Due Ottobre 2019.
Da circa una settimana, all'interno della mia piccola bolla di contatti social, stanno girando nuove informazioni sulla salute delle Api.
Le fonti provengono da alcuni siti:
Per chi ha fretta consiglio di passare alle Conclusioni a piè pagina.
Il primo articolo è datato 28 settembre a firma di Germana Carillo e il titolo è il seguente:
L’ape dichiarata l’essere vivente più importante del pianeta, ma rischia l’estinzione.
L'articolo inizia così:
"Nell’ultimo dibattito alla Royal Geographical Society di Londra, l’Istituto Earthwatch ha concluso che le api sono gli esseri viventi più importanti del pianeta." La fonte è questa.
"Secondo dati recenti, le api di tutto il mondo sono scomparse fino al 90% e i motivi variano a seconda della regione del mondo in cui vivono. Ma tra le ragioni principali ci sono la deforestazione massiccia, la mancanza di luoghi sicuri per i nidi, la mancanza di fiori, l’uso non controllato di pesticidi e i cambiamenti nel suolo."
Prosegue dicendo:
"Perché un essere così piccolo e che rischia di scomparire dovrebbe essere dichiarato, ora, la creatura più importante sulla Terra?". "La risposta è in realtà più semplice di quanto si pensi. Il 70% della agricoltura mondiale dipende esclusivamente dalle api e senza l’impollinazione, il principale lavoro delle api, le piante non sarebbero in grado di riprodursi e la fauna sparirebbe in brevissimo tempo. Inoltre, le api sono gli unici esseri viventi che non trasportano alcun tipo di agente patogeno."
Prosegue citando la famosa frase dello scienziato:
"Dopotutto, la parola di Albert Einstein sulle api non è mai stata più vera: “Se le api sparissero, gli umani avrebbero 4 anni da vivere"
L'articolo termina con una serie di consigli:
"Vietare l’uso di pesticidi, promuovere alternative agricole completamente naturali e monitorare attentamente la loro salute e benessere. E cosa possiamo fare noi nel nostro piccolo? Smettiamo di utilizzare insetticidi nelle nostre case, nell’orto, in giardino e sulle nostre piante. Possiamo inoltre decidere di piantare dei fiori amici delle api in giardino, in vaso e sul balcone."
Vorrei bacchettare la giornalista di Greenme, se mi è concesso, perché il piuttosto scarno articolo riporta semplicemente la traduzione testuale di due articoli, e precisamente il numero 2 e il numero 3 che ho elencato precedentemente.
Siccome, per natura, sono piuttosto curioso, non potevo non leggerli.
Il secondo, quello di Physics And Astronomy Zone, è datato 4 luglio 2019. Il titolo è lo stesso di Greenme ma, ovviamente, in inglese.
La prima parte dell'articolo è speculare all'altro (perlomeno fino alla frase di Albert Einstein) poi però il curatore del blog aggiunge qualche informazione in più:
"L'Istituto federale di tecnologia svizzero propone una teoria che incolpa le onde prodotte grazie alla telefonia mobile. Spiegano che queste onde emesse durante le chiamate sono in grado di disorientare le api, causando loro la perdita del senso direzionale, mettendo pertanto in pericolo la loro vita."
"Il ricercatore e biologo Daniel Favre, insieme ad altri ricercatori, ha fatto 83 esperimenti che mostrano che le api, in presenza di queste onde, producono un rumore dieci volte superiore al solito, comportamento che è stato imputato ad un richiamo, atto ad avvertire le altre api del pericolo imminente e l'urgenza di abbandonare l'alveare."
Prosegue dicendo:
"Indubbiamente, la ragione principale della loro scomparsa è attribuita alla costante irrorazione di veleni sulle colture, un esempio di ciò che accade lo si riscontra in Colombia, poiché negli ultimi tre anni il 34% delle api sono morte da avvelenamento per agro tossine."
Le soluzioni, prosegue il blogger, sarebbero queste:
"Proibire, non ridurre, l'uso di pesticidi tossici. Promuovere alternative agricole completamente naturali. Eseguire una costante ricerca e monitoraggio della salute, del benessere e della conservazione delle api.
Questo è un esempio del problema che si sta verificando con le api e dell'urgenza di creare cambiamenti nella nostra gestione delle risorse, afferma Luciano Grisales, rappresentante alla Camera di Commercio della Colombia. È di vitale importanza stabilire una strategia per la protezione e il ripopolamento delle api e di altri impollinatori, poiché non farlo sarebbe deleterio per le api della Colombia. Ciò porterebbe a una catastrofe alimentare e a una crisi sanitaria nel paese."
Questo è un esempio del problema che si sta verificando con le api e dell'urgenza di creare cambiamenti nella nostra gestione delle risorse, afferma Luciano Grisales, rappresentante alla Camera di Commercio della Colombia. È di vitale importanza stabilire una strategia per la protezione e il ripopolamento delle api e di altri impollinatori, poiché non farlo sarebbe deleterio per le api della Colombia. Ciò porterebbe a una catastrofe alimentare e a una crisi sanitaria nel paese."
Il secondo articolo cannibalizzato da Germana Carillo è quello di Scence Times, ed è datato 2 ottobre 2019.
Sostanzialmente è identico al precedente, ma piuttosto scarno come quello di Greenme, ed essendo postumo a quello di Physics And Astronomy Zone, deduco che ache questo blogger vi abbia preso spunto.
L'unica differenza è nel finale dell'articolo:
"Ultimamente, le persone hanno iniziato a rendersi conto dell'importanza delle api e molti gruppi per i diritti degli animali stanno facendo del loro meglio per la conservazione della specie. Molte celebrità hanno anche aderito alla causa. E forse l'esempio più bello è quello di Morgan Freeman. Recentemente la star di Hollywood ha trasformato la sua enorme tenuta di 124 acri nel Mississippi, in un santuario delle api, al fine di proteggere la specie. "C'è uno sforzo enorme per riportare le api sul pianeta... Non ci rendiamo conto, credo, che sono alla base della crescita del pianeta e della sua vegetazione", ha detto Morgan Freeman in un'intervista."
Alla fine linka questo video:
Siccome entrambi i link non riportano collegamenti a fonti ufficiali o studi, mi sono preso la briga di ricercarli; inutile dire che è stato piuttosto complicato perché, bene o male, tutti i link rimbalzavano a quello di Physics And Astronomy Zone.
Alla fine credo di aver scovato l'articolo madre, che è di un sito che porta il nome di Semana Sostenible. E' datato 2 maggio 2019 e lo potete trovare qui.
Il titolo è:
"Api, l'essere più importante del pianeta."
"Il mondo ha perso il 90% delle sue api. La Colombia non fa eccezione, secondo una ricerca condotta da alcuni gruppi, ogni anno sono stati persi tra i 10 mila e i 16 mila alveari."
L'articolo dice che l'Earthwatch Institute ha dichiarato che le api sono l'essere vivente più importante del pianeta. La dichiarazione giunge in un momento cruciale, poiché molti scienziati hanno annunciato la sua imminente scomparsa.
Riporta che venti anni fa un gruppo di agricoltori francesi ha messo in guardia contro il brusco spopolamento dei loro alveari. Le api di tutti i paesi delle Americhe, dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa sono scomparse fino al 90% e le ragioni sono complesse e diverse per ogni nazione: deforestazione, uso indiscriminato di pesticidi, cambiamenti nell'uso del suolo, perdita di siti e risorse floreali.
Precisa che la Colombia non fa eccezione. Secondo una ricerca condotta su alcune colonie, ogni anno nel paese scompaiono tra i 10 e i 16 mila alveari. Il numero di individui per alveare varia tra 15 mila e 80 mila, pertanto il numero di api morte in un anno è esorbitante.
"Glifosato: non solo uccide il sottobosco, ma anche le api. Secondo il Collettivo Abejas Vivas, il 34% delle api sono morte per questo in Colombia. Si tratta di una perdita, nel settore dell'apicoltura, di circa 21 miliardi di pesos (dati parziali tra il 2014 e il 2017). Per non parlare dei danni ad altre colture che dipendono dalla loro funzione di impollinazione. Le api sono fondamentali per l'alimentazione umana. Senza di loro, non ci sarebbe vita sulla Terra. Su 100 prodotti alimentari, 70 dipendono dal loro ruolo di impollinatore. Francisco Silva (Pacho Silva è il soprannome con cui è conosciuto nel mondo dell'apicoltura) ha 70 anni e si avvicinò per la prima volta, al meraviglioso mondo delle api, quando ne aveva 15. A suo avviso, il problema primario è l'irrorazione di pesticidi sulle colture."
Racconta che le grandi piantagioni di caffè, aumentate a dismisura per la crescente richiesta mondiale, hanno preso il posto delle piantagioni di grano e arance, e per far fronte ai loro parassiti vengono usati ingenti quantità di pesticida che hanno ridotto il numero di api.
L'altro grosso problema per la Colombia, e per le api, sono le vastissime piantagioni di Coca, le quali vengono anch'esse irrorate con pesticidi, per mantenere in buono stato il raccolto.
Pacho rappresenta la rete di apicoltori (Apired) e insieme agli alleati (produttori e contadini) cerca di far comprendere allo stato l'importanza di preservare le api colombiane.
Racconta che Julio César Campuzano, proprietario dell'allevamento di El Jardàn, una notte ha visto arrivare un gruppo di persone che hanno versato una sostanza simile al cemento in 15 alveari, ciascuno con circa 100.000 api. La sostanza ha causato la morte immediata del 30% della popolazione apiaria.
In ogni alveare sono state trovate tracce di veleno, e secondo Campuzano, gli ignoti potrebbero aver agito per invidia o vendetta.
In ogni alveare sono state trovate tracce di veleno, e secondo Campuzano, gli ignoti potrebbero aver agito per invidia o vendetta.
Siccome nel lungo articolo (quello che ritengo sia l'origine delle migliaia di altri) non ho trovato traccia degli studi del ricercatore Daniel Favre, ho fatto un paio di ricerche che mi hanno condotto a questo, datato maggio 2011.
E' uno studio pilota che evidenzia la pericolosità dei campi magnetici che si creano con l'uso di apparecchi cellulari.
Secondo il ricercatore, questo fenomeno rappresenta il 43% di tutte le perdite di api, ad eccezione delle perdite imputabili allo svernamento (39%), delle malattie degli acari (15%) e pesticidi (3%).
Conclude dicendo che i suoi test indicano che le api sono suscettibili ai campi elettromagnetici pulsanti, i quali comprometterebbero le funzioni comportamentali. Evidenzia che un declino delle colonie di api si è osservato in alcune parti del mondo (Nord America, Europa, Australia, Brasile meridionale, Taiwan e Giappone) dove i telefoni cellulari sono ampiamente utilizzati. Si pone quindi la questione, parole sue, se il legame tra CCD e uso intensivo dei telefoni cellulari, possa ancora essere considerato come una mera speculazione.
Conclusioni.
Una nuova ondata di articoli lancia l'allarme che l'ape è l'animale più importante del pianeta e rischia l'estinzione. Tutti rimbalzano da uno all'altro, in un loop infinito.
1.980.000 risultati che fanno tutti capo ad un articolo di Semana Sostenible (datato 2 maggio 2019) il quale tratta unicamente il declino di api in Colombia.
L'unico comune denominatore, a parte il titolo e il virgolettato di Albert Einstein (da anni smentito ma intramontabile) sembra essere che il rispettabilissimo Istituto Earthwatch, durante l'ultimo dibattito alla Royal Geographical Society di Londra, ha concluso che le api sono gli esseri viventi più importanti del pianeta.
Il dibattito si svolse alla presenza di un pubblico votante, in data 20 novembre 2008 (non proprio recente come notizia).
I relatori in concorso erano:
- Ian Redmond rappresentante dei primati
- Kate Jones rappresentante dei pipistrelli
- Lynne Boddy rappresentante dei funghi
- David Thomas rappresentante del plancton
- George McGavin rappresentante delle api
Dopo le prime votazioni preliminari, David Thomas (rappresentante del plancton) era in testa, seguito da George McGavin (per le api).
La finale consisteva in soli cinque minuti a testa per spiegare l'importanza delle rispettive specie e, anche se Thomas fece una superba sintesi per promuovere il plancton, McGavin vinse grazie alla sua argomentazione persuasiva.
Gli articoli e i blog iniziano e proseguono tutti allo stesso modo, una traduzione testuale perfettamente identica, a prescindere dal paese di origine del post, ma finiscono quasi tutti con gli immancabili consigli per evitare il declino delle api e, anche se la maggior parte è concorde nello sconsigliare l'uso dei pesticida, altri puntano su tesi meno conosciute, come i danni provocati dalle radiazioni cellulari.
Nessuna fonte, nessun link, nessun report, solo qualche riferimento e una miriade di copia e incolla che non fa mai capo al post originale, che sono riuscito a trovare dopo parecchi giorni di ricerca.
Anche se nel complesso mondo del web il declino degli impollinatori vede come causa principale l'uso di pesticida ed erbicida, IUCN Redlist raccoglie i dati di tutti i report disponibili e stila una graduatoria che non lascia adito a dubbi e polemiche, evidenziando che il declino non corrisponde al 90% e l'agricoltura e l'acquacoltura sono il problema maggiore.
Per chi avesse voglia di approfondimenti, lascio dei link.
Le api si stanno estinguendo e noi ci estingueremo dopo di loro. Di Alfonso Lucifredi.

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