lunedì 1 luglio 2019

Drift e Shift






Sulla spalla sinistra dell'anziano c'è un piccolo batuffolo di cotone, fermato da una striscia di nastro adesivo.
I sanitari gli hanno racomandato di aspettare quindici minuti in sala d'attesa, prima di uscire, perché gli è appena stato somministrato il Vaccino antinfluenzale quadrivalente, contenente i ceppi:

A/Brisbane/02/2018 (H1N1)
A(H3N2)
B/Colorado/06/2017
B/Phuket/3073/2013

L'antinfluenzale dovrebbe proteggerlo dall'ondata che sta per arrivare, e il condizionale è d'obbligo perché l'influenza è subdola e le piace mutare.
Le influenze, come le sindromi parainfluenzali, sono sempre causate da Virus.
Sostanzialmente, semplificando il tutto allo stremo, esistono due tipi di Virus: quelli a DNA e quelli a RNA (i Virus influenzali sono a RNA).
Non ne esiste uno più pericoloso dell'altro, perché sono differenti ed entrambi potenzialmente pericolosi; però quelli a RNA amano mutare nel tempo.
Questo li rende immensamente più subdoli ed è anche per questo che un Vaccino influenzale efficace un anno, perde di efficacia l'anno a venire, o addirittura dopo soli pochi mesi.

Facciamo un passo indietro.
Quel Vaccino, che in questo momento si sta spargendo nel muscolo della spalla dell'anziano, ha fatto un lungo viaggio in contenitori refrigerati, trasportati in furgoni appositi, prelevati dall'aeroporto nel quale è atterrato un aereo che proveniva dalla Francia.
Val De Ruil è la piccola cittadina della Normandia dal quale è stato spedito.
L'azienda che l'ha prodotto si chiama Sanofi Pasteur, ed è in grado di produrre 900 milioni di dosi annue, che vengono distribuite in 190 paesi del mondo.
L'azienda, che ha un passato centenario, è situata al limite di un grosso complesso industriale; oltre c'è la foresta demaniale di Bord Louviers.
Un lungo passaggio sospeso sopra la strada, sfoggia tronfio il nome e il simbolo dell'azienda. Funge da sopraelevata e permette ai dipendenti di accedervi da uno dei parcheggi.
Oltre il posto di blocco alle sbarre c'è un laghetto con al centro una fontana zampillante. Attorno, verdi giardini alberati con incastonati moderni edifici di cemento e vetro, fanno da cornice.
Non è l'unica azienda al mondo in grado di produrre una tal mole di Vaccini, ma è una delle poche e una delle più antiche e rinomate.
Il Vaccino della nostra storia era stoccato proprio lì, in uno dei tanti ed enormi hangar, mantenuti tra i 2 e gli 8 gradi centigradi.
I magazzinieri, tra alti scaffali di colore blu e macchine per imballaggio di un giallo canarino, percorrono in lungo e in largo gli edifici in sentieri delimitati da strisce viola; il resto è territorio dei carrellisti.
Tutti, indipendentemente dalla stagione, si proteggono dal freddo con maglioni di pile e guanti.
Ogni bancale ha decine di pacchi monitorati da congegni elettronici che si chiamano Datalog, che segnano la temperatura di stoccaggio.
Ognuno di essi è avvolto con film protettivi e coperte di materiale isotermico, necessari durante tutte le fasi di trasporto e stoccaggio.
Le procedure sono severissime, i controlli capillari, e sistemi all'avanguardia monitorano ogni singolo passaggio con protocolli maniacali: non potrebbe essere altrimenti.
La temperatura è solo uno dei tanti tasselli, necessari a far si che i vaccini siano privi di qualsivoglia contaminazione batterica.
Dentro ai pacchi ci sono scatole con siringhe monouso, e questo è indispensabile per ridurre al minimo l'errore umano.
Un tempo venivano prodotte fiale, le quali venivano somministrate grazie a siringhe monouso ma, in alcuni paesi, le siringhe non bastavano mai e accadeva che una venisse usata per più iniezioni: lascio a voi dedurre ciò che accadeva.
Il liquido all'interno delle siringhe contiene particelle Virali, non l'intero Virus, e questo avviene ovviamente tramite procedure e macchinari complessi.
Addentriamoci nell'azienda; il Virus disgregato proviene da un liquido ottenuto in contenitori di acciaio inox, collegati a cisterne che assomigliano a gigantesche pentole a pressione, piene di vasi comunicanti e grovigli di tubi che paiono rompicapi.
Ovunque ti giri vedi rubinetti verdi e gialli, manometri, strozzature e filtri di colore rosso.
I computer sono sospesi da bracci meccanici, il pavimento è bianco e le pareti pure. I neon, ad incasso per evitare l'accumulo di polvere, illuminano gli ambienti di una potente luce fredda.
Gli addetti usano indumenti speciali, mascherine, guanti, copricapo e occhiali protettivi.
La ventilazione è, ovviamente, in atmosfera purificata.
I controlli vengono fatti a campione ma, grazie ad algoritmi, le sequenze non sono prevedibili.
Ogni tipologia di vaccino può subire fino a 1200 test durante tutto il processo, e ogni lotto viene esaminato sia dall'azienda, che da laboratori di autorità sanitarie pubbliche.
Se uno dei controlli rileva anche una sola piccola difformità, l'intero lotto viene distrutto.
Oltre il 70% del tempo complessivo, che occorre per produrre un vaccino (6 mesi per un antinfluenzale e fino a 36 per quelli ricombinati) è speso per il controllo della qualità.
Il liquido Virale, composto da più ceppi, nasce in un'altra parte dell'azienda, dove vengono conservate le uova di pollo precedentemente infettate.
Ovviamente non sono uova qualsiasi, provengono da allevamenti appositi, situati nei dintorni della cittadina, dove le galline vengono allevate unicamente per questo scopo.
Superfluo dire che ogni uovo, quando arriva in azienda, è privo di cariche batteriche, e che gli allevamenti sono super controllati.
A queste uova viene iniettato il ceppo di Virus che si intende coltivare, ma prima, una ad una, vengono illuminate con lampade a contatto che le rendono trasparenti, in modo da poter segnare, con dei pennarelli, il punto preciso dove verrà praticata l'iniezione.

Ma perché usare le uova?

Perché i Virus crescono magnificamente nelle cavità amniotiche ed è dal 1945 che si usa questa procedura.
Ve ne sono altre, ma solo per un paio la FDA (Food and Drug Administration) ha dato il nulla osta.
Preventivamente infettate le uova passano qualche giorno in incubatrice (ambienti riscaldati) per dar modo al Virus di replicarsi.
Poi il liquido prelevato viene mandato in produzione, dove rimane nelle colture da 2 giorni a 3 mesi, a seconda del tipo di vaccino.
Dalla soluzione originale di coltura cellulare, si producono milioni di dosi vaccinali.
L'inattivazione di Virus e batteri è il passaggio successivo, cioè impedire che il Virus causi malattie. Solo i Virus inattivati, o parti di essi, sono in grado di attivare il sistema immunitario senza scatenare la malattia, e i Virus e i Batteri inattivati si chiamano Valenza.
Un Vaccino può includere una o più Valenze, in modo da proteggerci da una o più malattie contemporaneamente, ma ognuna di queste non deve interferire in alcun modo con le altre e deve restare attiva per tutto il tempo che occorre.
E' anche per questo che per ottenere un nuovo Vaccino ci vogliono a volte anni di ricerca e controlli infiniti.
Non tutti i Vaccini però vengono prodotti per la vendita.
Una parte viene liofilizzata, messa in fiale e conservata in celle frigorifere a -70 gradi, in modo da avere scorte immediatamente disponibili in caso di necessità.
Ma occorre fare un ulteriore passo indietro, perché per infettare le uova hanno dovuto replicare il contenuto di una sola fiala, che porta il nome di Working Seed, cioè la fiala base.
Chi ha deciso quale ceppo doveva far parte del vaccino, e da dove viene questa fiala?

Esiste una rete globale di sorveglianza dell'influenza dell'OMS (GISN) la quale monitora i Virus dell'influenza che circolano in tutto il mondo, durante tutto l'anno.

GISN comprende:
5 Centri collaboratori dell'OMS (Atlanta, Pechino, Londra, Melbourne e Tokyo)
136 centri nazionali di influenza in 106 paesi
11 laboratori di riferimento chiamati H5
4 laboratori di regolamentazione

Prima fase: Sorveglianza
I campioni di influenza, ottenuti dai pazienti presso i centri di influenza nazionale e i laboratori di riferimento dell'OMS, sono inoltrati a un centro di collaborazione dell'OMS, dove vengono analizzate le proprietà antigeniche (risposta immunitaria) genetiche e anti-virali dei farmaci.

Seconda fase: Analisi antigenica
I test di inibizione dell'emoagglutinazione (HI) misurano la relazione antigenica tra un virus di test (Virus X) e un virus di riferimento noto (Virus A).

Terza fase: Analisi genetiche
I ceppi influenzali, rappresentativi e antigenicamente insoliti, sono selezionati per il sequenziamento completo dei loro geni della emoagglutinina e dalla neuraminidasi. Le nuove sequenze sono classificate filogeneticamente rispetto alle sequenze note, consentendo di monitorare le variazioni genetiche e l'evoluzione dei ceppi influenzali circolanti. Le sequenze infine sono inviate a GISAID, una banca dati internazionale per la condivisione e l'uso collaborativo dei dati sull'influenza.

Quarta fase: Sensibilità ai farmaci antivirali
I virus circolanti sono testati per la loro sensibilità ai farmaci influenzali che sono attualmente in uso e allo stadio avanzato. Questo monitoraggio consente a WHIS GISN di identificare l'emergere di virus influenzali resistenti ai farmaci, che potrebbero presentare sfide per trattamenti futuri.

Quinta fase: Sviluppo vaccino
I dati di sorveglianza sui virus circolanti sono raccolti presso i Centri di collaborazione dell'OMS, e questo avviene durante tutto l'anno. Questi dati forniscono informazioni sui virus influenzali predominanti che, attualmente, si diffondono e circolano in diverse parti del mondo.
Due volte all'anno un comitato dell'OMS si riunisce per prendere in considerazione i dati e raccomandare ceppi adatti da includere nei prossimi vaccini influenzali stagionali.
Febbraio: vaccini per il successivo inverno nell'emisfero settentrionale (novembre-aprile).
Settembre: vaccini per il seguente inverno nell'emisfero australe (marzo-ottobre).
Queste raccomandazioni vengono presentate 5-6 mesi prima del rilascio del vaccino, per consentire il tempo di produzione.
In ogni singolo paese le autorità nazionali prendono la decisione finale sulla composizione del vaccino, di solito avviene in considerazione della raccomandazione dell'OMS. Fonte

Come avrete già intuito, questo è un viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio, quindi occorre uscire dalla Sanofi Pasteur e raggiungere i 136 centri nazionali per l'influenza, sparsi in 106 paesi del mondo.

Occorrerebbe raggiungere la stazione spaziale per ammirare la grandezza di questa fitta ed immensa maglia.
Una ragnatela globale formata da edifici e persone che passano l'intero anno, senza sosta alcuna, a raccogliere campioni, referti medici e dati.
Chiunque venga colpito da influenza, in ogni parte del mondo, e gli effetti di questa siano abbastanza gravi da richiedere un esame di laboratorio, verrà catturato dalla tela, e i dati con essa.

Età, sesso, provenienza, data del contagio e tipologia del Virus sono un fiume di informazioni che convogliano in un unico sito e mostrano, costantemente, l'andamento influenzale nel mondo.
Con questi dati, sommati a quelli degli anni precedenti come confronto, il GISN sarà in grado ogni sei mesi, di prevedere il periodo e i tipi di influenza che colpiranno la tal zona del globo.

Vi state chiedendo se è indispensabile tutto ciò?

Ogni anno, nel mondo, dal 5 al 15% delle persone contraggono Virus influenzali, dei quali circa 4 milioni si ammalano gravemente e ben 250 -500 mila muoiono per le complicazioni, e questi sono dati che fornisce l'OMS.

Ma dove "nascono" i Virus?

I ceppi più comuni iniziano il loro viaggio nel Sud-Est asiatico e impiegano dagli 8 ai 12 mesi per fare un giro completo del globo.
Il nostro viaggio a questo punto ci impone di staccarci dalla rete globale e raggiungere in volo una delle grandi metropoli da dove i Virus si diramano.

Hong Kong è situata sulla costa meridionale della Cina e ha 7,5 milioni circa di abitanti.
Bangkok invece è la capitale della Thailandia e ha 6 milioni circa di abitanti.

Le due metropoli distano in linea d'aria 1.732,91 km.

Ne sceglierò una a caso, perché per il nostro viaggio a ritroso nel tempo è indifferente l'origine di questo Virus.
Così raggiungiamo il fiume Nan, un affluente settentrionale del fiume principale della Thailandia, il Chao Phraya.
Famoso per le sue case galleggianti, ha ancora oggi ampi tratti poco contaminati dalla presenza dell'uomo, e ricchissimi di fauna selvatica.

Sette mesi prima che l'anziano ricevesse il suo Vaccino, nel villaggio galleggiante sul fiume Nan si diffuse l'influenza; ma non fu l'influenza tipica che solitamente colpisce quelle zone.
Come ho precedentemente spiegato, all'influenza piace cambiare, ricordate?
Muta, in continuazione, come una serie di parole sussurrate all'orecchio della persona che ci sta accanto, e poi ripetute a loro volta agli altri, in una sequenza infinita di passaparola che, una volta percorso l'intero pianeta, ci ritorna del tutto modificata e ci coglie impreparati: questo viene chiamato Drift.

Ma quello che accade nella nostra storia è uno Shift, un evento eccezionale che è alla base di tutte le zoonosi: il passaggio tra animale ed essere umano.

Eccoci, siamo sul fiume, e nelle case la febbre e la dissenteria ha dilagato per tre settimane.
Qualche anziano è morto; già indebolito dalla vita tutt'altro che facile, ma quest'anno l'influenza ha mietuto anche tra i giovani.
Quello morto per secondo (ma solo perché era fisicamente più forte della sorellina) è colui che ha contagiato il villaggio: l'untore.
Tre settimane prima era da solo, a pesca sul fiume, con la sua inseparabile canoa, quando si accorge della presenza di un nido di Fagiani Arancioni.
Mentre si avvicina sei esemplari volano via in un grande schiamazzo. Non trova uova, ma nei pressi di alcune sterpaglie scorge un anatra selvatica, che deve essere per forza morta da poche ore, perché non puzza ancora.
La prende con sé, portandola per il collo, e la mette sulla canoa accanto ai quattro pesci che aveva da poco pescato, e alla frutta fresca, precedentemente raccolta.
Di ritorno al villaggio si ferma per dare da mangiare ai due maialini di famiglia, della razza a pancia a tazza, che tra una settimana saranno abbastanza grandi da poter essere venduti al mercato.
Chi li acquisterà si ammalerà di influenza suina, che muterà ben due volte tra uno Shift e un Drift: ma questa è un'altra storia che non ci è dato sapere.
Il nostro giovane amico dà loro la frutta e qualche avanzo, compreso la testa dell'anatra appena tagliata, che si appresta a spennare.

Il sole sta tramontando sul fiume Nan, dovreste vedere che spettacolo.
Da lontano si ode un maschio di fagiano intonare il suo canto d'amore.
Si tratta di due note acute, emesse in rapida successione, con l'accento che cade sulla prima.
Mentre la sera incombe il nostro giovane amico si dirige al villaggio; alle spalle il sole si spegne nel fiume.

Tra sette giorni la sua amata sorellina morirà, ma non farà in tempo a piangerla a lungo perché al nono giorno la seguirà.

Foto di copertina.

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