domenica 29 dicembre 2019

Mamma ho mangiato la Stella di Natale







E se all'improvviso vi chiedessi: di che colore è il fiore della stella di Natale?
Siete proprio certi che riuscireste a darmi la risposta corretta?

Euphorbia pulcherrima è il suo vero nome, anche se i più fighi la chiamano Poinsettia, nome derivato da Joel Roberts Poinsett (politico statunitense) che la importò negli Stati Uniti, dal Messico, nel 1825.

Giallo è il colore del suo fiore e deve risultare sicuramente poco appariscente e insignificante, visto che avete pensato rosso: ma si sa che le dimensioni non sono tutto e che si fa quel che si può, vero?
Allora: tutta quella roba rossa che gli fa da contorno non sono foglie, ma si chiamano brattee; che non vanno neppure confuse con i calici del fiore, che sono tutta un'altra roba.
Le brattee hanno una funzione vessillare, che come avrete ben intuito (lo dice la parola) servono ad accompagnare e a proteggere il fiore.

Pensate all'estrema importanza di quei minuscoli boccioli di colore giallo (che fino ad oggi ignoravate) se come protezione hanno un grasso rosso grosso pavone.

Sono passati ben 199 anni (alla fine del 2020 saranno 200) da quando Poinsett la raccolse dal Messico e la portò nella sua serra in South Carolina.
Dopo 100 anni, l'unica notizia riguardante la sua pericolosità è quella del botanico Joseph Francis Rock, ma le informazioni si perdono nei meandri dei ricordi, tanto che dopo soli 25 anni l'unico a ricordarsene è il solo Harry L. Arnold che riporta il fatto nel libro Poisonous Plants of Hawaii.




"Il succo lattiginoso e le foglie sono velenose. Il figlio di due anni di un ufficiale dell'esercito a Fort Shafter morì per aver mangiato una foglia di poinsettia nel 1919. La sostanza velenosa non è né un alcaloide né un glucosio, ed è probabilmente una resina. Provoca un'intensa emesi e catarsi e delirio prima della morte." Fonte


Nel 1970 alla Society of American Florists venne qualche dubbio e iniziò a porsi alcune domande: Ok che tutti i libri di botanica riportano la velenosità della pianta, ok che lo si ripete in ogni lezione, e ok, esistono migliaia di articoli ma... sono mai stati fatti degli studi? Così alla domanda ne consegue uno studio "a study from researchers at Ohio State" che scopre, attraverso svariati test sugli animali, che un bambino di 50 libbre (22 kg) dovrebbe mangiare dalle 500 alle 600 foglie per intossicarsi.
Attenzione si parla di intossicazione, non di morte, perché test sui bambini non sono ma stati fatti (pare sia illegale). Stiamo parlando comunque di un numero di foglie davvero esorbitante, non trovate?

Ecco cosa riferisce il Centro per il controllo dei Veleni (National Capital Poison Center).

"Nella maggior parte dei casi, l'esposizione a qualsiasi parte della pianta di poinsettia nei bambini o negli animali domestici, ha pochissimo effetto. Se ingerito, può causare lieve irritazione: nausea, vomito, o diarrea. Toccarlo può causare un'eruzione cutanea. Ci sono state segnalazioni di giardinieri che lavorano con la pianta che spesso sviluppano un'eruzione cutanea delle mani durante la manipolazione." Fonte

Ricapitoliamo: nel 1919 un bambino di due anni viene trovato morto accanto ad una stella di Natale: pare ne abbia ingerita solo una di foglia; anche se alcuni articoli parlano del succo dello stelo e non della foglia.
Nessun ulteriore caso di morte, e anche se i casi da presunta intossicazione umana e animale si ripetono annualmente, gli alberi di Natale fanno sicuramente più vittime delle rosse stelle. Fonte
Il mito persiste fino ai giorni nostri, come molti miti, e anche se uno studio ha rivelato l'infondatezza della sua estrema velenosità, medici, veterinari, botanici e giornalisti insistono a divulgare, più o meno inconsapevolmente, questa fake news.


Sempre restando in tema natalizio scopro che, per assurdo, il Vischio che appendiamo sopra le porte, e che non gode certo di cattiva fama, è ben più pericoloso per i nostri amati Pet.
Vi lascio qui il link al Portale Didattico Veterinario, con la lista completa delle piante tossiche o irritanti per i nostri piccoli amici.
Inoltre lascio qui il link ad una delle tante pagine, veterinarie e non, che si possono trovare sul web.
La lascio non perché sia migliore di tante altre, ma perché è l'emblema delle notizie che circolano, in un loop infinito, tra le pagine delle nostre ricerche (sì il senso di questa frase è dispregiativo).
Per emblema intendo che, tra le tante informazioni utili e vere, si materializzano anche le fake news, e alla fine il rischio è di prendere per buono tutto.
Quella pagina ad esempio inizia decantando le proprietà terapeutiche del vischio "tra cui quelle tumorali" così riporta; anche se mille altre pagine decantano le sue ben note proprietà "antitumorali".
Mentre Amicaveterinaria qui avverte che bastano tre sole bacche per uccidere un bambino, io cerco di fare un po' di chiarezza.

Il Vischio non è un potente antitumorale, ma probabilmente è utile per alleviare gli effetti collaterali della chemioterapia e in alte dosi sembra che riesca ad influenzare la crescita tumorale.
Sono stati fatti degli studi, sono ancora pochi a dire il vero, ma ne esiste uno in particolare che ha il compito di valutare gli studi clinici svolti fino ad ora con il Vischio. Fonte

"Gli autori hanno condotto una ricerca su 7 banche dati elettroniche ed elenchi di riferimento e hanno avuto ampie consultazioni con esperti e hanno identificato 26 studi controllati randomizzati (RCT) e 10 non-RCT. Tra gli studi con una qualità metodologica più elevata, la maggior parte ha riporta un beneficio, mentre 1 non ha trovato alcuna differenza. Miglioramenti sono stati individuati principalmente per quanto riguarda l'affaticamento, sonno, esaurimento, energia, nausea, vomito, appetito, depressione, ansia, capacità di lavoro, e benessere emotivo e funzionale in generale e, meno coerentemente, per quanto riguarda il dolore, diarrea, generale prestazioni e gli effetti collaterali dei trattamenti convenzionali.
In conclusioni: Sembra avere un impatto sulla riduzione degli effetti collaterali delle terapie convenzionali (chemioterapia, radiazioni) negli studi sperimentali e nell'applicazione quotidiana di routine. L'influenza sulla fatica in particolare dovrebbe essere studiata ulteriormente." Fonte

Ma torniamo per un istante ai bambini e agli animali da compagnia.
La curiosità li potrebbe portare ad avvicinarsi alle Stelle di Natale o al Vischio, ma anche all'Oleandro o l'Agrifoglio, l'Edera, i Gigli, le Calle, i Tulipani e addirittura l'Aloe vera ma, difficilmente, ne mangeranno a sufficienza per stare davvero male, perché hanno tutti sapori orribili.
Il gatto, il cane e vostro figlio potrebbero assaggiarli, ma con tutta probabilità anche sputarli disgustati perché incommestibili.
La disgeusia per il gusto e l'anosmia per l'olfatto sono patologie rare e non so perché, ma sono quasi certo che, sia vostro figlio a due che quello a quattro gambe/zampe, non le abbiano.

Come sempre, occhio alle bufale!


La Stella di Natale è così tossica?
The Myth of the Poisonous Poinsettia

martedì 24 dicembre 2019

Sherlock Holmes il Cortisone e la rivoluzione sessuale




Nel lontano 1929 un anziano paziente di 65 anni (negli anni 20 a 65 anni si era indiscutibilmente vecchi) affetto da artrite, stava combattendo la sua personale battaglia in un letto di ospedale della Mayo Clinic di Rochester, nello Stato del Minnesota.

L'artrite è una malattia articolare che causa, nelle forme più acute, un infiammazione estremamente dolorosa e invalidante che può portare ad una impotenza funzionale.

Un giorno, senza preavviso, ebbe un attacco molto forte di mal di fegato e nei giorni successivi la sua pelle iniziò a cambiare colore, mostrando gli effetti dell'aumento della bilirubina nel sangue, con il classico ittero.
Philip Hench, da tre anni primario di reumatologia della clinica, notò con grande stupore che l'itterìzia non aveva portato con sé solo cattive notizie, ma anche un notevole miglioramento dello stato infiammatorio degli arti; infatti il paziente, invece di peggiorare, riuscì ad alzarsi dal letto e la quiescenza si protrasse addirittura per mesi.

Negli anni venti del novecento si ignoravano le cause dell'artrite, tanto che si pensava si trattasse di una infezione, e anche se si conoscevano gli esiti, la specializzazione sulle malattie artritiche era solamente agli albori.
Hench iniziò a pensare che quel disturbo epatico avesse in un qualche modo prodotto una sostanza sconosciuta, in grado di placare i dolori grazie alla riduzione dell'infiammazione.
Si rammentò che il medico Thomas Addison aveva in passato correlato l'atrofia delle ghiandole surrenali ad una diminuzione delle difese immunitarie, tanto da scatenare importanti infezioni: e la Addison era dannatamente simile nei sintomi, riguardanti lo stato di affaticamento generale, a quelli dell'artrite.
Crebbe in lui una convinzione, un tarlo, una domanda:

"E se le ghiandole surrenali avessero un ruolo in tutto questo?"

L'ossessione lo spinse a battezzare quella sostanza sconosciuta con il nome di Sostanza X e a ricercarla tra le pieghe delle patologie che incontrava.
Si trasformò in un moderno Sherlock Holmes, cercando di imitare il suo personaggio preferito della letteratura.

"Hench era un membro attivo della Baker Street Irregulars Society, un gruppo di devoti di Sherlock Holmes. La sua collezione di prime edizioni e materiali correlati, ora è ospitata all'interno delle Collezioni Speciali e Libri Rari dell'Università del Minnesota. E' stata descritta dai curatori come una delle più notevoli biblioteche sherlockiane mai assemblate"

Nei mesi e negli anni successivi notò innumerevoli correlazioni tra il miglioramento transitorio e la presenza di ittero, o addirittura nelle pazienti gravide.
In quegli anni riuscì a raccogliere le prove di 30 casi del tutto similari.
Nel 1935 iniziò a collaborare con il suo collega, il biochimico Dr. Edward Kendall, già famoso e rispettato per le sue scoperte, infatti all'età di 28 anni, il giorno di Natale del 1914, fu il primo a cristallizzare l'ormone tiroxina, a partire da 6500 libbre di tiroide di maiale.
Entrambi passarono i successivi 12 anni a studiare e a valutare quali fossero le cause di queste temporanee ma miracolose remissioni.
L'esperienza di Hench, sommata a quella di Kendall portò buoni frutti. Infatti Kendall già nel 1930 aveva iniziato a studiare gli ormoni surrenali; studi che lo avevano portato ad identificare, insieme ad altri ricercatori di svariati laboratori, ben 28 composti prodotti dai surreni.
Quattro di essi, A-B, E e F furono battezzati come i composti più promettenti.
Contemporaneamente, e in modo del tutto indipendente, il laboratorio svizzero del chimico Dr. Tadeus Reichstein, contribuì enormemente a trovare e a classificare tutti gli steroidi prodotti da queste misteriose ghiandole.
Quando Reichstein iniziò a dedicarsi allo studio delle surrenali, era poco più che trentenne, ma aveva già alle spalle una brillante carriera piena di scoperte sulle strutture organiche; dalla biochimica, alla medicina, fino alla biologia.
Dal 1931 al 1934 determinò la struttura dell'acido ascorbico (Vitamina C) e sviluppò un metodo commercialmente valido e conveniente per la sua sintesi.
In quegli anni Kendall, grazie a 3000 libbre di ghiandole surrenali animali, fu in grado di produrre 1 solo grammo di composto di tipo A.
Fu in quel momento che entrò in gioco la Merck & Company, annusando odore di business, e grazie alla tecnica modificata di Reichstein, centinaia di libbre di bile di bue furono utilizzate per produrre 100 grammi di composto; ma fu un fallimento, perché il composto si dimostrò del tutto inutile per alleviare i dolori:

A non era la Sostanza X.

Si concentrarono allora su E, che differiva da A per un solo atomo di ossigeno, ma la sua estrazione si dimostrò decisamente più difficoltosa.
Nel frattempo l'entrata in gioco dell'America, nel conflitto della seconda guerra mondiale, si faceva ogni giorno più concreta.
L'intelligence Americana era riuscita a scoprire che i nazisti importavano segretamente, dall'Argentina, ghiandole surrenali bovine, e che le trasportavano addirittura tramite sottomarino.

Ghiandole surrenali trasportate in un sottomarino?

Fu un vero e proprio campanello d'allarme, anzi una sirena, perché il timore che ai piloti della Luftwaffe venisse somministrato un qualche farmaco miracoloso, in grado di infondere loro coraggio e forza sovrumana, si sparse a macchia d'olio.
Anche se queste voci erano senza dubbio infondate, lo spettro di un nemico steroide-migliorato attirò non poco l'attenzione del governo degli Stati Uniti.
Fu riunito un comitato di 14 chimici, tra cui Kendall, e arrivarono le sovvenzioni; fiumi di denaro che furono determinanti per le future scoperte. Insieme al denaro arrivò il tanto desiderato rifornimento costante di materia prima: ben 900 libre settimanali di ghiandole surrenali.
A questo punto entrò in gioco Lewis Sarett, che nel giro di tre mesi trovò un modo per sintetizzare il composto E dalla bile di bue; anche se la procedura richiedeva ben 37 passaggi: ancora troppi e laboriosi per rendere l'estrazione competitiva e conveniente.
Arrivò il 1948 e occorreva scegliere il paziente designato: fu la Signora G che altro non desiderava se non tentare il tutto e per tutto per sconfiggere la malattia.
Il 21 settembre ricevette la prima delle iniezioni intramuscolari. Due volte al giorno le vennero iniettati 50 mg di composto E per mano del dottor Charles H. Slocumb, un giovane reumatologo del servizio ospedaliero.
Il giorno seguente la paziente non ebbe miglioramenti ma a partire dal terzo arrivarono.
Al quarto la trovarono in pedi, fuori dalla sua stanza, mentre visitava gli altri ammalati e raccontava loro di quanto stesse bene grazie ad una iniezione miracolosa.
Il 28 settembre, dopo soli sette giorni, andò a fare shopping nel centro di Rochester, senza nessuna rigidità articolare, senza alcun dolore.
Un secondo paziente arrivò ad alzarsi dal letto, azzardando qualche passo di danza, mentre un'altra si fece sette lunghi bagni in un solo giorno, cercando di compensare tutti quelli che non si era potuta fare durante la lunga malattia.

Alla Mayo Clinic si urlò al miracolo: la Sostanza X era stata finalmente trovata e il suo nome era Composto E.
Solo in seguito, per timore che lo si potesse confondere con la Vitamina E, venne chiamato Cortisone.

Ma cos'è il Cortisone e come agisce?

Il Cortisolo è un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali.





Ogni volta che percepiamo una minaccia, il cervello rilascia un ormone chiamato adrenocorticotropico, che in un istante arriva alle ghiandole surrenali, le quali rilasciano il cortisolo e l'adrenalina. Essendo le surrenali delle ghiandole endocrine, versano gli ormoni direttamente nel sangue, in modo da raggiungere tutti gli organi e i tessuti.
E' il principale ormone coinvolto nello stress e serve a proteggerci durante una minaccia o quando percepiamo un pericolo.
Viene rilasciato normalmente al mattino, quando ci svegliamo, oppure mentre pratichiamo sport, o se dobbiamo affrontare un periodo di stress, ma tutta la sua potenza la manifesta nel momento del combattimento o della fuga.
Insieme, cortisolo e adrenalina sono in grado di farci saltare, schivare, attaccare e fuggire meglio di qualunque droga.
Ecco un esempio di come funziona la risposta allo stress.
  • Un individuo deve affrontare una situazione di stress.
  • Ne deriva una cascata ormonale complessa, e le ghiandole surrenali secernono il cortisolo.
  • Il cortisolo prepara il corpo per una risposta di combattimento o di fuga, inondandolo con glucosio e fornendo una fonte di energia immediata ai muscoli.
  • Inibisce la produzione di insulina nel tentativo di impedire la conservazione del glucosio, favorendo il suo immediato utilizzo.
  • Restringe le arterie mentre l’epinefrina aumenta la frequenza cardiaca.
  • L’individuo risolve la situazione di stress.
  • I livelli ormonali ritornano alla normalità.
Il Cortisone è un ottimo antinfiammatorio e immunosoppressore e viene impiegato in tantissime patologie: artriti, dolori ed infiammazioni articolari, dermatiti, reazioni allergiche, asma, rinite, lupus eritematoso sistemico, epatite cronica autoimmune, malattie infiammatorie intestinali ecc ecc. Fonte

Ma non è tutto oro quello che luccica.

I pazienti della clinica Mayo ebbero un miglioramento notevole, quasi miracoloso, ma destinato a non durare nel tempo.
La Signora G, come gli altri pazienti, ebbero un tracollo perché il Cortisone ha tante qualità, ma non quella di curare.
E' un palliativo, e come tale attenua i sintomi senza rimuovere la causa.
Come ogni sostanza al mondo, che sia essa "naturale" o prodotta, ha controindicazioni. 
  • Reazione allergica (tra i sintomi: eruzione cutanea, orticaria, bruciore, gonfiore del viso, delle labbra, della gola o della lingua)
  • Squilibri elettrolitici (tra i sintomi: ritenzione idrica)
  • Insufficienza cardiaca (fiato corto, tachicardia, arti gonfi, pressione alta)
  • Problemi muscolari (debolezza)
  • Osteoporosi e conseguenti fratture
  • Debolezza e rottura delle articolazioni
  • Problemi allo stomaco, come l’ulcera peptica, sangue nelle feci o feci scure
  • Pancreatite (mal di stomaco, nausea, vomito)
  • Glaucoma (visione sfocata, doppia)
  • Convulsioni
  • Aumento / diminuzione della motilità e numero di spermatozoi negli uomini
  • Irregolarità mestruali nelle donne
A Edward Calvin Kendall, Philip S. Hench e Tadeusz Reichstein venne attribuito nel 1950 il Premio Nobel per la medicina.


La sempre maggiore richiesta di Cortisone, spinse chimici di tutto il mondo a cercare alternative più veloci e meno laboriose.
Russel Marker, un genio, accolse la sfida. Già famoso per aver inventato il "numero di ottano" cioè l'indice di resistenza alla detonazione dei carburanti, iniziò a lavorare agli steroidi.
Conoscendo la grande varietà di piante contenenti questi ormoni, escogitò un sistema innovativo, tuttora usato "la degradazione di Marker" per estrarre la sostanza.
Fino ad allora non era mai stato possibile farlo senza distruggere la struttura steroidea, e il suo metodo aprì le porte a nuove scoperte e frontiere.
Carl Djerassi riuscì a migliorare ulteriormente la metodologia, partendo da una fonte naturale come la diosgenina, riducendo il tutto a pochi passaggi, invece che 32.

Grazie a Marker, Djerassi riuscì a sintetizzare una progestina artificiale, il noretindrone, cioè la pillola anticoncezionale: una delle scoperte più importanti del ventesimo secolo che, più di altre, è stata in grado di innescare una vera e propria rivoluzione culturale, sociale e farmacologica.
Anche se fu a lungo criticata e vietata per legge in alcuni paesi, diede il via alla rivoluzione sessuale, al femminismo e alla lotta per l'uguaglianza di genere, donando alle donne quel potere decisionale che per troppo tempo era stato loro negato.

A Margaret Sanger "che per tutta la vita sostenne con passione il diritto delle donne di controllare il proprio corpo e la propria femminilità." Fonte


Fonte Leonardo Petrillo
Fonte Msthallofame.org
Fonte Kendall
The History of Cortisone Discovery and Development
I bottoni di Napoleone
Mayo Clinic di Rochester
Come si usa, effetti collaterali e avvertenze
Piccola storia della terapia antireumatica.IV. I cortisonici
Storia della Pillola

domenica 24 novembre 2019

Macachi, piramidi e Sperimentazione Animale









La sperimentazione animale è tutt'ora uno degli argomenti più delicati e controversi.
Mentre scrivo, in data 16 Novembre 2019, è fresca la notizia di un duro attacco di Parma Etica Festival a Giulia Corsini, medico veterinario e consulente per il Patto per la Scienza. Fonte
Il Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, prende le distanze dall'attacco e lo condanna: qui potete leggere il suo post.
Esorto il lettore a dedicare qualche minuto alle innumerevoli risposte degli utenti, che in minima parte sono favorevoli alla sua presa di posizione, ma nella stragrande maggioranza lo condannano; condannando per partito preso la sperimentazione animale.

Sarà una banalità, ma ancora non è chiaro a molti che essere animalisti (scelta a mio avviso più che nobile) non significa in automatico condannare la sperimentazione animale (Sa).

Non è una legge scritta, né morale, univoca, non è matematica la cosa (2+2=4).


Se fosse matematica, credetemi, allora la sperimentazione animale non sarebbe neppure argomento di dibattito.



Siccome amo gli esempi facili, quelli dove non occorre troppa concentrazione, ho deciso di farne uno semplicissimo.

In copertina avrete notato la grande piramide di Cheope, l'unica delle sette meraviglie giunta ai nostri giorni praticamente intatta, e una delle più grandi costruzioni mai erette.

Era alta 146,6 metri (ora 136,86 a causa degli agenti atmosferici, terremoti e la rimozione del rivestimento calcareo) ed è composta da 2,3 milioni di blocchi di granito, pesanti dalle 2,5 alle 70 tonnellate l'uno.

Il suo peso è stimato in 5,7 milioni di tonnellate.
Ora vi chiedo un piccolo sforzo e di associare la grande piramide all'insieme di tutte le vittime animali che soccombono per mano umana.

  • L'allevamento a scopo alimentare (intensivo e non)
  • La caccia
  • La pesca
  • Abbigliamento (dalle piume alla pelle)
  • Sfruttamento ludico (la corrida ne è l'esempio più eclatante, ma ci sono anche i combattimenti tra cani)
  • La sperimentazione medico/scientifica

Tutte quante, nessuna esclusa, prevedono lo sfruttamento, la sofferenza (in alcune di queste anche la reclusione forzata) e infine la morte.

Rappresentano per molti versi l'orrore che, noi umani, infliggiamo agli animali ogni singolo anno, in ogni singolo paese (ognuno con una sua, più o meno grande, piramide).

Più o meno grande perché non si possono paragonare i numeri dell'allevamento animale Cinese con quello Italiano, sarebbe una follia; ma nel nostro esempio occorre rapportare quei numeri (anche se divergenti) ai 2,3 milioni di blocchi della piramide.

Dicevamo che i punti sopraelencati, rappresentano una vera piaga sociale; anche se chi li combatte o li disprezza non sono tutti animalisti o vegani, oppure vegetariani, e pertanto chiudono un occhio sulla carne di provenienza non intensiva, oppure sul paio di scarpe di pelle (ma che sono così belle da indossare) piuttosto che sul piumino di quella marca famosa e di tendenza. Oppure la pesca ludica, preferibile da alcuni alla caccia, visivamente ed emotivamente più cruenta.



La sperimentazione animale rappresenta lo 0,3% di quell'insieme enorme, gigantesco e quasi incalcolabile.
In Italia è lo 0,2% (si sa, la scienza ha fondi limitati qui da noi).

2.300.000 Blocchi
Di cui solo 6.900 sono occupati dalla Sa.
La differenza è di 2.293.100 blocchi.

Lo 0,3% è nulla?
No, non sto dicendo quello ma, matematicamente parlando, è qualcosa di irrilevante: guardatelo.


Avrei potuto fare la torta bianca e la fetta rossa, se effettivamente la Sa fosse il principale problema; ma in realtà il problema principale è il 99,7% della rimanenza, cioè i primi cinque punti sopraelencati.
Ecco perché, alla luce dei dati, l'accanimento quasi unanime verso la sperimentazione risulta matematicamente insensato; insensatezza avvalorata dal fatto che le leggi sulla tutela degli animali, imposte alla scienza, sono di gran lunga le più severe, con protocolli atti a ridurre al minimo la sofferenza delle cavie.
Ciò non accade ovviamente negli allevamenti intensivi, laddove, anche se esistono leggi, la dignità individuale è prossima allo zero; ma neppure nei restanti punti, perché nulla può essere lontanamente paragonato all'obbiettivo, ai risultati, alla utilità e al rigore della ricerca scientifica.
Anche il gruppo animalista Essere Animali, contrario alla Sa, pubblica dati riguardanti il problema. Fonte


Il grafico, pur accomunando sperimentazione, abbigliamento, circhi e zoo, evidenzia l'enorme divergenza tra gli animali da macello e la rimanenza, confermando i miei dati e i miei grafici, nonché l'improbabile esempio della piramide.

Ma allora perché tutto questo odio verso la Sa?

E' vero che chi ama solitamente lo fa a bassa voce, con parole dolci sussurrate all'orecchio, mentre chi odia urla e fa un gran baccano e, inevitabilmente, si fa udire maggiormente; ma non è solo questione di odio. Ciò che leggo sulla Sa va ben oltre l'odio, e se devo trovare un nome a questa realtà mi devo sforzare, e alla fine mi viene solamente di chiamarla follia. Quella omicida, sia chiaro, non quella patologica; mi riferisco al lampo accecante che è in grado di far ammazzare una persona, per poi pentirsene appena dopo.
Ci sono un po' di dati che vorrei mostrarvi, riguardano la tipologia di animali e il numero utilizzato negli ultimi anni.


I topi e i ratti sono la maggioranza, seguiti dai conigli, gli uccelli, i rettili e gli anfibi. Le scimmie non antropomorfe impiegate (le antropomorfe sono: gibbone, gorilla, orango (o urango o rangutan) e scimpanzé) nel 2015 sono state 317, mentre l'anno prima 858. Sono numeri elevati ma alla fine, se guardate le percentuali, sono lo 0,05% per il 2015 e lo 0,12% per il 2014: ben al di sotto del punto percentuale annuo sul totale.
Anche di cani, gli esseri più amati dall'uomo, anche perché in occidente sono gli animali da compagnia per eccellenza (nella graduatoria del coinvolgimento emotivo sono forse secondi solo alle scimmie) nel 2015 sono stati lo 0,10% del totale.


Pertanto, non solo i numeri della Sa risultano microscopici nelle statistiche generali, ma anche in quelle parziali gli animali prediletti non raggiungono mai l'uno percento. Fonte
Forse è iniquo dare un valore maggiore ad una vita, piuttosto che ad un altra, ma inevitabilmente lo facciamo:

Mettereste sullo stesso piatto della bilancia una scimmia, antropomorfa o meno, con un ratto o un pesce?

La componente emotiva e affettiva gioca un ruolo fondamentale, e quando vediamo un macaco con degli elettrodi impiantati nel cervello, lo stomaco ci si chiude e le vene pure.
E' comprensibile, ed è una reazione naturale, ma il fatto è che, non tutti lo sanno, ma essere cavia non significa per forza morte certa o sofferenza.
Innanzitutto la Sa è legge: ad oggi è inevitabile, e non lo impongono le aziende farmaceutiche, ma le leggi statali.
Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) è una istituzione pubblica, non privata. Se si vuole commercializzare un farmaco occorre passare da lei, e se si vuole ottenere il nulla osta, quasi nella totalità dei casi occorre che un farmaco sia stato testato sugli animali; perchè le alternative valide ci sono, ma sono ancora troppo poche e spesso inaffidabili.
Occorre anche tenere presente che la Sa non è la prima fase della ricerca, è la penultima: l'ultima è quella sui test umani (suddivisa in 4 fasi) che precedono la produzione e il commercio. Fonte
La prima fase è la ricerca in vitro, seguita da quella animale detta in vivo, che però necessita sempre di un gruppo di controllo a cui non vengono inoculate, o spalmate, sostanze.
Supponiamo che una molecola debba essere testata su 1000 cavie: a 500 verrà data la sostanza, mentre a 500 no. Ma supponiamo che la sostanza risulti tossica, anche se dai test in vitro non si era evidenziato: in questo caso sulle 1000 cavie si noteranno gli effetti negativi solo sulla metà. Fonte

Per effetti cosa si intende, effetti irreversibili e morte?

A volte, ma non sempre, perché le cavie sono costantemente tenute sotto controllo per la raccolta dei dati medici, ma anche perché è dal 1959 che esiste il principio delle 3R:

· Rimpiazzare (replacement)
· Ridurre (reduction)
· Rifinire (refinement)

Innanzitutto il ricercatore deve cercare di rimpiazzare la Sa con le metodologie alternative. Un esempio calzante è datato 5 novembre 2019 e pubblicato su la Repubblica: "Sperimentazione sui macachi, il Tar del Lazio rifiuta la sospensione chiesta dalla Lav". Fonte



Il rifiuto avviene perché non esistono alternative a quel tipo di sperimentazione, e neppure la Lav è riuscita a fornirne di valide.
Dicevamo che il ricercatore è tenuto, oltre che a rimpiazzare quando possibile, a ridurre al minimo il numero di cavie, e prima di iniziare occorre sapere se la tale molecola è già stata testata e con quali esiti, onde evitare sprechi di denaro, di tempo e di vite preziose (credo che l'ordine sia purtroppo questo).
Rifinire significa che una volta che le prime due R falliscono, e non ci sono alternative alla Sa, occorre ridurre al minimo il disagio e il dolore delle cavie: "trasporto, stabulazione, tecniche usate nelle procedure del protocollo sperimentale e eutanasia." Fonte

Resta ancora un altro aspetto sconosciuto ai più: le aziende farmaceutiche farebbero volentieri a meno dei test sugli animali, e lo ricorda un gruppo animalista "Animalisti, animali e scienza" Fonte

Ma la Sa non deve obbligatoriamente passare solo da Aifa, ma anche da EURL ECVAM.
"Il Laboratorio di Riferimento dell’Unione europea (EURL-ECVAM), è l’organismo deputato alla validazione dei metodi alternativi: istituito a causa della crescente necessità di sviluppare nuovi metodi alternativi e di validarli all’interno del territorio dell’Unione, EURL ECVAM è ospitato presso il Joint Research Centre, Institute for Health and Consumer Protection (IHCP) che si trova in Italia, ad Ispra. Si occupa non solo di processi validativi, ma, a sua volta, propone, sviluppa e diffonde metodi e approcci alternativi." Fonte
"Recepisce le richieste di validazione di nuovi metodi e ne valuta la rilevanza a livello regolamentare e l’affidabilità tecnica. I metodi vengono poi sottoposti a un processo di validazione che si completa con la pubblicazione di una raccomandazione da parte di EURL ECVAM, un importante passo verso l’eventuale accettazione a livello regolamentare e l’adozione internazionale."

Se siete giunti fino a qui vi sarete accorti che non è tutto facile, non è tutto buono o cattivo e non è sempre possibile trovare una soluzione.
A quanto sembra entro il 2035 la Sa verrà sostituita dalle tecniche alternative. Ad oggi non è ancora possibile ma lo sforzo é volto a questo. Fonte
Nel frattempo, per il bene comune, e se vogliamo le medicine, consiglio di riferirvi alla Sa con questo termine e di evitare vivisezione (non esiste più da molto tempo).

Per chi è interessato all'argomento, ma non si fida del tutto (o per nulla) della scienza, credo che il metodo migliore sia quello di dare un occhiata alla pagina Animalisti, animali e scienza, perché ognuno di noi vive in una propria bolla, e LORO sconfinano in entrambe.

Hanno decine di scienziati animalisti che potranno rispondere alle vostre domande.

In chiusura non voglio consigliare di lasciar perdere la lotta alla Sa, perché la lotta esiste anche in medicina, ma se tenete alla salute degli animali, rammentare anche il 99,7% del problema.

Approfondimenti:

Dati 2015

sabato 26 ottobre 2019

Laboratorium Homeopaticum






"Prendi la carcassa di un'anatra e metti 35 grammi del suo fegato e 15 grammi del suo cuore in una bottiglia da un litro riempita con una soluzione di succo pancreatico e glucosio.
Quando dopo quaranta giorni il fegato e il cuore si saranno disintegrati, diluire la soluzione a 100 litri.
Ripetere questa diluizione altre 199 volte, scuotendo in un modo specifico ogni volta."

Questo scritto non è tratto da una capitolo di Harry Potter, ma proviene bensì da uno dei tanti testi Omeopatici e riporta, nero su bianco, la ricetta per l'Oscillococcinum. Fonte
Se vi ha fatto impressione, sappiate che non è neppure paragonabile ad altre, che poco alla volta scoprirete durante la lettura; dove nel calderone verrà aggiunta qualche goccia di veleno, il fegato di un maiale, un po' di urina umana e uno sputo del preparatore.

Ma se ancora vi state chiedendo se c'è un solo, valido motivo, per cui dovreste leggere questo lungo scritto (l'ennesimo sulla Omeopatia) vi rispondo immediatamente di sì; ed è perché vi insegnerò cosa "contengono" alcuni prodotti Omeopatici e soprattutto il perché.

L'omeopatia si fonda su due principi:
  • Il principio di similitudine
  • Il principio della diluizione 

Il primo, quello della similitudine, afferma che la malattia debba essere curata assumendo un medicamento che ne simuli i sintomi; pertanto contrario alla medicina che cerca di contrastarli.


Vi faccio un esempio: se avete il mal di pancia, per l'omeopatia dovreste prendere una pozione che contenga qualcosa che il mal di pancia lo fa venire.
La Nux Vomica a detta degli omeopati, è uno dei rimedi migliori per questo problema, anche se a sorpresa, in passato, la noce era utilizzata unicamente come ratticida, perché contiene alcaloidi molto potenti e velenosi, come stricnina, brucina e vomicina.

Ma ne esistono molti altri di preparati; ecco la lista di alcuni, quelli più famosi e la fonte.

Nux vomica - Uno dei rimedi migliori per il mal di stomaco, soprattutto se dovuto all'indigestione. (La noce vomica è detta anche albero della stricnina)
Colocynthis - Dolore che migliora se ci si piega in avanti o se si applica una forte pressione sulla zona dolente. (Il Citrullus colocynthis è una pianta velenosa che veniva usata come purgante drastico o come abortivo, ma l'uso è stato abbandonato fin dal diciannovesimo secolo perché associato a casi di intossicazione e morte)
Pulsatilla - Dolore che si manifesta dopo aver mangiato alimenti piuttosto ricchi. (La pulsatilla è detta anche erba del diavolo, e non aggiungerei altro)
Natrum carbonicum - Dolore che diminuisce mangiando. (L'acido carbonico è un acido, anche se debole)
Cuprum metallicum - Spasmi violenti aggravati da bevande fredde. (Ottenuto triturando il precipitato di un metallo pesante: il Rame)
Croton tiglium - Dolore stringente associato a diarrea acquosa abbondante. (Pianta velenosa)
Chamomilla - Dolore spasmodico che si manifesta in seguito alla rabbia. (Si ottiene dalla tintura della pianta intera della camomilla. Ps. A mio giudizio personale la Camomilla, per il mal di pancia e stomaco, va contro il primo principio Omeopatico)
Dioscorea - Dolore che migliora piegandosi all'indietro. (E' una pianta che contiene Diosgenina, molecola molto simile al progesterone e usata in passato come anticoncezionale)
Belladonna - Dolore dovuto a ostruzioni intestinali. (Viene ricavato dalle bacche e l'ingestione provoca la morte)
Magnesia phosphorica - Dolore violento e spasmodico che migliora con impacchi caldi. (Fosfato di magnesio dell'acido fosforico)
China officinalis - Dolore associato a distensione e stomaco pieno che si manifesta soprattutto dopo mangiato. (Albero da cui si ricava il Chinino, utilissimo contro la malaria ma può indurre vomito, diarrea e disturbi visivi irreversibili)

Prima di addentrarci in altri medicamenti è bene sottolineare che ogni sostanza presente in natura, compresa l'acqua e l'ossigeno (fondamentali per la nostra sopravvivenza) possono essere tossici per l'uomo e potenzialmente mortali; l'unico confine tra bene e male è, ovviamente, la quantità.
Pertanto l'utilizzo di veleni e minerali è di uso comune anche nella medicina tradizionale.

A proposito di quantità; andiamo a vedere il secondo dei principi: quello della diluizione, tralasciando la parte di Avogadro, che troverete quasi ovunque.

L'omeopatia afferma che la potenza curativa di un medicamento è proporzionale alla diluizione.

Sì, avete capito bene, più un prodotto viene diluito, più viene ritenuto potente.



Questo non accade con l'anti calcare, ad esempio, oppure con il sapone; ma neppure con un profumo o un disinfettante, un erbicida o pesticida, e neppure con la benzina: sarebbe bello poterla diluire 200 volte come l'Oscillococcinum, e ottenere un combustibile potentissimo.

Mentre nella quotidianità, nella vita di tutti i giorni e nella logica scientifica che conosciamo (e che ben conoscono anche gli omeopati) ognuno di noi sa che più diluiamo un prodotto, minore effetto avrà; per l'omeopatia vale l'esatto opposto.

Come ormai abbiamo imparato, ogni diluizione viene seguita da succussioni, dette dinamizzazioni, e per Hahnemann (l'inventore della Omeopatia) ne occorrevano almeno due all'inizio dei suoi studi; ancor più efficaci se seguite da dieci colpi dati sopra un asse ricoperta da crini di cavallo. Fonte.
In seguito venne standardizzato che ad ogni diluizione debbano seguire cento dinamizzazioni, e la faccenda dei crini di cavallo venne definitivamente abbandonata e dimenticata. 

Fatta questa premessa, sarete pronti a comprendere il meccanismo che si cela dietro ogni medicamento.

Per alleviare o prevenire i sintomi influenzali e parainfluenzali, a parte l'Oscillococcinum prodotto dalla Boiron grazie ad Anas Barbarie e Epatis et Cordis extractum 200K (estratto di fegato e cuore di Anatra Selvatica) ne esistono molti altri.

Il Sanum Sankombi di Sanum kehlbeck GmbH & Co è un medicamento che "promette" di curare i sintomi da raffreddamento. "Gocce utilizzate nel trattamento in acuto dei sintomi da raffreddamento con muco e catarro; utile anche come immuno-stimolante per la prevenzione delle malattie dell’apparato orale e delle alte e medie vie respiratorie." Fonte.
Contiene un fungo e una muffa e più precisamente il fungo mucor racemosus e la muffa aspergillus niger.

Perché questi due ingredianti, vi chiederete?

Perché entrambi possono scatenare guai seri al sistema respiratorio, polmonite compresa, pertanto per far fede al primo principio occorre sempre qualcosa che ne induca i sintomi.

Ai tempi non lo si poteva sapere, stiamo parlando del 1800, ma l'influenza e le sindromi parainfluenzali sono causate da virus.
Se la medicina tradizionale proponesse funghi e muffe per curare le infezioni virali, verrebbe additata di stregoneria; cosa che invece accade di rado con l'omeopatia.
Seguendo la prima regola, l'intento è quello di innescare tutta una serie di reazioni che assomiglino a quelle che scatena un virus.
Secondo i produttori, il Sankombi è in grado di agire sui Linfociti t.
"Tramite l'interferone gamma portano all'attivazione dei macrofagi e quindi alla liberazione di neopterina, sostanza messaggera, indice di una stimolazione del sistema immunitario." Fonte.
Appurato che: somministrare funghi e muffe potenzialmente pericolosi, in soggetti sani o debilitati, può procurare loro comunque un danno; questo rimedio, come tutti quelli omeopatici, mira a scatenare reazioni similari nel soggetto da curare.

Piccola precisazione, scritta con una dose piuttosto alta di disappunto. Quando il sistema immunitario si accorge della presenza di un virus, scatena tutta una serie di controffensive atte a debellarlo. L'aumento della temperatura crea grossi problemi all'invasore, come l'iper produzione di muco, la tosse, le perdite dal naso o la dissenteria; necessari a svuotare il più in fretta possibile l'organismo dai patogeni. Infine, ma non meno importante, l'infiammazione, necessaria a irrorare maggiormente i tessuti in modo che gli antigeni trovino più agevole raggiungere i loro obbiettivi.
Quando, a causa di un virus e della conseguente azione immunitaria, accadono queste spiacevoli e fastidiose reazioni, è perché i linfociti t sono già stati allertati, e anche se il medicamento fosse in grado di avvertirli di nuovo, arriverebbe comunque in ritardo, con un azione del tutto inutile.
L'influenza, è bene ripeterlo, è scatenata da un virus.
Il virus dell'influenza, anche se ne esistono di tantissimi tipi e variano da anno in anno, è sicuramente il virus che nella storia dell'umanità ha fatto più vittime; non ha eguali. Non c'è Morbillo o Hiv o Ebola che possa reggere il confronto.
Attivare i linfociti t, con un fungo o una muffa, non serve a nulla, perché se bastasse quello avremmo trovato come debellare ogni virus, compreso Ebola.
Al virus influenzale non frega nulla del Sanum Sankobi o dell'Oscillococcinum, come non gliene frega nulla del vaccino influenzale dell'anno prima; e non c'è allerta al sistema immunitario che regga.

Ora, mente mi calmo, possiamo proseguire.

Ovviamente per l'influenza esistono tutta una serie di prodotti omeopatici "contenenti" i più svariati ingredienti; eccone uno.

Influenzinum 9CH della Boiron "è un prodotto tradizionalmente utilizzato in omeopatia nella prevenzione dell’influenza, sia per gli adulti che per i bambini sopra i 6 anni di età". Fonte.

In questo caso le informazioni sugli ingredienti sono di più difficile reperibilità, ma con un po' di pazienza sono riuscito a trovarli, anzi, a trovarlo.

Influenzinum 9CH - (Si tratta della diluizione omeopatica di espettorato di pazienti affetti da influenza) Fonte.

In questo caso la nausea potrebbe insorgere spontaneamente come effetto indesiderato (opinione mia) ora che sapete che c'è dello sputo umano; anche se la diluizione 9CH equivale a una diluizione di 1000 miliardi di miliardi di volte, pertanto non c'è nulla di cui temere. Fonte.

Abbandoniamo i rimedi per l'influenza e vediamone qualcuno più inusuale.

Rekin 41 forte dell'Azienda IMO. Si tratta di un medicamento contro l'impotenza maschile.

Ecco la composizione:

Alfa-tocopherol D 6 - (Un tipo di vitamina E -E307-)
Acidum phosphoricum D 8 - (Ottenuto trattando il fosfato trical-cico con dell’acido solforico)
Agnus castus D 6 - (Nel Medioevo i Monaci ne mangiavano i frutti per sopprimere le loro pulsioni sessuali)
China D 8 - (La China è una pianta chiamata Cincona officinalis, dalla cui corteccia si estrae il chinino che veniva utilizzato in antichità per curare la malaria, ma come abbiamo già letto, può avere effetti collaterali importanti e permanenti)
Conium maculatum D 30 - (E' la Cicuta e Socrate c'è morto a causa sua, parola di Platone)
Damiana D 6 - (E' una droga e un "afrodisiaco" che può far insorgere nausea, insonnia e cefalea)
Ginseng D 6 - (Fa parte di 11 specie dal nome Panax, ovvero "panacea per tutti i mali")
Glandula suprarenalis suis D 12 - (Ghiandola surrenale di suino)
Glandula thymi suis D 12 - (Ghiandola Timo del maiale e "simboleggia l’armonia, l’equilibrio tra il dare ed il ricevere". Con il pane abbrustolito è la morte sua)
Hypophyis suis D 12 - (Ghiandola endocrina del maiale)
Lecithinum D 6 - (Probabilmente tuorlo d'uovo*)
Pancreas suis D 12 - (Pancreas del suino)
Phosphorus D 8 - (Fosforo minerale)
Procainum hydrochloricum D 3 - (Pare sia un anestetico locale*)
Sepia officinalis D 30 - (Inchiostro di seppia essiccato e triturato)
Testis suis D 8 - (Estratto di testicolo suino)
Thyreoidinum suis D 12 - (Ghiandola tiroidea del maiale)
Yohimbinum hydrochloricum D 4 - (Alcaloide estratto da un sempreverde)

In pratica, a mio avviso, questo medicamento è quanto di più simile ad un insaccato io conosca.

La Sepia - (nero di seppia) è indicata anche per le infezioni da Candida, ma in egual misura come il Petroleum.

Per il primo rimedio c'è pure un ritornello:

"In Sepia tutto è nero, in Sepia tutto pesa, in Sepia tutto è giù."

Provate solamente ad immaginare di andare da un medico per problemi di Candida, e sentirlo pronunciare queste frasi prima di darvi le pastiglie; le prendereste?
Ma la Sepia, come qualsiasi altro medicamento omeopatico, è "polivalente".

Tutto nero cosa significa?

"L’umore, il colorito, il sangue delle mestruazioni, i capelli scuri, spesso le macchie scure sul viso, le occhiaie. Sepia vede tutto nero, proprio come l’inchiostro della seppia."

Tutto pesa.

"Qualsiasi azione o iniziativa le pesa, non ha la risolutezza e l’energia per svolgere la normali attività quotidiane, non si interessa più a nulla, neppure a marito, figli, lavoro, casa e altri doveri".

Tutto è giù.

"Lo è psicologicamente perché è depressa. Lo è anche sul piano estetico: le palpebre sono cadenti e dagli occhi tristi cadono le lacrime, i capelli cadono, la pelle e i tratti del viso cedono, il volto è inespressivo, gli angoli della bocca, i glutei, le mammelle, le pliche cutanee cascano verso il basso. Lo è sul piano fisiologico dove vi è la limitazione di diverse funzionalità organiche: gli organi tendono alla ptosi, in particolare gli organi del bacino. La ptosi è dovuta al rilasciamento dei legamenti e dei muscoli. Tutto sprofonda. Il retto, la vagina, l’utero sono prolassati (“bearing-down”) e il soggetto avverte un senso di peso, ha la sensazione di avere una palla dentro che spinge, ha la sensazione che qualcosa voglia fuoriuscire. In particolare il prolasso dell’utero porta il soggetto ad incrociare le gambe per alleviare tale sensazione. La ptosi è generalmente dolorosa. La parola chiave che caratterizza il rimedio è quindi ATONIA". Fonte.

Messaggi prevalentemente indirizzati alle donne, intrisi di psicologia e magia; un unico prodotto per cento patologie.

Il Petroleum d'altro canto non è da meno; per chi è considerato adatto? 
  • irritabile per piccole cose
  • si offende facilmente
  • indisponibile al lavoro
  • annoiato 
  • non tollera la propria noia 
  • deficit mnemonico 
  • si perde su strade che dovrebbe ben conoscere 
  • sensazione di essere sdoppiato 
  • sensazione irreale di aver persone accanto 
  • sonnolenza diurna 
  • insonnia
E ancora:
  • cefalea
  • vomito
  • nausea
  • nausea in gravidanza
  • perdita di capelli
  • eczema
  • eczema meato acustico
  • rinite
  • faringite
  • rinite atrofica
  • laringite
  • sinusite
  • gastrite
  • dispepsia
  • chinetosi
  • iperacidità
  • reflusso
  • lussazione della ATM
  • ragadi
  • dermatiti
  • eczema seborroico

Per i dolori Mestruali vengono indicati questi rimedi.

Colocynthis - (Cocomero o Cetriolo amaro. La pianta è velenosa)
Lachesis - (Ricavato dal veleno di un serpente sudamericano)
Actaea racemosa - (Pianta erbacea perenne e cimicifuga, in alte dosi è un veleno che colpisce il sistema nervoso)
Magnesia phosphorica - (Sale ricavato dall'acido fosforico)
Calcarea phosphorica - (Fosfato di calcio)
Ignatia - (Si ricava dai semi del frutto della pianta Strychnos Ignatia che contengono stricnina e brucina)
Natrum Muriaticum - (Semplice sale da cucina)
Lycopodium - (Ricavato dai semi di una pianta perenne detta polvere di strega, in passato la polvere veniva usata nei flash delle macchine fotografiche perché ha caratteristiche simili allo Zolfo)
Nux Vomica (La noce vomica è detta anche albero della stricnina)

Non sempre è chiaro, lampante, ma basta cercare ogni singolo ingrediente e trovarne gli effetti collaterali, e avremo trovato il sintomo del dolore da curare.

Mal di testa?

Belladonna - Non più per le ostruzioni intestinali, ma ora diventa il rimedio principale per la cefalea. (L'ingestione delle bacche provoca la morte) Fonte.
Bryonia - (Detta anche pianta del Diavolo)
Arnica (Io non ho trovato controindicazioni e la ritengo contraria al primo principio)
Rhus tox - (Nota come edera velenosa, estratta dalle foglie raccolte prima della fioritura, al massimo della loro velenosità)
Gelsemium - (La pianta del Gelsemium contiene Gelsemina, un composto altamente tossico legato alla Stricnina)
Lachesis - (Non più per i dolori mestruali, ma ora per il mal di testa. Ricavato dal veleno di un serpente sudamericano)
Lycopodium - (Come già detto, ricavato dai semi di una pianta perenne detta polvere di strega, in passato la polvere veniva usata nei flash delle macchine fotografiche perché ha caratteristiche simili allo Zolfo)
Glonoinum - (Nitroglicerina, quella esplosiva, giuro! Se non innesca il mal di testa lei, allora avete un problema)
Chamomilla - Dolore spasmodico che si manifesta in seguito alla rabbia. (Si ottiene dalla tintura della pianta intera della camomilla)

Ovviamente sarebbe impensabile trattare ogni medicamento omeopatico in questa sede, tra queste pagine, in questo blog, ma ritengo sia importante terminare questo scritto con i Nosodi, definiti come "dal peggio trarre il meglio."

I Nosodi - (rimedi omeopatici preparati principalmente a partire da tessuti malati)

"Materiali patologici umani, animali, vegetali, da microrganismi, parassiti e prodotti del loro metabolismo. Fra cui: parte di organi malati o loro prodotti (es.: Carcinosinum, Hydrophobinum); secrezioni patologiche (es.: Medorrhinum); batteri o tossine (es.: Colibacillinum, Diphterotoxinum); virus (es.: Herpesvirus); miceti, lieviti, muffe (es.: Candida albicans, Mucor mucedo); altri parassiti (es.: Secale cornutum, Taenia solium); materia organica suppurata (es.: Pyrogenium)." Fonte.

Carcinosinum - (Cellule cancerose derivate da vari tessuti umani)
Hydrophobinum - (Triturazione del lattosio saturo della saliva di un cane rabbioso)
Medorrhinum - (Prelevato dal secreto uretrale di malati, dopo aver evidenziato la presenza di diplococchi Gram negativi intra ed extra cellulari, di numerosi polinucleati e di cellule epiteliali)
Colibacillinum - (Escherichia coli, Bacillus coli e Coli Bacteria umani)
Diphterotoxinum - (Purtroppo non sono riuscito a scoprire se il preparato è ottenuto dal Batterio Corynebacterium diphtheriae o della sola tossina difterica*)
Herpesvirus - (Virus Herpes umano)
Candida albicans - (Fungo umano)
Mucor mucedo - (Fungo)
Secale cornutum - (Fungo che cresce su segale, frumento, orzo e talune graminacee. Tossico e velenoso per l'uomo)
Taenia solium - (Parassita conosciuto come verme solitario)
Pyrogenium - (Preparato con placenta umana e muscolo di bue)

L'AIFA (Agenzia Italiana per il farmaco) prevede tutta una serie di norme riguardanti la commercializzazione e la vendita dei preparati omeopatici.
In parole povere non possono nuocere alla salute e non devono contenere nulla dal punto di vista chimico-fisico, tranne gli eccipienti; "tuttavia, alcuni medicinali omeopatici possono essere costituiti da sostanze in concentrazione ponderale (ovvero analiticamente rilevabili)"

"Per legge debbono avere un grado di diluizione tale da garantirne la sicurezza; in ogni caso il medicinale non può contenere più di una parte per diecimila di tintura madre, né più di 1/100 della più piccola dose eventualmente utilizzata nell’allopatia per le sostanze attive la cui presenza in un medicinale allopatico comporta l’obbligo di presentare una ricetta medica."

"Dal primo gennaio 2020, i medicinali per i quali non sia stato presentato il dossier di registrazione alla data del 30 giugno 2017, perderanno quindi il diritto alla commercializzazione di cui hanno finora goduto ope legis. In futuro resteranno in commercio solo omeopatici che abbiano ottenuto un’AIC da parte dell’AIFA." Fonte.

Vi lascio un simpaticissimo video di Enrico Bucci sull' Oscillococcinum.

* Siccome per i prodotti Omeopatici non c'è l'obbligo per l'elenco degli ingredienti, per taluni è stato molto complesso arrivare all'esatta composizione. Le correzioni sono bene accette.

Approfondimenti: Tutto o quasi da Medbunker.


Miei scritti: