
La sperimentazione animale è tutt'ora uno degli argomenti più delicati e controversi.
Mentre scrivo, in data 16 Novembre 2019, è fresca la notizia di un duro attacco di Parma Etica Festival a Giulia Corsini, medico veterinario e consulente per il Patto per la Scienza. Fonte
Il Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, prende le distanze dall'attacco e lo condanna: qui potete leggere il suo post.Esorto il lettore a dedicare qualche minuto alle innumerevoli risposte degli utenti, che in minima parte sono favorevoli alla sua presa di posizione, ma nella stragrande maggioranza lo condannano; condannando per partito preso la sperimentazione animale.
Sarà una banalità, ma ancora non è chiaro a molti che essere animalisti (scelta a mio avviso più che nobile) non significa in automatico condannare la sperimentazione animale (Sa).
Non è una legge scritta, né morale, univoca, non è matematica la cosa (2+2=4).
Se fosse matematica, credetemi, allora la sperimentazione animale non sarebbe neppure argomento di dibattito.
Siccome amo gli esempi facili, quelli dove non occorre troppa concentrazione, ho deciso di farne uno semplicissimo.
In copertina avrete notato la grande piramide di Cheope, l'unica delle sette meraviglie giunta ai nostri giorni praticamente intatta, e una delle più grandi costruzioni mai erette.
Era alta 146,6 metri (ora 136,86 a causa degli agenti atmosferici, terremoti e la rimozione del rivestimento calcareo) ed è composta da 2,3 milioni di blocchi di granito, pesanti dalle 2,5 alle 70 tonnellate l'uno.
Il suo peso è stimato in 5,7 milioni di tonnellate.
Ora vi chiedo un piccolo sforzo e di associare la grande piramide all'insieme di tutte le vittime animali che soccombono per mano umana.
- L'allevamento a scopo alimentare (intensivo e non)
- La caccia
- La pesca
- Abbigliamento (dalle piume alla pelle)
- Sfruttamento ludico (la corrida ne è l'esempio più eclatante, ma ci sono anche i combattimenti tra cani)
- La sperimentazione medico/scientifica
Tutte quante, nessuna esclusa, prevedono lo sfruttamento, la sofferenza (in alcune di queste anche la reclusione forzata) e infine la morte.
Rappresentano per molti versi l'orrore che, noi umani, infliggiamo agli animali ogni singolo anno, in ogni singolo paese (ognuno con una sua, più o meno grande, piramide).
Più o meno grande perché non si possono paragonare i numeri dell'allevamento animale Cinese con quello Italiano, sarebbe una follia; ma nel nostro esempio occorre rapportare quei numeri (anche se divergenti) ai 2,3 milioni di blocchi della piramide.
Dicevamo che i punti sopraelencati, rappresentano una vera piaga sociale; anche se chi li combatte o li disprezza non sono tutti animalisti o vegani, oppure vegetariani, e pertanto chiudono un occhio sulla carne di provenienza non intensiva, oppure sul paio di scarpe di pelle (ma che sono così belle da indossare) piuttosto che sul piumino di quella marca famosa e di tendenza. Oppure la pesca ludica, preferibile da alcuni alla caccia, visivamente ed emotivamente più cruenta.
La sperimentazione animale rappresenta lo 0,3% di quell'insieme enorme, gigantesco e quasi incalcolabile.
In Italia è lo 0,2% (si sa, la scienza ha fondi limitati qui da noi).
2.300.000 Blocchi
Di cui solo 6.900 sono occupati dalla Sa.
La differenza è di 2.293.100 blocchi.
Lo 0,3% è nulla?
No, non sto dicendo quello ma, matematicamente parlando, è qualcosa di irrilevante: guardatelo.
Avrei potuto fare la torta bianca e la fetta rossa, se effettivamente la Sa fosse il principale problema; ma in realtà il problema principale è il 99,7% della rimanenza, cioè i primi cinque punti sopraelencati.
Ecco perché, alla luce dei dati, l'accanimento quasi unanime verso la sperimentazione risulta matematicamente insensato; insensatezza avvalorata dal fatto che le leggi sulla tutela degli animali, imposte alla scienza, sono di gran lunga le più severe, con protocolli atti a ridurre al minimo la sofferenza delle cavie.
Ciò non accade ovviamente negli allevamenti intensivi, laddove, anche se esistono leggi, la dignità individuale è prossima allo zero; ma neppure nei restanti punti, perché nulla può essere lontanamente paragonato all'obbiettivo, ai risultati, alla utilità e al rigore della ricerca scientifica.
Anche il gruppo animalista Essere Animali, contrario alla Sa, pubblica dati riguardanti il problema. Fonte
Il grafico, pur accomunando sperimentazione, abbigliamento, circhi e zoo, evidenzia l'enorme divergenza tra gli animali da macello e la rimanenza, confermando i miei dati e i miei grafici, nonché l'improbabile esempio della piramide.
Ma allora perché tutto questo odio verso la Sa?
E' vero che chi ama solitamente lo fa a bassa voce, con parole dolci sussurrate all'orecchio, mentre chi odia urla e fa un gran baccano e, inevitabilmente, si fa udire maggiormente; ma non è solo questione di odio. Ciò che leggo sulla Sa va ben oltre l'odio, e se devo trovare un nome a questa realtà mi devo sforzare, e alla fine mi viene solamente di chiamarla follia. Quella omicida, sia chiaro, non quella patologica; mi riferisco al lampo accecante che è in grado di far ammazzare una persona, per poi pentirsene appena dopo.
Ci sono un po' di dati che vorrei mostrarvi, riguardano la tipologia di animali e il numero utilizzato negli ultimi anni.
I topi e i ratti sono la maggioranza, seguiti dai conigli, gli uccelli, i rettili e gli anfibi. Le scimmie non antropomorfe impiegate (le antropomorfe sono: gibbone, gorilla, orango (o urango o rangutan) e scimpanzé) nel 2015 sono state 317, mentre l'anno prima 858. Sono numeri elevati ma alla fine, se guardate le percentuali, sono lo 0,05% per il 2015 e lo 0,12% per il 2014: ben al di sotto del punto percentuale annuo sul totale.
Anche di cani, gli esseri più amati dall'uomo, anche perché in occidente sono gli animali da compagnia per eccellenza (nella graduatoria del coinvolgimento emotivo sono forse secondi solo alle scimmie) nel 2015 sono stati lo 0,10% del totale.
Pertanto, non solo i numeri della Sa risultano microscopici nelle statistiche generali, ma anche in quelle parziali gli animali prediletti non raggiungono mai l'uno percento. Fonte
Forse è iniquo dare un valore maggiore ad una vita, piuttosto che ad un altra, ma inevitabilmente lo facciamo:
Mettereste sullo stesso piatto della bilancia una scimmia, antropomorfa o meno, con un ratto o un pesce?
La componente emotiva e affettiva gioca un ruolo fondamentale, e quando vediamo un macaco con degli elettrodi impiantati nel cervello, lo stomaco ci si chiude e le vene pure.
E' comprensibile, ed è una reazione naturale, ma il fatto è che, non tutti lo sanno, ma essere cavia non significa per forza morte certa o sofferenza.
Innanzitutto la Sa è legge: ad oggi è inevitabile, e non lo impongono le aziende farmaceutiche, ma le leggi statali.
Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) è una istituzione pubblica, non privata. Se si vuole commercializzare un farmaco occorre passare da lei, e se si vuole ottenere il nulla osta, quasi nella totalità dei casi occorre che un farmaco sia stato testato sugli animali; perchè le alternative valide ci sono, ma sono ancora troppo poche e spesso inaffidabili.
Occorre anche tenere presente che la Sa non è la prima fase della ricerca, è la penultima: l'ultima è quella sui test umani (suddivisa in 4 fasi) che precedono la produzione e il commercio. Fonte
Occorre anche tenere presente che la Sa non è la prima fase della ricerca, è la penultima: l'ultima è quella sui test umani (suddivisa in 4 fasi) che precedono la produzione e il commercio. Fonte
La prima fase è la ricerca in vitro, seguita da quella animale detta in vivo, che però necessita sempre di un gruppo di controllo a cui non vengono inoculate, o spalmate, sostanze.
Supponiamo che una molecola debba essere testata su 1000 cavie: a 500 verrà data la sostanza, mentre a 500 no. Ma supponiamo che la sostanza risulti tossica, anche se dai test in vitro non si era evidenziato: in questo caso sulle 1000 cavie si noteranno gli effetti negativi solo sulla metà. Fonte
Per effetti cosa si intende, effetti irreversibili e morte?
A volte, ma non sempre, perché le cavie sono costantemente tenute sotto controllo per la raccolta dei dati medici, ma anche perché è dal 1959 che esiste il principio delle 3R:
· Rimpiazzare (replacement)
· Ridurre (reduction)
· Rifinire (refinement)
Innanzitutto il ricercatore deve cercare di rimpiazzare la Sa con le metodologie alternative. Un esempio calzante è datato 5 novembre 2019 e pubblicato su la Repubblica: "Sperimentazione sui macachi, il Tar del Lazio rifiuta la sospensione chiesta dalla Lav". Fonte
Il rifiuto avviene perché non esistono alternative a quel tipo di sperimentazione, e neppure la Lav è riuscita a fornirne di valide.
Dicevamo che il ricercatore è tenuto, oltre che a rimpiazzare quando possibile, a ridurre al minimo il numero di cavie, e prima di iniziare occorre sapere se la tale molecola è già stata testata e con quali esiti, onde evitare sprechi di denaro, di tempo e di vite preziose (credo che l'ordine sia purtroppo questo).
Rifinire significa che una volta che le prime due R falliscono, e non ci sono alternative alla Sa, occorre ridurre al minimo il disagio e il dolore delle cavie: "trasporto, stabulazione, tecniche usate nelle procedure del protocollo sperimentale e eutanasia." Fonte
Resta ancora un altro aspetto sconosciuto ai più: le aziende farmaceutiche farebbero volentieri a meno dei test sugli animali, e lo ricorda un gruppo animalista "Animalisti, animali e scienza" Fonte
Ma la Sa non deve obbligatoriamente passare solo da Aifa, ma anche da EURL ECVAM.
"Il Laboratorio di Riferimento dell’Unione europea (EURL-ECVAM), è l’organismo deputato alla validazione dei metodi alternativi: istituito a causa della crescente necessità di sviluppare nuovi metodi alternativi e di validarli all’interno del territorio dell’Unione, EURL ECVAM è ospitato presso il Joint Research Centre, Institute for Health and Consumer Protection (IHCP) che si trova in Italia, ad Ispra. Si occupa non solo di processi validativi, ma, a sua volta, propone, sviluppa e diffonde metodi e approcci alternativi." Fonte
"Recepisce le richieste di validazione di nuovi metodi e ne valuta la rilevanza a livello regolamentare e l’affidabilità tecnica. I metodi vengono poi sottoposti a un processo di validazione che si completa con la pubblicazione di una raccomandazione da parte di EURL ECVAM, un importante passo verso l’eventuale accettazione a livello regolamentare e l’adozione internazionale."
Se siete giunti fino a qui vi sarete accorti che non è tutto facile, non è tutto buono o cattivo e non è sempre possibile trovare una soluzione.
A quanto sembra entro il 2035 la Sa verrà sostituita dalle tecniche alternative. Ad oggi non è ancora possibile ma lo sforzo é volto a questo. Fonte
Nel frattempo, per il bene comune, e se vogliamo le medicine, consiglio di riferirvi alla Sa con questo termine e di evitare vivisezione (non esiste più da molto tempo).
Per chi è interessato all'argomento, ma non si fida del tutto (o per nulla) della scienza, credo che il metodo migliore sia quello di dare un occhiata alla pagina Animalisti, animali e scienza, perché ognuno di noi vive in una propria bolla, e LORO sconfinano in entrambe.
Hanno decine di scienziati animalisti che potranno rispondere alle vostre domande.
In chiusura non voglio consigliare di lasciar perdere la lotta alla Sa, perché la lotta esiste anche in medicina, ma se tenete alla salute degli animali, rammentare anche il 99,7% del problema.
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