E se all'improvviso vi chiedessi: di che colore è il fiore della stella di Natale?
Siete proprio certi che riuscireste a darmi la risposta corretta?
Euphorbia pulcherrima è il suo vero nome, anche se i più fighi la chiamano Poinsettia, nome derivato da Joel Roberts Poinsett (politico statunitense) che la importò negli Stati Uniti, dal Messico, nel 1825.
Giallo è il colore del suo fiore e deve risultare sicuramente poco appariscente e insignificante, visto che avete pensato rosso: ma si sa che le dimensioni non sono tutto e che si fa quel che si può, vero?
Allora: tutta quella roba rossa che gli fa da contorno non sono foglie, ma si chiamano brattee; che non vanno neppure confuse con i calici del fiore, che sono tutta un'altra roba.
Le brattee hanno una funzione vessillare, che come avrete ben intuito (lo dice la parola) servono ad accompagnare e a proteggere il fiore.
Pensate all'estrema importanza di quei minuscoli boccioli di colore giallo (che fino ad oggi ignoravate) se come protezione hanno un grasso rosso grosso pavone.
Sono passati ben 199 anni (alla fine del 2020 saranno 200) da quando Poinsett la raccolse dal Messico e la portò nella sua serra in South Carolina.
Dopo 100 anni, l'unica notizia riguardante la sua pericolosità è quella del botanico Joseph Francis Rock, ma le informazioni si perdono nei meandri dei ricordi, tanto che dopo soli 25 anni l'unico a ricordarsene è il solo Harry L. Arnold che riporta il fatto nel libro Poisonous Plants of Hawaii.
"Il succo lattiginoso e le foglie sono velenose. Il figlio di due anni di un ufficiale dell'esercito a Fort Shafter morì per aver mangiato una foglia di poinsettia nel 1919. La sostanza velenosa non è né un alcaloide né un glucosio, ed è probabilmente una resina. Provoca un'intensa emesi e catarsi e delirio prima della morte." Fonte
Nel 1970 alla Society of American Florists venne qualche dubbio e iniziò a porsi alcune domande: Ok che tutti i libri di botanica riportano la velenosità della pianta, ok che lo si ripete in ogni lezione, e ok, esistono migliaia di articoli ma... sono mai stati fatti degli studi? Così alla domanda ne consegue uno studio "a study from researchers at Ohio State" che scopre, attraverso svariati test sugli animali, che un bambino di 50 libbre (22 kg) dovrebbe mangiare dalle 500 alle 600 foglie per intossicarsi.
Attenzione si parla di intossicazione, non di morte, perché test sui bambini non sono ma stati fatti (pare sia illegale). Stiamo parlando comunque di un numero di foglie davvero esorbitante, non trovate?
Ecco cosa riferisce il Centro per il controllo dei Veleni (National Capital Poison Center).
"Nella maggior parte dei casi, l'esposizione a qualsiasi parte della pianta di poinsettia nei bambini o negli animali domestici, ha pochissimo effetto. Se ingerito, può causare lieve irritazione: nausea, vomito, o diarrea. Toccarlo può causare un'eruzione cutanea. Ci sono state segnalazioni di giardinieri che lavorano con la pianta che spesso sviluppano un'eruzione cutanea delle mani durante la manipolazione." Fonte
Attenzione si parla di intossicazione, non di morte, perché test sui bambini non sono ma stati fatti (pare sia illegale). Stiamo parlando comunque di un numero di foglie davvero esorbitante, non trovate?
Ecco cosa riferisce il Centro per il controllo dei Veleni (National Capital Poison Center).
"Nella maggior parte dei casi, l'esposizione a qualsiasi parte della pianta di poinsettia nei bambini o negli animali domestici, ha pochissimo effetto. Se ingerito, può causare lieve irritazione: nausea, vomito, o diarrea. Toccarlo può causare un'eruzione cutanea. Ci sono state segnalazioni di giardinieri che lavorano con la pianta che spesso sviluppano un'eruzione cutanea delle mani durante la manipolazione." Fonte
Ricapitoliamo: nel 1919 un bambino di due anni viene trovato morto accanto ad una stella di Natale: pare ne abbia ingerita solo una di foglia; anche se alcuni articoli parlano del succo dello stelo e non della foglia.
Nessun ulteriore caso di morte, e anche se i casi da presunta intossicazione umana e animale si ripetono annualmente, gli alberi di Natale fanno sicuramente più vittime delle rosse stelle. Fonte
Il mito persiste fino ai giorni nostri, come molti miti, e anche se uno studio ha rivelato l'infondatezza della sua estrema velenosità, medici, veterinari, botanici e giornalisti insistono a divulgare, più o meno inconsapevolmente, questa fake news.
Sempre restando in tema natalizio scopro che, per assurdo, il Vischio che appendiamo sopra le porte, e che non gode certo di cattiva fama, è ben più pericoloso per i nostri amati Pet.
Vi lascio qui il link al Portale Didattico Veterinario, con la lista completa delle piante tossiche o irritanti per i nostri piccoli amici.
Inoltre lascio qui il link ad una delle tante pagine, veterinarie e non, che si possono trovare sul web.
La lascio non perché sia migliore di tante altre, ma perché è l'emblema delle notizie che circolano, in un loop infinito, tra le pagine delle nostre ricerche (sì il senso di questa frase è dispregiativo).
Per emblema intendo che, tra le tante informazioni utili e vere, si materializzano anche le fake news, e alla fine il rischio è di prendere per buono tutto.
Quella pagina ad esempio inizia decantando le proprietà terapeutiche del vischio "tra cui quelle tumorali" così riporta; anche se mille altre pagine decantano le sue ben note proprietà "antitumorali".
Mentre Amicaveterinaria qui avverte che bastano tre sole bacche per uccidere un bambino, io cerco di fare un po' di chiarezza.
Il Vischio non è un potente antitumorale, ma probabilmente è utile per alleviare gli effetti collaterali della chemioterapia e in alte dosi sembra che riesca ad influenzare la crescita tumorale.
Sono stati fatti degli studi, sono ancora pochi a dire il vero, ma ne esiste uno in particolare che ha il compito di valutare gli studi clinici svolti fino ad ora con il Vischio. Fonte
"Gli autori hanno condotto una ricerca su 7 banche dati elettroniche ed elenchi di riferimento e hanno avuto ampie consultazioni con esperti e hanno identificato 26 studi controllati randomizzati (RCT) e 10 non-RCT. Tra gli studi con una qualità metodologica più elevata, la maggior parte ha riporta un beneficio, mentre 1 non ha trovato alcuna differenza. Miglioramenti sono stati individuati principalmente per quanto riguarda l'affaticamento, sonno, esaurimento, energia, nausea, vomito, appetito, depressione, ansia, capacità di lavoro, e benessere emotivo e funzionale in generale e, meno coerentemente, per quanto riguarda il dolore, diarrea, generale prestazioni e gli effetti collaterali dei trattamenti convenzionali.
In conclusioni: Sembra avere un impatto sulla riduzione degli effetti collaterali delle terapie convenzionali (chemioterapia, radiazioni) negli studi sperimentali e nell'applicazione quotidiana di routine. L'influenza sulla fatica in particolare dovrebbe essere studiata ulteriormente." Fonte
Ma torniamo per un istante ai bambini e agli animali da compagnia.
La curiosità li potrebbe portare ad avvicinarsi alle Stelle di Natale o al Vischio, ma anche all'Oleandro o l'Agrifoglio, l'Edera, i Gigli, le Calle, i Tulipani e addirittura l'Aloe vera ma, difficilmente, ne mangeranno a sufficienza per stare davvero male, perché hanno tutti sapori orribili.
Il gatto, il cane e vostro figlio potrebbero assaggiarli, ma con tutta probabilità anche sputarli disgustati perché incommestibili.
La disgeusia per il gusto e l'anosmia per l'olfatto sono patologie rare e non so perché, ma sono quasi certo che, sia vostro figlio a due che quello a quattro gambe/zampe, non le abbiano.
Come sempre, occhio alle bufale!
La Stella di Natale è così tossica?
The Myth of the Poisonous Poinsettia
Vi lascio qui il link al Portale Didattico Veterinario, con la lista completa delle piante tossiche o irritanti per i nostri piccoli amici.
Inoltre lascio qui il link ad una delle tante pagine, veterinarie e non, che si possono trovare sul web.
La lascio non perché sia migliore di tante altre, ma perché è l'emblema delle notizie che circolano, in un loop infinito, tra le pagine delle nostre ricerche (sì il senso di questa frase è dispregiativo).
Per emblema intendo che, tra le tante informazioni utili e vere, si materializzano anche le fake news, e alla fine il rischio è di prendere per buono tutto.
Quella pagina ad esempio inizia decantando le proprietà terapeutiche del vischio "tra cui quelle tumorali" così riporta; anche se mille altre pagine decantano le sue ben note proprietà "antitumorali".
Mentre Amicaveterinaria qui avverte che bastano tre sole bacche per uccidere un bambino, io cerco di fare un po' di chiarezza.
Il Vischio non è un potente antitumorale, ma probabilmente è utile per alleviare gli effetti collaterali della chemioterapia e in alte dosi sembra che riesca ad influenzare la crescita tumorale.
Sono stati fatti degli studi, sono ancora pochi a dire il vero, ma ne esiste uno in particolare che ha il compito di valutare gli studi clinici svolti fino ad ora con il Vischio. Fonte
"Gli autori hanno condotto una ricerca su 7 banche dati elettroniche ed elenchi di riferimento e hanno avuto ampie consultazioni con esperti e hanno identificato 26 studi controllati randomizzati (RCT) e 10 non-RCT. Tra gli studi con una qualità metodologica più elevata, la maggior parte ha riporta un beneficio, mentre 1 non ha trovato alcuna differenza. Miglioramenti sono stati individuati principalmente per quanto riguarda l'affaticamento, sonno, esaurimento, energia, nausea, vomito, appetito, depressione, ansia, capacità di lavoro, e benessere emotivo e funzionale in generale e, meno coerentemente, per quanto riguarda il dolore, diarrea, generale prestazioni e gli effetti collaterali dei trattamenti convenzionali.
In conclusioni: Sembra avere un impatto sulla riduzione degli effetti collaterali delle terapie convenzionali (chemioterapia, radiazioni) negli studi sperimentali e nell'applicazione quotidiana di routine. L'influenza sulla fatica in particolare dovrebbe essere studiata ulteriormente." Fonte
Ma torniamo per un istante ai bambini e agli animali da compagnia.
La curiosità li potrebbe portare ad avvicinarsi alle Stelle di Natale o al Vischio, ma anche all'Oleandro o l'Agrifoglio, l'Edera, i Gigli, le Calle, i Tulipani e addirittura l'Aloe vera ma, difficilmente, ne mangeranno a sufficienza per stare davvero male, perché hanno tutti sapori orribili.
Il gatto, il cane e vostro figlio potrebbero assaggiarli, ma con tutta probabilità anche sputarli disgustati perché incommestibili.
La disgeusia per il gusto e l'anosmia per l'olfatto sono patologie rare e non so perché, ma sono quasi certo che, sia vostro figlio a due che quello a quattro gambe/zampe, non le abbiano.
Come sempre, occhio alle bufale!
La Stella di Natale è così tossica?
The Myth of the Poisonous Poinsettia




