realtà.
La divulgatrice scientifica Roberta Villa, medico estremamente preparato e dai modi di fare diametralmente opposti a Burioni, è stata in grado di farmi modificare il mio pensiero e approccio al problema dell’obbligo vaccinale. Nei suoi interventi, sempre pacati, sottolinea l’importanza di un dialogo costruttivo tra le due fazioni. Obbligare un genitore a vaccinare il proprio figlio, quando ha dei dubbi e delle paure, è un atto ignobile.
Ovviamente, per carenza di personale, è difficile se non impossibile far fronte alle richieste e domande sempre più insistenti sulla presunta pericolosità dei vaccini, ma questo enorme problema non lo si può risolvere con l’obbligo, perché se una richiesta maggiore non viene soddisfatta, il problema risiede nell’offerta.
Stare al passo con i tempi significa avere più personale preparato, più corsi formativi, più tempo da dedicare a tutte quelle domande che vengono poste ai vari medici interpellati.
Mentre una volta la figura e la parola del medico era legge, oggi il genitore (in linea di massima tutti, ma in taluni casi di più) ha domande e perplessità che devono essere fugate.
Come dice Roberta Villa, se un genitore è fermamente convinto che i vaccini possono provocare l’autismo al proprio figlio, pur obbligato troverà un modo per non farlo.
In Italia non esiste un vero e proprio obbligo, ma escludere il proprio figlio da scuola può essere un problema davvero insormontabile. Una volta sarebbe stato facilmente arginabile, quando le madri facevano le casalinghe e potevano dedicarsi completamente alla casa e alla famiglia. Oggi imporre l’assenza a scuola del proprio figlio significa perdere uno dei due stipendi e distruggere o minare l’integrità famigliare.
In un suo intervento spiega, tra le altre cose, che il problema vaccini viene sempre imputato ai neonati non vaccinati. I dati però dicono altro, perché tra i diciottenni solo l’81 % ha fatto il primo vaccino per il Morbillo e addirittura solo il 77 % il richiamo; e noi sappiamo che il solo primo vaccino non garantisce l’immunità. Puntare il dito contro i genitori no-vaxx non risolve il problema degli adulti suscettibili al Virus.
D’altro canto, io che di metodo scientifico mi nutro, non posso ignorare un altra scuola di pensiero, che è altrettanto valida.
L’epidemiologo Pier Luigi Lopalco spiega che esiste un serbatoio suscettibile, e in questo serbatoio è estremamente difficile, anche per mancanza di risorse, immunizzare tutti quelli suscettibili. Anche e soprattutto perché, essendo un serbatoio con i rubinetti aperti (cioè ogni nascita andrà ad incrementare il serbatoio) far entrare neonati non vaccinati significa incrementare le probabilità che il virus si diffonda. In parole povere: se abbiamo una falla su un imbarcazione è inutile accanirsi con i secchi per svuotarla, ma imperativo chiudere la falla il prima possibile e nel contempo sversare l’acqua.
Entrambi dalla stessa parte, entrambi in prima fila contro le notizie false e l’allarmismo immotivato, ma con modi differenti di comunicare e di procedere.
Ciò non toglie che il mio Bias personale mi faccia, ancora oggi, propendere per indole al metodo Lopalco, ma la ragione mi spinga sempre più spesso verso un pensiero più democratico, come quello di Villa.
Il Morbillo miete, tutt’ora nel mondo, circa 367 morti al giorno, 134.200 all’anno, e questi sono i dati del 2015.
Nel 2000 si è calcolato che morirono 651.600 persone. Dal 2000 ad oggi tante cose sono state fatte, ma se si vuole debellare il virus, una volta per tutte, una soluzione migliore va trovata.
Prima ho accennato alla immunità di gruppo che è efficace se le persone non suscettibili raggiungono il 95%. Non è sempre così, per taluni virus occorre una percentuale nettamente inferiore, mentre per altri patogeni, come ad esempio il Tetano (provocato da un batterio) l’immunità è individuale e non collettiva.
L’unica soluzione democratica e logica sarebbe quella di informare meglio i genitori sui rischi e benefici dei Vaccini. Informarli con le nuove tecnologie, stando al passo con i tempi.
Avere più personale preparato, avere più divulgatori scientifici, o perlomeno divulgare più efficacemente i loro lavori sul web. Smontare le Fake News, e punire maggiormente chi, divulgando notizie false, incrementa i morti.
Non sto parlando di noi umili utenti, ma di tutti quei Medici e Scienziati che, divulgando notizie false per un proprio tornaconto economico, minano la fiducia e la serenità delle famiglie.
Vi lascio, ricordando a tutti che obbligare non è quasi mai proficuo. Vi lascio, ricordandovi che additare i Virologi come portatori di morte, spinti solo dal denaro, non è quasi mai sensato.
Vi lascio, con la speranza che gli sforzi che fanno le donne e gli uomini di scienza, vengano al più presto riconosciuti da tutti, a prescindere dal proprio Bias cognitivo.
Vi lascio con una frase di un film detta da un militare, un combattente, differente ma simile a quei Virologi che combattono per la nostra e loro salute.
“Voi non volete la verità perché nei vostri desideri più profondi, che in verità non si nominano, voi mi volete su quel muro! Io vi servo in cima a quel muro! Noi usiamo parole come onore, codice, fedeltà. Usiamo queste parole come spina dorsale di una vita spesa per difendere qualcosa. Per voi non sono altro che una barzelletta. Io non ho né il tempo né la voglia di venire qui a spiegare me stesso a un uomo che passa la sua vita a dormire sotto la coperta di quella libertà che io gli fornisco, e poi contesta il modo in cui gliela fornisco!”
Ps. Oggi all’ospedale ho appreso che ci sono persone che sono ancora convinte che la Coca Cola riesca a togliere la ruggine e che riesca a sciogliere un chiodo, dimostrando che certe convinzioni sono davvero difficili da eradicare.
Da una parte abbiamo Medici e Virologi convinti che sia l’unica soluzione possibile per debellare determinati virus; dall’altra abbiamo Medici e Virologi contrari, o particolarmente scettici, che ritengono questa soluzione sbagliata.
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS, o World Health Organization, WHO in inglese), agenzia speciale dell'ONU per la salute, fondata il 22 luglio 1946 ed entrata in vigore il 7 aprile 1948 con sede a Ginevra, nel 2002 fece un piano d’intervento per debellare il Morbillo e arginare la Rosolia entro il 2010.
Come è noto a tutti, ed è piuttosto superfluo sottolinearlo, il piano è fallito. I motivi sono tanti e andrebbero analizzati a fondo, tenendo presente che le cause imputabili ad un paese possono essere in alcuni casi similari ad un altro, ma in altri totalmente differenti.
In Europa la causa principale risiede nella scarsa fiducia nella scienza e nella medicina.
Questo non significa che noi Europei non abbiamo fiducia nella scienza e nella medicina, significa che, anche se la sfiducia tocca solo una minima parte della popolazione, questa parte ha impedito che il piano volgesse al pieno successo.
Ma occorre un ulteriore precisazione, perché l’insuccesso del piano non può essere attribuito a quella minoranza, additandola di ignoranza, ma solamente alla Scienza e alla Medicina che non è riuscita a stare al passo con i tempi e a far fronte ad una maggiore cultura e necessità di informazione, la quale pretendeva maggiori delucidazioni.
Nella maggior parte dei casi stiamo parlando di una cultura ed una informazione sbagliata, ma pur sempre presente e impossibile da ignorare.
Quando il dottor Montanari parla di 2723 particelle solide ottenute per evaporazione di 20 μL di vaccino Varilrix, ai nostri occhi pare un numero davvero elevato; ma soprattutto appare tale perché è Montanari stesso ad asserire che è un enormità. Invece agli occhi dei chimici sparsi per il mondo risulta una quantità di materia che è assolutamente innocua sotto il profilo farmacologico, ma non solo, quel numero di particelle solide prova che il vaccino esaminato è da considerarsi estremamente puro.
Non sono due scuole di pensiero, capite? Sono dati che per noi sono incomprensibili e così ci fidiamo dell’uno o dell’altro a seconda del nostro grado di fiducia nella scienza, ma ignorandone comunque il concetto.
Ho pronto un altro esempio che ogni tanto mi diverte far uscire dal cilindro del mago, esempio che non c’entra nulla con i Vaccini, ma che è legato comunque alla scienza.
Se noi prendiamo un semplice foglio di carta A4 e lo pieghiamo in due e poi di nuovo su se stesso, è piuttosto lampante che ci troveremmo in mano 4 strati di foglio, ne converrete con me vero? Altrettanto ovvio sarà credere che, ripiegandolo una terza volta, ci troveremmo con 8 strati e ripiegandolo una quarta ne avremmo 16. Piegarlo 8 volte risulta materialmente impossibile, provateci, ma fosse possibile ci troveremmo con 256 strati di carta.
Senza questa piccola spiegazione, utile a portarvi sulla strada del ragionamento, se uno scienziato vi dicesse che: ripiegando su se stesso un foglio di carta A4 42 volte, ci troveremmo con una pila di carta da 4 mila miliardi di strati (circa 400 mila km) che sono più che sufficienti per arrivare sulla luna e superarla, stentereste a credergli. Eppure la matematica dice questo, e anche se ad uno scettico risulterà impossibile, siatene certi, non c’è nessun errore di calcolo.
Ma perché i Vaccini, pur essendo estremamente sicuri e puri, restano inquinati nell’immaginario collettivo?
C’è più ferro negli spinaci o nei fagioli?
Un errore di calcolo decimale portò il valore del ferro negli spinaci da 3,4 a 34 ogni 100 grammi. Il chimico tedesco E. Von Wolf nel 1890 fece, involontariamente, questo errore e solo nel 1937 altri scienziati tedeschi ripeterono l’esperimento, scoprendolo.
Eppure il mito del ferro negli spinaci resiste da allora, e il motivo è semplice, quando una notizia si sparge e diventa di dominio pubblico, poi difficilmente potrà essere cancellata, ed è per questo che asserire che i fagioli contengono più ferro degli spinaci farà storcere, ancora oggi, il naso ai più.
Quando la Medicina dice che il Morbillo è un virus altamente pericoloso, anche se ne siete stati colpiti e siete tutt’ora vivi e in salute, dovreste crederci.
Potrebbe risultarvi strano, ma la OMS lo considera a ragione un enorme problema che andrebbe eradicato; ma come?
Le strade per risolvere questo problema sono sostanzialmente due: l’obbligo vaccinale è quello più immediato ed efficace; porterebbe nel giro di pochi anni al raggiungimento degli obbiettivi prefissati e potremmo chiudere il capitolo Morbillo, e in parte quello della Rosolia, perlomeno in Europa. L’altra strada, quella più impervia e lunga, consisterebbe non nel convincere, perché convincere racchiude nel seme una vittoria di alcuni su una sconfitta di altri, ma ad una persuasione collettiva che porterebbe a risultati sicuramente migliori è più duraturi nel tempo.
Se esiste una sfiducia nel metodo scientifico, le cause vanno ricercate nel metodo scientifico.
Vi faccio un esempio che per qualcuno potrà sembrare banale, ma che non lo è affatto. Tutti noi abbiamo sentito parlare del termine immunità di gregge. Se per la maggior parte delle persone il termine risulta innocuo, per taluni risulta estremamente offensivo. Suona come paragonare le persone ad un gregge di pecore (animali soggiogabili e dall’intelletto sicuramente inferiore, o non equiparabile a quello umano). Per taluni significa che la scienza ci considera pecore, e come tali senza raziocinio o capacità decisionale. Per questo, negli ultimi anni, alcuni medici e scienziati utilizzano, e spingono ad utilizzare, il termine sicuramente più democratico di immunità di gruppo.
Ad alcuni sembrerà assurdo, perché cambia semplicemente il termine, ma la metodica resta invariata, eppure è una forma di rispetto che non va sottovalutata. Come non andrebbe sottovalutato che obbligare non è quasi mai positivo.
Da quando mi sono appassionato a questo argomento, mi sono ritrovato a modificare nel tempo quello che consideravo giusto o sbagliato. Inizialmente, non avendo alternative, il metodo Burioni (definizione scorretta ma comprensibile a tutti) mi sembrava quello più sensato. Se esiste un problema, pensavo, è inutile tentennare e cercare di aggirarlo. L’andare dritti verso la soluzione più veloce ed efficace mi sembrava la cosa più logica. In fondo leggevo che, negli ultimi anni, alcuni obblighi hanno funzionato egregiamente. Basti pensare che fino a pochi anni fa era normale fumare nei luoghi pubblici, guidare senza cinture di sicurezza e usare motocicli senza casco.
L’obbligo ha fatto insorgere tante polemiche ma a conti fatti ciò che allora consideravamo un imposizione, oggi è diventata una routine naturale ed indispensabile.
Purtroppo, o per fortuna, non tutte le metodologie si possono applicare a tutto.
Per quanto riguarda i vaccini è indubbio che basti cercare informazioni sul web per trovare migliaia di siti e documenti allarmanti. Certo, molti spiegano nel dettaglio l’estrema sicurezza dei vaccini, ma tanti altri asseriscono il contrario.
Il bias cognitivo “indica un giudizio (o un pregiudizio) non necessariamente corrispondente all'evidenza, sviluppato sulla base dell'interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio."
Noi tutti abbiamo dei bias cognitivi che ci inducono a ricercare ciò che ci è più affine.
Chi, per indole o una propria cultura personale, è portato a credere nella scienza e nella medicina, ricercherà esclusivamente informazioni medico scientifiche. Mentre chi, per gli stessi identici motivi, è portato ad avere sfiducia in queste cose, cercherà informazioni differenti.
Il metodo scientifico è l’unico punto in comune che i due gruppi hanno, perché, anche se è assodato che i vaccini sono tra i farmaci più sicuri che abbiamo a disposizione, i contrari o gli scettici utilizzano il metodo scientifico per cercare di far crollare questa realtà.
La divulgatrice scientifica Roberta Villa, medico estremamente preparato e dai modi di fare diametralmente opposti a Burioni, è stata in grado di farmi modificare il mio pensiero e approccio al problema dell’obbligo vaccinale. Nei suoi interventi, sempre pacati, sottolinea l’importanza di un dialogo costruttivo tra le due fazioni. Obbligare un genitore a vaccinare il proprio figlio, quando ha dei dubbi e delle paure, è un atto ignobile.
Ovviamente, per carenza di personale, è difficile se non impossibile far fronte alle richieste e domande sempre più insistenti sulla presunta pericolosità dei vaccini, ma questo enorme problema non lo si può risolvere con l’obbligo, perché se una richiesta maggiore non viene soddisfatta, il problema risiede nell’offerta.
Stare al passo con i tempi significa avere più personale preparato, più corsi formativi, più tempo da dedicare a tutte quelle domande che vengono poste ai vari medici interpellati.
Mentre una volta la figura e la parola del medico era legge, oggi il genitore (in linea di massima tutti, ma in taluni casi di più) ha domande e perplessità che devono essere fugate.
Come dice Roberta Villa, se un genitore è fermamente convinto che i vaccini possono provocare l’autismo al proprio figlio, pur obbligato troverà un modo per non farlo.
In Italia non esiste un vero e proprio obbligo, ma escludere il proprio figlio da scuola può essere un problema davvero insormontabile. Una volta sarebbe stato facilmente arginabile, quando le madri facevano le casalinghe e potevano dedicarsi completamente alla casa e alla famiglia. Oggi imporre l’assenza a scuola del proprio figlio significa perdere uno dei due stipendi e distruggere o minare l’integrità famigliare.
In un suo intervento spiega, tra le altre cose, che il problema vaccini viene sempre imputato ai neonati non vaccinati. I dati però dicono altro, perché tra i diciottenni solo l’81 % ha fatto il primo vaccino per il Morbillo e addirittura solo il 77 % il richiamo; e noi sappiamo che il solo primo vaccino non garantisce l’immunità. Puntare il dito contro i genitori no-vaxx non risolve il problema degli adulti suscettibili al Virus.
D’altro canto, io che di metodo scientifico mi nutro, non posso ignorare un altra scuola di pensiero, che è altrettanto valida.
L’epidemiologo Pier Luigi Lopalco spiega che esiste un serbatoio suscettibile, e in questo serbatoio è estremamente difficile, anche per mancanza di risorse, immunizzare tutti quelli suscettibili. Anche e soprattutto perché, essendo un serbatoio con i rubinetti aperti (cioè ogni nascita andrà ad incrementare il serbatoio) far entrare neonati non vaccinati significa incrementare le probabilità che il virus si diffonda. In parole povere: se abbiamo una falla su un imbarcazione è inutile accanirsi con i secchi per svuotarla, ma imperativo chiudere la falla il prima possibile e nel contempo sversare l’acqua.
Entrambi dalla stessa parte, entrambi in prima fila contro le notizie false e l’allarmismo immotivato, ma con modi differenti di comunicare e di procedere.
Ciò non toglie che il mio Bias personale mi faccia, ancora oggi, propendere per indole al metodo Lopalco, ma la ragione mi spinga sempre più spesso verso un pensiero più democratico, come quello di Villa.
Il Morbillo miete, tutt’ora nel mondo, circa 367 morti al giorno, 134.200 all’anno, e questi sono i dati del 2015.
Nel 2000 si è calcolato che morirono 651.600 persone. Dal 2000 ad oggi tante cose sono state fatte, ma se si vuole debellare il virus, una volta per tutte, una soluzione migliore va trovata.
Prima ho accennato alla immunità di gruppo che è efficace se le persone non suscettibili raggiungono il 95%. Non è sempre così, per taluni virus occorre una percentuale nettamente inferiore, mentre per altri patogeni, come ad esempio il Tetano (provocato da un batterio) l’immunità è individuale e non collettiva.
L’unica soluzione democratica e logica sarebbe quella di informare meglio i genitori sui rischi e benefici dei Vaccini. Informarli con le nuove tecnologie, stando al passo con i tempi.
Avere più personale preparato, avere più divulgatori scientifici, o perlomeno divulgare più efficacemente i loro lavori sul web. Smontare le Fake News, e punire maggiormente chi, divulgando notizie false, incrementa i morti.
Non sto parlando di noi umili utenti, ma di tutti quei Medici e Scienziati che, divulgando notizie false per un proprio tornaconto economico, minano la fiducia e la serenità delle famiglie.
Vi lascio, ricordando a tutti che obbligare non è quasi mai proficuo. Vi lascio, ricordandovi che additare i Virologi come portatori di morte, spinti solo dal denaro, non è quasi mai sensato.
Vi lascio, con la speranza che gli sforzi che fanno le donne e gli uomini di scienza, vengano al più presto riconosciuti da tutti, a prescindere dal proprio Bias cognitivo.
Vi lascio con una frase di un film detta da un militare, un combattente, differente ma simile a quei Virologi che combattono per la nostra e loro salute.
“Voi non volete la verità perché nei vostri desideri più profondi, che in verità non si nominano, voi mi volete su quel muro! Io vi servo in cima a quel muro! Noi usiamo parole come onore, codice, fedeltà. Usiamo queste parole come spina dorsale di una vita spesa per difendere qualcosa. Per voi non sono altro che una barzelletta. Io non ho né il tempo né la voglia di venire qui a spiegare me stesso a un uomo che passa la sua vita a dormire sotto la coperta di quella libertà che io gli fornisco, e poi contesta il modo in cui gliela fornisco!”
Ps. Oggi all’ospedale ho appreso che ci sono persone che sono ancora convinte che la Coca Cola riesca a togliere la ruggine e che riesca a sciogliere un chiodo, dimostrando che certe convinzioni sono davvero difficili da eradicare.

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