C.S.I Scena del crimine
Alla fine le Api che stanno morendo le ho trovate davvero; ma un passo alla volta perché ne parlerò in uno scritto futuro che si chiamerà Bambolbee.
Ci eravamo lasciati con una grande domanda e un incognita: le Api stanno davvero morendo?
Se non rammentate la domanda o se non avete letto il mio report vi lascio il link qui: To Bee or not to Bee?
Notizia freschissima, datata 11 Luglio 2019.
Finalmente un Italiano, un giovane, un nome e un cognome e una località tutta nostrana; Avigliano (Umbria).
Luca Barra Secondi pubblica la foto di copertina e scrive su Facebook:
"Non è possibile!!!
Non è possibile che io all'11 di luglio vada a controllare le arnie e mi debba ritrovare uno scempio del genere!!!
Non è possibile checcazzo!!!Migliaia di piccoli esseri che pur di non contaminare la propria famiglia e tutto il miele prodotto, muoiono proprio sotto la porta di casa per avvisare le altre del pericolo a tot distanza.....
Non è possibile checcazzo!!!Migliaia di piccoli esseri che pur di non contaminare la propria famiglia e tutto il miele prodotto, muoiono proprio sotto la porta di casa per avvisare le altre del pericolo a tot distanza.....
Non è possibile che ancora nel 2019 non si riesca a capire la gravità della situazione che ci circonda!
Non è possibile che ci stiamo (e NON ci stanno!perché siamo tutti colpevoli) avvelenando sotto ai nostri occhi e nessuno non faccia nulla....nessuno muova un dito, nessuno che alzi la voce!Si continua a sputare robaccia a discapito del nostro futuro prossimo e non ci frega nulla di mangiare e bere veleno! Il suo nome è Mesurol (Methiocarb) prodotto da Bayer, ma si usa anche Force, Celest , Maxim, Influx, Starcover, Thirame e molti altri prodotti chimici che loro definiscono Fitosanitari (un prodotto fitosanitario è un prodotto pronto all'impiego, previa diluizione in acqua, utilizzabile per proteggere e conservare (proteggere e conservare un cazzo!) i vegetali o influirne sui processi vitali.La protezione è intesa da tutti gli organismi nocivi) ma sono veleni; il Mesurol è un insetticida, ornicida, ratticida ed è la principale causa di smarrimento e morte degli insetti impollinatori tra cui le Api. La semente viene trattata prima della semina, cioè tutte quelle schifezze finiscono nel terreno, si sciolgono e quando la pianta inizia a crescere le assorbe sistemicamente e poi giù, tutto nelle falde acquifere evvia, fin dentro i nostri piatti e i nostri bicchieri. Questi trattamenti vengono largamente usati, anche combinati, nelle colture di Mais, Girasole, cereali e molto altro da tutti gli agricoltori sia italiani che stranieri. Addirittura, soprattutto in America e Australia, vengono spruzzati tramite piccoli aeroplanini posseduti dalla aziende agrarie.
Non è possibile che gli odierni girasoli non producano più nettare perché sono creati in laboratorio............non ci sono parole, Nonno si rivolterebbe nella tomba.
Non è possibile.........e scrivo questo post "solo" per cercare di rendervi partecipi a questo strazio che a noi Apicoltori uccide dentro come pugnalate continue dato l'amore che ci lega ai nostri meravigliosi animali ma che, nel frattempo, uccide nella realtà dei fatti tutti quanti essendo l'ape un indicatore biologico della qualità dell'ambiente: ognuno di noi, nessuno escluso."
Non è possibile che ci stiamo (e NON ci stanno!perché siamo tutti colpevoli) avvelenando sotto ai nostri occhi e nessuno non faccia nulla....nessuno muova un dito, nessuno che alzi la voce!Si continua a sputare robaccia a discapito del nostro futuro prossimo e non ci frega nulla di mangiare e bere veleno! Il suo nome è Mesurol (Methiocarb) prodotto da Bayer, ma si usa anche Force, Celest , Maxim, Influx, Starcover, Thirame e molti altri prodotti chimici che loro definiscono Fitosanitari (un prodotto fitosanitario è un prodotto pronto all'impiego, previa diluizione in acqua, utilizzabile per proteggere e conservare (proteggere e conservare un cazzo!) i vegetali o influirne sui processi vitali.La protezione è intesa da tutti gli organismi nocivi) ma sono veleni; il Mesurol è un insetticida, ornicida, ratticida ed è la principale causa di smarrimento e morte degli insetti impollinatori tra cui le Api. La semente viene trattata prima della semina, cioè tutte quelle schifezze finiscono nel terreno, si sciolgono e quando la pianta inizia a crescere le assorbe sistemicamente e poi giù, tutto nelle falde acquifere evvia, fin dentro i nostri piatti e i nostri bicchieri. Questi trattamenti vengono largamente usati, anche combinati, nelle colture di Mais, Girasole, cereali e molto altro da tutti gli agricoltori sia italiani che stranieri. Addirittura, soprattutto in America e Australia, vengono spruzzati tramite piccoli aeroplanini posseduti dalla aziende agrarie.
Non è possibile che gli odierni girasoli non producano più nettare perché sono creati in laboratorio............non ci sono parole, Nonno si rivolterebbe nella tomba.
Non è possibile.........e scrivo questo post "solo" per cercare di rendervi partecipi a questo strazio che a noi Apicoltori uccide dentro come pugnalate continue dato l'amore che ci lega ai nostri meravigliosi animali ma che, nel frattempo, uccide nella realtà dei fatti tutti quanti essendo l'ape un indicatore biologico della qualità dell'ambiente: ognuno di noi, nessuno escluso."
8000 e più condivisioni e circa 800 commenti ad oggi, mentre scrivo, in data 23 luglio 2019.
I commenti sono i soliti; cioè un odio viscerale per tutto ciò che è associabile all'agricoltura tradizionale e ai prodotti in uso.
Andare a fare le pulci a tutti è compito arduo, impossibile, e non è certamente alla mia portata né spetta a me; però posso cercare di puntualizzare alcuni aspetti.
A quanto pare alcune Api sono morte davanti a quella che lui chiama la porta di casa, poco distante dall'entrata, sacrificandosi per non contaminare le altre ed il miele.
Allora: le Api si sacrificano in tanti modi, soprattutto se devono difendere la propria comunità, ma non certo in questo modo. Supporre che un Ape sappia di essere stata avvelenata e decida, di spontanea volontà, di non contaminare l'alveare è estremamente poetico e di grande impatto emotivo, ma è ridicolo.
Però stiamo parlando di un ragazzo con la passione tramandatagli dal nonno, che torna a casa e trova Api morte in maniera strana… Possiamo certamente concedergli questo pensiero poetico, non trovate?
Poco dopo esplode contro i veleni, che sono ovunque, che ci stanno e ci stiamo avvelenando.
Siccome è molto arrabbiato fa anche i nomi; prodotti e produttori che avvelenano e contribuiscono alla moria delle Api e alla contaminazione ambientale.
Continua con le sementi e scrive di semi trattati con sostanze, anche se sono vietate da parecchi anni in Italia, almeno dieci.
No, rettifica, un momento: non sono vietate le sostanze, sono proprio vietate le sementi trattate (conciate) e non è una cosa all'Italiana, con prodotti che vengono venduti sotto banco; sono proprio introvabili i semi conciati, chiaro?
Prosegue con queste sostanze che in alcuni stati, soprattutto esteri, vengono irrorate grazie all'uso di aerei (e questo è vero) tecnica indispensabile quando hai campi sterminati.
Finisce con la solita frase delle Api che sono indicatori biologici della qualità degli ambienti, anche se studiosi del calibro del Prof. Mandrioli storcono il naso a queste affermazioni.
Insomma alla fine, per farla breve, siccome avevo trovato un Italiano colpito e con un danno concreto, ho chiesto informazioni ad un contatto che ha 40 anni di esperienza diretta con le Api, nonché laurea in Scienze Agrarie e tesi sulla Varroa (quando le faccio le cose, cerco di farle bene).
La risposta mi ha lasciato di stucco!
Mi spiega che le Api avvelenate solitamente le si trova a terra, davanti all'entrata dell'arnia.
Stiamo parlando di avvelenamento volontario o involontario, quando decine di migliaia di Api giacciono a terra prive di vita, causato ad un uso improprio di sostanze antiparassitarie o da azione dolosa.
Ovviamente non tutte, perché può non essere un avvelenamento così massiccio, oppure perché le Api muoiono un po' dove gli capita e non necessariamente davanti "casa". (In realtà le Api che giacciono a terra sono morte dentro all'alveare, gettate fuori da quelle in forza e che devono tenere pulito il posto).
Ma l'esperto prosegue, come un vero detective, forte della sua esperienza.
Mi fa notare ciò che io avevo del tutto ignorato, anche se lo avevo davanti al naso.
Mi dice: quello sembra il cassetto del fondo anti Varroa: "guardati com'è fatta un arnia con fondo a rete e cassetto sottostante che si usa per capire quante Varroa cadono dopo il trattamento."
Prosegue dicendomi che chi ha dimestichezza con gli alveari sa che le Api in quel cassetto non dovrebbero esserci.
In mezzo c'è una rete, che loro non possono passare, pertanto non riesce a comprendere come le Api siano finite su quel cassetto.
Quindi, ricapitolando, la foto non mostra l'entrata di casa ma un cassetto dell'arnia; cassetto che non dovrebbe contenere Api perché, una volta morte, cadono su una rete posta a protezione.
Prosegue la sua indagine zoomando la foto.
Mi fa notare la grande quantità di residui di cera.
Un po' è normale, mi dice, ma se guardi con attenzione vedrai che la cera è tanta e soprattutto la si trova sopra i corpi, in abbondanza, oltre che attorno.
Sinceramente io, di nuovo, non lo avevo notato.
Mi spiega che le Api per mangiare il miele messo da parte, rosicchiano l'opercolo, fatto di cera, che cade proprio su quel cassetto.
L'opercolo è il tappo che ogni "botte" esagonale ha, se riempita di miele, ok?
E' la loro scorta, quella che l'apicoltore non preleva, quella che viene aperta all'occorrenza come facciamo noi con il frigorifero o la credenza quando abbiamo fame.
Prosegue spiegandomi che probabilmente, anche se da una foto è difficile da capire, quelle Api morte non sono tutte di quell'alveare.
Probabilmente c'è stata una battaglia, feroce, un saccheggio che è tutt'altro che infrequente per le Api.
Una colonia si trova senza cibo e per la propria sopravvivenza attacca un altra colonia che cibo ha.
Le Api all'attacco cercano di entrare da ogni dove, ma dall'accesso quelle in difesa le bloccano.
Una lotta furiosa; tante ne entrano e tante periscono, ma soccombono anche quelle in difesa, difesa che a tratti cede alle ondate e così i Barbari possono entrare e stappano gli opercoli e bottinano ciò che possono prima di fuggire.
Altre stanno cercando di entrare da sotto, ma la rete le ferma e si accalcano in un lato, accerchiate da Api in difesa che le pungono a morte, e ad ogni puntura, ricordatevelo, due Api soccombono, quella trafitta dal veleno e quella che trafigge, perché eviscerata.
Una distesa di centinaia, migliaia di combattenti morti, i buoni e i cattivi, indistinguibili gli uni dagli altri perché non hanno una divisa.
Ricoperti da polvere di cera che precipita durante il saccheggio.
Qualcuno commenta qualcosa di ponderato, si pone delle domande e chiede risposte, come io che chiedo se la foto è stata fatta da lui, perché mi accorgo che non descrive ciò che racconta.
Un utente mi attacca: "che cazzo di domanda è?"
La frenesia alimentare è incredibile e aumenta, ad ogni condivisione i commenti si impennano perché le Api sono un argomento sensibile.
C'è Einstein che non ha mai detto nulla sulle Api, mai, che appare forse di più che l'ape stessa; un po' come "Elementare, Watzon!" mai scritto da Conan Doyle, per intenderci.
Alla fine mi arrendo, non ho prove per giudicarlo colpevole di "frode volontaria o istigazione all'odio".
Alla fine è un bravo ragazzo, deluso, amareggiato, incazzato nero per la perdita che va oltre il mero guadagno; perché sono vite perse a discapito di una passione tramandatagli.
Alla fine la colpa è probabilmente delle Api e non del contadino, ma chi se ne frega se ha pensato solo a quello.
E lo comprendo, perché alla fine ognuno di noi ha i propri pregiudizi e i propri bias, anche se a volte infondati, ed è naturale, umano, lasciarsi andare alle imprecazioni e alla disperazione.
Come io, a torto, quando sono affranto da tutte le falsità che si raccontano sull'agricoltura tradizionale e leggo di apicoltori incazzati coi veleni, penso a tutte quelle Api che si ritrovano senza cibo alla fine dell'inverno, perché gli è stato sottratto e venduto.
O a quando sciamano, seguendo l'istinto insito nella loro natura, anche se alla fine vengono sempre recuperate controvoglia e riportate in quelle case di legno che in natura non ci sono.
Se mi leggesse il mio esperto mi bacchetterebbe!
Come quando leggo che se il cibo scarseggia viene dato loro acqua e zucchero, che è notoriamente uguale al miele sottrattogli, no?
Tutti sanno, vero, che alla mattina fare colazione con acqua e zucchero è uguale al fare colazione con il miele, giusto?
Anche se ha tutte quelle proprietà uniche al mondo, ma chissenefrega!
A un esserino che campa circa 40 giorni d'estate, diamogli acqua e zucchero per un paio di settimane, in primavera, anche se due settimane sono 1/3 della sua esistenza.
Basta affumicarle un po', ogni tanto, non troppo, quando occorre; con quel fumo che viene venduto anche su Amazon con la descrizione romantica di "affumicatore per Api: un prodotto medico che non nuoce alla loro salute perché fatto da erbe naturali Cinesi."
Ah 'sti Cinesi…
54 pezzi a meno di 10 Euro, pensate.
Perché un po' le stordisce, ovvio, ma non fa loro del male; così ci assicurano i Cinesi.
Si allontanano, diventano mansuete e non pungono, ma solo perché sono rilassate come vacche Indù!
(Ah no quelli sono Indiani, scusate.)
Perché è risaputo che ad ogni essere vivente, che respira ossigeno, piace essere irrorato dal fumo ogni tanto.
Lo si vede durante le manifestazioni, quando la Polizia lancia i fumogeni per disperdere le folle.
Un fuggifuggi generale; qualcuno viene ricoverato per ipossia o intossicazione ma alla fine nessuno muore perché il fumo si sa, è rilassante.
Taccio, perché alla fine sono arrabbiato ma il mio esperto, dotato di una notevole mente scientifica, non approverebbe, perché se si vuole fare divulgazione scientifica in maniera seria, occorre presentare i fatti, non le ire e le illazioni!
Alla fine gli apicoltori li trovo pure utili, sotto molti aspetti, e alla fine un po' di fumo ogni tanto, diciamolo, ma che sarà mai!

